Recensione – “La Governante” di Rebecca Quasi

Vi presento il mio primo amore della Dri Editore. La Governante ha creato una sorta di “assuefazione” nei confronti di Rebecca Quasi, che non ne posso più fare a meno! A breve vi farò conoscere anche tanto altro 😉

Sinossi

LA GOVERNANTE: DriEditore Historical Romance Vol. 7 di [QUASI, REBECCA]

“Mi occuperò di vostra figlia meglio che posso, le insegnerò le buone maniere e tutte quelle sciocchezze che servono per affrontare il vasto mondo. E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto di quelli che hanno una gran parlantina e baciano come Dio comanda.”

Londra. 1875.

Lord Moncrieff, rimasto vedovo, deve trovare una governante che si occupi di sua figlia. O meglio della figlia di sua moglie, visto che non è certo di essere lui il padre della bambina. Assume la signora Tate, una donna giovane e affascinante, con un passato non proprio cristallino. L’idea di spedire figlia e governante lontano da Londra si rivela, però, poco funzionale all’attrazione che inevitabilmente i due finiscono per provare.

Dopo lo straordinario successo di “Dita come Farfalle”, sia in termini di vendite ma anche e soprattutto di apprezzamento da parte dei lettori, Rebecca Quasi ci regala il suo attesissimo secondo romanzo storico. Non più Regency ma questa volta in epoca vittoriana.
L’autrice riesce come sempre a connotare i suoi personaggi con maestria, sia dal punto di vista psicologico che emozionale, rendendoli vividi e sfaccettati, interessanti fin dal primo sguardo.
Chi come noi ha amato Dita, proverà le stesse sensazioni in questo secondo interessante lavoro.

***ROMANZO AUTOCONCLUSIVO***

Titolo: “La Governante”
Autore: Rebecca Quasi
Editore: Dri Editore
Genere: Romance Storico
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 12.99
Lancio: pre-order 18 gennaio/ufficiale 21 gennaio

Nella Londra del 1875, un uomo torna a vivere dopo la scomparsa prematura della moglie. Disilluso da un amore nel quale ha creduto, si ritrova a crescere il “frutto” di una scappatella, oppure…

“Era il ritratto di Helen, una versione in scala di sua madre. Biondissima, con due occhi così blu da far spavento e una fossetta, una sola, sulla guancia destra. Di una bellezza mozzafiato e senza nessuna traccia dei geni paterni”

Lord Leonard Lennox, conte Moncrieff, ha l’obbligo morale di trovare al più presto  una soluzione. Deve assolutamente pensare ad una sistemazione per la bambina. E che non sia troppo vicina, tanto spudorata è quella somiglianza, che lo manda fuori di testa. La campagna potrebbe offrire tantissimo e tutto quel verde è soltanto più che salutare per la crescita di Penelope. Ma sarà facile accontentare un burbero come il Lord, troverà la governante all’altezza del suo casato?

“Si augurò che la terza candidata fosse più graziosa. Trovò riduttivo definirla graziosa. La terza candidata era decisamente bella. Entrò nello studio con passo deciso, era piuttosto alta e austera, ma vibrava qualcosa di caldo in lei. Leonard non avrebbe saputo dire cosa e dove fosse, ma era ammaliante”.

Sì, forse le altre candidate erano più qualificate. Ma probabilmente, oltre quella bellezza semplice, quei vestiti del colore di una giornata uggiosa, anche un po’ troppo lisi quanto dignitosi… Sicuramente ha intravisto altro, il Lord. Il fatto è, che come una calamita, viene attratto e trasportato in campagna più volte e per più tempo del dovuto…

…Ma Sidonie Tate ha una corazza difficile da estirpare, formata da strati e strati di sofferenze ed inganni, conscia solo di alcuni però… Ma possiede anche un’infinità di pregi e tutti sembrano lampanti agli occhi di qualcuno…

“Volete sapere se ho dei principi morali? Uno solo: non giudicare nessuno (…) E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto quelli che hanno una gran parlantina…”

Una calamita che attrae, ma che diventa un pezzo di legno quando sono vicini. Ma perché? Per un’infinità di motivi, non proprio così ininfluenti per quel tempo… E per altri ingombranti  in  carne ed ossa! Ostacoli,  che ad un certo punto sembreranno insormontabili e che avrebbero fatto scoraggiare anche l’uomo più temerario. Ma non lui, non il Conte Moncrieff.

Il coraggio, la caparbietà e l’amore, riusciranno ad abbattere quei muri e con essi le “etichette” del tempo? Ma soprattutto riuscirà a scappare da quel “guaio”?

Credo di aver detto troppo, ma sono sicura che anche se vi ho lanciato alcuni segnali, neanche la mente più fervida, potrà mai immaginare ogni risvolto. E ce ne saranno diversi… Lascio  a voi scoprirli, in quelle poche ore che vi sembreranno un’istante.


