Recensione – “La vertigine che ho di te” di Gina Laddaga

Gina, non finirò mai di ringraziarti… ma proprio per tutto!!! Anche per avermi presentato, ancora acerbi ma con tutti i presupposti del successo, Sebastiano e Leda! “A libro aperto” merita di averti tra le sue pagine!

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Sinossi 

Leda ha paura: dell’amore, del contatto fisico, di dare il proprio cuore a qualcun’ altro. È stata ferita, e per questo ha innalzato un muro invalicabile. Ha abbandonato gli studi e per mantenersi lavora come cameriera; non vuole più dipendere da nessuno. L’ultima volta che si è fidata di qualcuno il suo cuore si è spezzato, eppure continua a sopravvivere.
Sebastiano ha studiato infermieristica, ma nella vita ha deciso di aiutare le persone lavorando in ambulanza e insegnando difesa personale in una palestra. Quando Leda, trascinata dalla migliore amica, inizia a frequentare la lezione di prova del corso di Sebastiano, l’elettricità tra i due sarà palpabile, ma Leda avrà difficoltà a fidarsi. Seba, però, rimasto folgorato dalla fragilità di Leda, è risoluto ad avvicinarla, vuole conoscerla e vorrebbe salvarla, salvare il suo cuore.
La paura lascerà davvero posto all’amore? E l’amore aiuterà la nostra protagonista a combattere i fantasmi del suo passato? Una storia di dolore e riscatto, dove l’amore è l’unica via possibile per risollevarsi.

Titolo: La vertigine che ho di te
Autore: Gina Laddaga
Genere: new adult / contemporary romance
Editore: self publishing
Pov: doppio
Pagine: eBook 180 ca. (dipende da impaginazione Amazon)

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Firenze. Oggi è successo tutto, oggi hanno avuto l’epilogo sperato, ma il destino ha fatto incontrare i loro occhi per la prima volta, quattro anni prima. Inconsapevoli che si sarebbero rivisti e amati.

Prima di quella sera lontana, il cuore di Leda, era diviso tra tre uomini diversi: Davide, il  suo “babbo”  e il gemello Dema. Un fatto forse prevedibile, ha rotto per sempre l’incanto portandosi dietro i detriti di rapporti ormai finiti e cuori infranti.

Probabilmente il suo, è quello che ha i cocci più grossi, taglienti e pesanti come macigni… che comprimono quella coscienza che sembra lasciar passare solo centinaia sensi di colpa, che portano un solo nome: tradimento. Non è quello che immaginate, non è così banale, ma qualcosa di più profondo, da lasciare segni indelebili. E Leda si chiude a riccio, precludendosi qualsiasi contatto con una persona dell’altro sesso. Ecco, contatto, una parola maledetta e bandita dal proprio vocabolario.

Marta, amica preziosa, vicina nel bene e nel male, pronta ad aiutarla, spronarla… a portarla in palestra, quando…

“… e quando, di tanto in tanto, alzavo il viso notavo che Sebastiano fissava me. E il mio cuore impazziva. (…) Eppure Sebastiano sembrava diverso. Il mio cuore l’aveva capito prima del mio cervello.”

Due paia di occhi che si incontrano e che sembrano riconoscersi. Una sensazione che accomuna quei due ragazzi che  in qualche modo, si assomigliano anche per il loro vissuto. E’ proprio quel passato che ha modificato le scelte scolastiche e di vita, per Seba. Spinto dal quel grosso senso di altruismo e protezione, ha scelto la sua strada…

“Sono laureato in scienze infermieristiche, ma lavoro in palestra come personal trainer e sono volontario in ambulanza”

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L’uno sembra essere l’estensione dell’altro, un vero completamento… non fisico, ma dell’anima.

“Dovevo solo riuscire a farmi sfiorare da lui senza sentire l’impulso di raggomitolarmi su me stessa e cominciare a piangere.”

