Recensione – “La prima stella del mattino” di Rhoma Gi

Uscito a San Valentino scorso, ma è sempre il giorno giusto per conoscere Noelle e Nathan. La loro storia vi entrerà nell’anima! Rhoma Gi, vabbè, lei è speciale!!!

Sinossi

“Prima o poi prenderò quella cometa per la coda.” si ripeteva sempre per infondersi coraggio.
Noelle Harris ha solo tre buoni motivi per restare nella sua città: il suo amato lavoro, un pesce rosso di nome Murphy e un migliore amico inaffidabile.
Perciò, quando perde il posto di archivista e Albert si offre di badare al suo pesce, decide di lasciarsi alle spalle la vecchia vita e accettare un impiego temporaneo a Gimli, sconosciuta cittadina del Manitoba.
Appena arrivata, però, si trova ad avere a che fare con Nathan Carpenter, affascinante Ranger dalle origini Chippewa, nonché rinomato rubacuori. Per Noelle, anima romantica dall’indole sognatrice, è un vero tuffo al cuore, anche perché il ragazzo fin da subito sembra essere interessato a conoscerla meglio.
Complici un trio di amiche decise a far da cupido e un gruppo di vecchiette impiccione, Noelle sarà catapultata nella favola d’amore che ha sempre desiderato. Almeno fino a quando non si sveglierà di colpo e tutti i sogni e le illusioni cadranno come stelle che esauriscono la loro vitale luce.
Una storia tenera e sensuale, che ha per protagonisti due anime affini accomunate dal doloroso bisogno di essere amate. A far da sfondo un Canada selvaggio e freddissimo, più che mai abbagliante.

Titolo: La Prima Stella del Mattino
Autore: Rhoma G.
Data: 14 Febbraio 2019
Editore: Self Publishing
Prezzo: 2,99 (versione cartacea non ancora prevista)
Genere: Contemporary Romance
Finale: Conclusivo

Lasciare Winnipeg per Noelle,  potrebbe significare perdere di nuovo tutto. Ma poi quale tutto, se non ha più niente. La vita le ha lasciato solo un tronchetto della felicità, Murphy il pesce rosso ed Albert, il primo vero ed unico amico, che si prenderà cura dei suoi “averi” nel caso decidesse di raggiungere Gimli per una nuova prospettiva di lavoro. Anche il modo di guadagnarsi la pagnotta ha perduto. E perché? Perché lei è la più brava archivista su piazza ed avendo svolto così bene il suo lavoro…

Una nuova occupazione da accettare, nella quale potrà dimostrare ancora le proprie capacità e… una famiglia un po’ eccentrica, pronta ad ospitarla. Ma soprattutto l’unico affetto rimastole in vita, zia Edna. Allora chi è quella meraviglia, fermo, in piedi, quasi a sembrare un bronzo di riace, che l’aspetta?

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“Nathan Carpenter, tenente dei Rangers. Tu chi sei?”

“Nathan Carpenter, lunghi capelli e occhi neri come l’onice, era quello che le donne comunemente definiscono uno schianto”

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Wow!!! Per una ragazza di città, innamorata dell’amore, che sogna il principe azzurro o anche una versione “modificata” di esso, purché le regali la sua favola con il lieto fine… lui rappresenta l’uomo ideale e il segnale l’ha avuto da quella mandria di bufali! Che avete capito… E’ vero che dove vive non è impossibile incontrare orsi, api, topi e rospi . Come è indiscutibile che Nathan è un Chippewa e le sue origini lo rendono già poco comune e quindi quella tribù all’apparenza selvaggia… Ma i bufali, miei cari, non c’entrano nulla con lui… piuttosto sembrano prediligere come habitat naturale lo stomaco della bella Noelle, alla quale daranno filo da torcere!

Lei che è così timida, dolce, romantica, pura… Che non conosce amore più grande di quello provato per la sua famiglia, come può pensare di innamorarsi così? Come è possibile provare un’attrazione così immediata e forte? Eppure Nathan non sembra condividere con lei la stessa mandria

“Peccato per quella grossa frangia che fa da sipario a un visetto carino (…). A parte un corpicino niente male e dei bei lineamenti, non offre attrattive”

Lui possiede pascoli interi, non si accontenta di una sola preda. Le donne sono un gioco, l’alternativa ad una serata noiosa. Un mero bisogno fisico. L’istinto chiama e lui risponde a gran voce.

