Recensione in anteprima – “Parole” di Anita Sessa

Abbiamo tanto atteso il suo ritorno, ed eccola di nuovo con la Dri Editore, con un contemporary romance. Con “Parole”, Anita Sessa, vi porta alla riscoperta di sentimenti sopiti, speranze ormai perdute, guidandovi verso una sorta di rinascita. Jacopo e Livia, nel loro bel viaggio introspettivo… e a spasso per le Marche (concedetemelo!).

Sinossi

“Le sto mandando messaggi confusi, ne sono cosciente, ma ho bisogno di spingere l’acceleratore e di vedere dove andiamo a finire”

Disincantata, cinica, un po’ scontrosa: questo è ciò che è diventata Livia dopo la morte della madre. Studentessa universitaria di giorno, cameriera in una trattoria in provincia di Pesaro la sera, Livia affronta la vita da sola giorno dopo giorno.
Complice uno scambio di battute scritte a lettere cubitali sul fondoschiena di una modella di intimo, ritratta su un poster pubblicitario, Livia conosce Jacopo, manager di trentanove anni impiegato nel campo del marketing e con un matrimonio ai titoli di coda.
A suon di battute al vetriolo e scontri verbali, Livia e Jacopo inizieranno un rapporto perennemente in bilico, proteso verso qualcosa che potrebbe essere se solo entrambi si lasciassero andare.

Anita Sessa ci regala questa volta, dopo il regency di grande successo La Sposa Inglese, una delicata storia d’amore tra due persone profonde e affascinanti. Due anime molto diverse ma al contempo molto affini. Riusciranno entrambi a lasciarsi andare e superare quello che la vita sembra avergli tolto in passato?
Non lo possiamo sapere senza leggere il libro, quello che sappiamo però è che Anita si è superata questa volta, lasciandoci intravedere qualcosa più in profondità di se stessa. Grazie

***** ROMANZO AUTOCONCLUSIVO *****

E-book gentilmente offerto dalla CE

E’ quasi una fuga, quella verso Pesaro. Un bagaglio fatto troppo in fretta, e come spesso succede, si rischia di prendere le cose sbagliate. Livia, ha dimenticato di lasciar fuori il risentimento, la delusione, la sfiducia, la mancanza di autostima… e porta tutto con se, insieme all’amore per la madre. La donna che rappresenta tutta la sua vita vissuta e quella che dovrà ancora vivere, per questo il suo intento è proteggerla.

Primo proposito, sfumato. Sola, pronta a nascondersi sotto maglioni informi e dietro a quel carattere rigido, plasmato dalle delusioni e dalle sofferenze. Continua la sua vita tra l’Università ad Urbino e il lavoro da cameriera che l’aiuta a mantenersi e forse chissà, a non pensare quanto piatta e triste sia la sua giovane esistenza.

“Un uomo e una donna si conoscono per caso dopo aver scarabocchiato il culo finto di una bionda…”.

Una situazione esilarante e se pensate che il complice in tutta quella storia, è un pennarello… Si si, quello indelebile con la punta spessa, che serve per appuntarsi qualcosa di indimenticabile. Ecco, forse quello è stato un incontro indimenticabile!

Disillusa, da troppo sola, vuota e persa in alcune effimere avventure, l’incontro con Jacopo è spiazzante, destabilizzante, non solo perchè…

Più vicino ai quaranta che ai trenta, ne sono certa, e indossa un completo al posto delle magliette da nerd sfigato. Giacca abbandonata sul muretto, camicia bianca con maniche arrotolate che lasciano scoperti gli avambracci e cravatta blu scuro allentata (…) non indossa occhiali da nerd. In realtà non ha proprio nulla del nerd, anzi.

Jacopo, “non” nasconde un segreto. La sua forza è la schiettezza e la sincerità, quella che va tanto cercando Livia. Ma un grosso problema da risolvere c’è, più spaventoso di certi fantasmi che ritornano. Un ostacolo che potrebbe precludere una conoscenza più approfondita, anche se la passione non si riesce a tenere chiusa in quella famosa valigia… e straripa, legandoli ancor di più, celando per un po’ ogni sorta di impedimento.