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Tanti ostacoli da superare, che sembrano insormontabili a Leda. Non basta l’aiuto del “babbo” che ama più della stessa vita. La consapevolezza che qualcosa sta cambiando e che un amore sta sbocciando, si fa sempre più largo dentro sé, ma deve fare i conti con quel passato che torna a ripresentarsi. non è più solo un fantasma, è tangibile, imprevedibile, ingannevole… con lo stesso potere di annichilire e annientare la sua preda.

Ma non è più la Leda di allora. E’ forte, ha imparato a difendersi da qualsiasi tipo di attacco… Ma soprattutto ora sa cos’è l’amore e conosce la forza che può sprigionare. La sua arma, il suo scudo… oggi Sebastiano è il suo tutto! (Ma sarà proprio così? )

E’ un momento molto difficile questo, ma soprattutto è un percorso inverso per me. Prima ho scoperto Gina Laddaga come amica, poi come autrice. Ho girato la prima pagina, tenendo a bada i miei sentimenti. Ho cercato di cancellare la prima conoscenza in bozza di Seba e Leda, ho provato a ricominciare daccapo e finto di essere una lettrice. Ma ho sentito immediatamente a pelle le stesse emozioni, ed ho capito che ora a colpirmi non era la mia amica juventina, ma l’autrice. Una ragazza che ho visto maturare e crescere insieme alla sua protagonista. Entrambe mi hanno stupita, per quello che hanno dovuto affrontare…

Un tema scottante che ha messo in luce Leda e la sua forza. La stessa forza seppellita da anni di sensi di colpa e dolore profondo, che arriva nell’animo e devasta. Un senso di rottura implacabile…

“Ero merce avariata, ero rotta, non potevo essere aggiustata e Sebastiano non doveva rimanere intrappolato nella tela di ragno che era diventata la mia vita.”

Sebastiano ha visto soffrire le donne più importanti della sua vita e qualcuno a lui molto vicino gli ha insegnato come amarle, con il suo esempio. Per lui, Leda è una missione…

“Quella sensazione era simile all’apnea: non respiravo finché non sapevo che Leda stava bene, finché non la guardavo negli occhi, finché non la toccavo. Mi ero innamorato. Ed ero fottuto. Punto.”

Due esempi che rafforzano il mio concetto: due personaggi con una vera identità. Ben delineati “interiormente”, sostenuti anche dal pov alternato e da capitoli relativamente brevi, che danno al lettore il tempo di assorbire ogni loro emozione.

Gina ha toccato un tema importante, dal quale mi sono tenuta lontana dal fare spoiler. Cerco sempre di tenermi all’interno dei paletti dettati dalla sinossi. Vi invito fortemente a leggerlo, sapendo già con quali personaggi vi dovrete confrontare. Non vi annoierete un istante, non solo per la piacevole scrittura, leggera e scorrevole. Non mancheranno momenti di tensione, e non mancherà la passione. Il giusto equilibrio per un romanzo perfetto. Ma sentirete, ahimè, mancarvi un pezzo sul finale. No non parlo di un caso di  cliffhanger, piuttosto verrà messa a dura prova la vostra curiosità e la voglia di sapere immediatamente chi saranno i prossimi protagonisti.

Terminerò in maniera diversa, con le parole di una donna molto saggia, che usa le parole che più o meno avrei usato io…

“…ma l’unico consiglio che posso darti è di non pensare di essere sbagliata. Non portarti dietro questa convinzione, perché potrebbe precluderti la felicità.”

Non lasciatevi calpestare, non lasciate che qualcuno decida per voi. Fatevi rispettare. Lasciate liberi i vostri pensieri, la vostra anima… E donate il vostro cuore a chi sapete che lo merita. Questa è la felicità.

Gina, la prova è superata a pieni voti! Grazie per le tue belle parole!

SPOILER EXTRA che mi costerà, forse, un ceffone dall’autrice , ma l’adoro. Una dolcezza infinita vi è racchiusa.

“Sappi che avevo una voglia matta di baciarti questa sera e potrei averla anche domani e il giorno seguente e quello dopo ancora, ma lo farò solamente quando lo desidererai anche tu. Per favore, cerca di desiderarlo presto”

Il mio voto: 5 stelle luminosissime!

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