Sono una pentita. Pentita di non aver conosciuto prima Rebecca Quasi. Ma tremendamente felice di aver partecipato al Review Party de La Governante. La spinta a propormi, ad essere sincera, l’ho avuta da Dita come Farfalle, dalle recensioni positive nelle quali mi sono imbattuta, romanzo che gli impegni non mi hanno permesso di leggere, ma che devo assolutamente recuperare. Questo perché nella scelta di un libro, non mi faccio mai troppo influenzare dalle sinossi, che a volte potrebbero creare troppe aspettative o far desistere dal leggere perché pensiamo non sia nelle nostre corde. E’ da tanto tempo, ormai che ho buttato i paraocchi. Non da moltissimo invece, mi sono approcciata ai romanzi storici… Ma con le prime “maestre” che ho avuto, non sono più riuscita a staccarmi dal genere che ho continuato ad amare ogni volta di più. Ma andiamo avanti, ops piuttosto indietro…

Siamo tra il 1875/76. Londra e i salotti londinesi, pullulano di apparenze e di Stagioni… Quelle dell’amore. Non vi starò a ripetere la trama, ma già con questi presupposti, io mi calo, anzi mi vesto di quegli abiti pesanti e mi incammino verso il Regno Unito.
Sono sicura che in questo momento a qualcuno di voi balzerà alla testa un pensiero: “Sarà la solita storiella della Governante, che redime un lord pieno di boria e indisponente, dove ci scapperà la tresca”, insomma il solito cliché.
Ed io qui vi volevo. Vi dimostrerò che La Governante, è esattamente il contrario di quello che sembra. Piuttosto vi riserverà mille sorprese e colpi di scena…. E quando penserete che tutto si è sistemato, dovrete, una volta ancora, abbandonare ogni certezza.

Sapete, mentre stavo leggendo mi sono fermata a pensare se anche a me avrebbero dato della poco di buono. Atteggiarsi, ammiccare nei confronti di un uomo che per una donna non rappresenta alcun legame, rasenta la vergogna. Immaginate me, che anche stavolta mi sono lasciata prendere per mano da quel narratore sconosciuto e mi sono fatta “abbindolare” da ogni sua parola. Con quel suo linguaggio così singolare, elegante, leggiadro e mai saccente, mi ha accompagnato nei lunghi viaggi tra Londra e la campagna, sempre lui ed io a bordo di una carrozza che mi ha permesso di godere di quei paesaggi meravigliosi e ancora incontaminati dall’abominio dell’uomo e dallo smog. Per qualche ora mi sono estraniata ed ho provato tutto il piacere di Penelope e Sid, trovandosi immerse in quel verde. Le ho osservate bene, ho visto quel bel legame nascere ed evolversi. Ho ammirato la giovane governante e sono stata quasi gelosa del suo piglio e della sua risolutezza… Rimanendo incantata di fronte al suo emergente lato romantico. Sì, l’ho scoperta anche un po’ bugiarda, non era lei quella che diceva che non le interessavano gli uomini, le relazioni?… Ma come resistere, io l’ho visto molto bene il Lord. L’ho osservato fin da subito, dietro quella corteccia, ed ho immaginato anche quello che sarebbe diventato… Amando ogni secondo, trascorso con la sua piccola donna…
…E tutto ciò mi è stato possibile solo grazie a lei, Rebecca Quasi. Vi assicuro che non mi ha intortato con baggianate, ha iniziato questa storia che sembrava partire come tante altre (ricordate è solo apparenza e buttate i paraocchi!), incantandomi con la sua parlantina e a spot con frasi stucchevoli e brillanti. Tutto ciò in un pugno di ore che sono sembrati minuti, nei quali non riuscivo a staccarmi neanche mi avesse legata o ammaliata con qualche trucchetto. Niente magie, solo bravura e competenza, nel saper condensare in una trama suspense, inganni, amore, perfidia, odio… Calandosi nella realtà del tempo, dovendo far combattere i suoi personaggi con una società che non ammetteva, che condannava, che se ne fregava di sentimenti e di un pizzico di giustizia.

Un lavoro magistrale dal mio punto di vista. E ne ho avuto la conferma sentendomi svuotata ma con il cuore gonfio d’amore, che a distanza di 24 ore è ancora lì a battere all’impazzata. Ho provato una delusione allucinante, dovendomi togliere quegli abiti pesanti e rinunciare a quella “leccata” che  a me Hannibal puntualmente riservava. Lui, l’amico fedele, che con il suo coraggio e la sua freddezza… Si è reso determinante in più di un’occasione.

Non sono impazzita, avrete capito quanto è brava l’autrice a trasportare il lettore sulla scena, stando ben attenta a non farlo mai annoiare. Ci ha dimostrato che certe barriere si possono abbattere, che fondamentalmente niente è impossibile se il motore trainante è l’amore. Un’altra storia di speranza che ci insegna a non tirarsi mai indietro. Forse anche in una strada senza sbocco, può nascondersi la scappatoia. L’importante è non arrendersi mai!

“Sono sicura che Hannibal abbaierebbe un CAPOLAVORO!”

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