Ma è un’altra fievole voce ad occupare sempre più spesso i suoi pensieri, una minuscola calamita pari al corpicino  perfetto di Noelle, lo attira sempre più, inspiegabilmente.  Gimli è una realtà piccola e chiacchierona, è impossibile non vedersi, anche per caso. E gli incontri diventano sempre più frequenti, come quelli meno “gradevoli” con fantasmi del passato che provano ad “inquinare” un presente sempre più limpido e sereno. Ma l’alone dello sciupafemmine, quello gli si sta imprimendo a pelle, come un tatuaggio. Come un qualsiasi capo da bestiame ormai è marchiato a fuoco e distanze insormontabili sembrano non far collimare due cuori che contro tutto sembrano cercarsi.

“Io… Io credo di avere bisogno di te. Insomma… di questo, tutto questo”

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La ragione è in continua lotta con quel sentimento che sembra voler esplodere nel loro petto… fino a quando un dubbio, forse la cruda realtà, inizia a mettere le radici in quella testa già troppo confusa.  Speranze si frantumano insieme a delle flebili certezze in un istante…

E pensare che lei stava bene nel suo piccolo e scialbo mondo… fatto di Murphy, Albert  e la sua pianta grassa. Come le è venuto in mente di fare quel passo, di percorrere quei chilometri fino a Gimli. Ma lei voleva solo seguire quel consiglio, lei ci ha sempre creduto…

“Suo padre le aveva detto di trovare la sua stella”

Vorrei mettervi in guardia dai cieli di Gimli. La sua atmosfera magica, la luce di quelle stelle che vi terrà compagnia per molto, tra queste righe… chissà che anche voi, non rimaniate ammaliati dal loro riverbero  e possiate trovare la vostra, di stella? E scoprirete così se coincide con quella di Noelle.

Ho fatto quel viaggio che amo tanto, sono tornata a Gimli, a respirare l’aria pura di quelle montagne innevate, affrontando quel freddo che ti entra nelle ossa, sapendo poi di trovare sempre un caldo rifugio da Mel, assaporando quelle torte meravigliose. E che dire poi di tutta quella gente – ognuna con il proprio interesse anche spesso pettegolo – disposta, comunque, ad ospitare l’ultimo arrivato. Son tre volte che vado, in ognuna munita di sorriso e tante aspettative. Anche oggi, ne torno con il cuore gonfio di emozione e d’amore. Le stelle del Manitoba, hanno visto nascere tante storie, alcune ce le ha volute narrare la nostra Rhoma Gi, anche lei rapita da quella neve che la sua terra sembra non volerle regalare. Allora lei, ogni volta, munita di sciarpa e cappello se n’è andata ad osservare ma…

…In quest’occasione lascia che qualcun altro lo faccia per lei. Sorpresa piacevolmente da questa novità, tutta la storia l’ho appresa da un’altra voce. Scegliete voi, quella che vi aggrada di più o lasciate che lo faccia la vostra fantasia. Il mio è il solito so tutto io, comunemente chiamato narratore onniscente, che mi prende ogni volta per mano e mi sussurra tutto di tutti, narrandomi i loro trascorsi, sempre al momento giusto, senza rovinare mai la sorpresa. Anche stavolta, non mi sono lasciata vincere dal freddo, ma piuttosto mi sono fatta scaldare il cuore. Ho assistito ad una bella evoluzione, dove i personaggi hanno dimostrato una personalità spiccata nonostante  tutte le loro umane  debolezze.

“Ora sto in prima linea. Devo buttarmi nella mischia”

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Condividendo con noi la paura di ferire, di soffrire, di lasciarsi andare, hanno scoperto che oltre al loro, c’è un altro mondo sconosciuto. Quello nel quale si condivide, dove non si vive più solo per se stessi. Nel quale sono compresi due elementi fondamentali: fiducia e speranza. Sì, speranza, quella che non si deve perdere mai, capace di dar la spinta per la ricerca del riscatto… per la felicità.

Un’altra storia appassionante per Rhoma Gi, che forte della sua eleganza innata che non si scompone mai, riesce a far vibrare ogni corda, al lettore… che si inchioda alla scena, subendo ogni saliscendi emotivo aspettando quel momento, nel quale – come solo lei sa fare – ti porta all’estasi!

La generosità della sua scrittura, il suo genio innato, quel linguaggio inconfondibile e sempre più incalzante (reso ancor più intenso in terza persona), non può meritare alcuna piuma.

La prima Stella del mattino, è una lettura al top!!!

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