Fino a quando entrambi devono fare i conti con quel passato che rischia di mettere in dubbio anche quel piccolo barlume di speranza, quella luce lontana, in fondo al tunnel della quale Livia ha iniziato a bearsi…

“Non dico di etichettarci, ma almeno di capire cosa siamo. Tracciamo un confine di separazione tra quello che eravamo e che è evidente non siamo più.”

“Niente etichette?”

“Giuro che non andrò a cambiare il mio status su Facebook.”

Tutto sembrava essere perfetto… Fino a che, a certe “vecchie” presenze, si assommano indifferenza, dubbi e prese di coscienza che portano all’inevitabile…

“Non lasciarmi andare.”

“Non ti lascerò andare”

Livia è avvezza alle bugie, agli inganni, alle vuote promesse… si sente quasi una predestinata! Perde un uomo e ritrova un altro pezzo importante della sua vita.

“Parole”. Mentre leggevo, mi è venuta in mente la colonna sonora che identifica nella mia mente questo romanzo. Ho sentito risuonare la voce di Noemi, con Sono solo parole, e ho vissuto la storia di Jacopo e Livia. Due personaggi così diversi, lui estroverso, un ego che da Pesaro arriva a Senigallia, bello e con un fascino che sovrasta quell’ego. L’anonimia di Livia è accentuata da un abbigliamento che la deve rendere trasparente, invisibile a qualsiasi occhio umano. Ma Jacopo la vede, perché va oltre. Lui scava nella tristezza di quel giovane sguardo e sente subito un istinto di protezione inspiegabile. Lei è uno scricciolo indifeso, ma perché? Poi sente quella lingua, tagliente, acuminata… e calda. E tutto si fa chiaro, per entrambi. Termina l’isolamento e prorompente esce la voglia smodata di conoscersi…

“Da quando ti conosco non faccio altro che accusare i colpi della vita. Cose che prima non avrebbero avuto il potere di scalfirmi, ora mi trapassano e mi lasciano addosso solchi e buchi”

Dovrei continuare ma non vorrei spoilerare troppo. Ma pensateci. Una corazza impenetrabile, dove non passano più altri dolori, dopo averli provati tutti mentre le gioie rimbalzano. Dopo quella storia ancora “provvisoria”, ogni parte è tornata a vivere, liberandosi di ogni sorta di scudo… ritrovando un po’ di umanità, scoprendo l’amore. Un sentimento che entrambi hanno paura di ammettere, soprattutto per colui, il quale ego, crea tutto quell’impiccio…

Sono vicina a Livia, al suo essere in certi versi un po’ bastarda, e non vi dico più nulla. Ma vi lascio riflettere su quest’ultimo estratto e aggiungo con quale facilità e senza orpelli (sempre come la protagonista!), Anita Sessa ha messo tanta profondità, ironia e amore, mostrando la solita proprietà di linguaggio e molta delicatezza quando si è reso necessario. Ma soprattutto l’autrice ci insegna l’importanza di aprire il cuore, di non farsi “fregare” dall’istinto, annebbiando l’evidenza. In modo diverso, i protagonisti sono vittime dello stesso errore, ma solo insieme e forti del sentimento reciproco, riusciranno a superare le difficoltà. Il dialogo è vero che è alla base di tutto. Ma per fare chiarezza, spesso con umiltà e lucidità, bisogna fare un passo indietro… Per scoprire che quelli che si pensavano fantasmi del passato non sono altro che pezzi di vita vissuti, che formano tanti ricordi, molto importanti, ma che restano tali. E ad un certo punto la vita ricomincia daccapo, anche in maniera meravigliosa!

Felice ed onorata di avervi presentato in anteprima, due personaggi di così tanto spessore, ringrazio di cuore Anita Sessa e la Dri Editore.

“Jacopo, con il pennarello, mi metteresti 5 stelle?”

P. S. Anita, quando vorrai, sarò il tuo Cicerone per la mia Senigallia, e chissà che portandoti sulla Rotonda a mare, più bella e suggestiva d’Italia, non ti ispiri uno spin-off!

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