Recensione in anteprima – “Cucito addosso” di Rebecca Quasi

E’ sempre un immenso piacere incontrare la penna di Rebecca Quasi. “Cucito addosso”, come ci ricorda l’autrice, è stato “messo a punto” e gli è stata data una seconda possibilità, dalla CE More Stories… Felice di potervi dare immediatamente la mia opinione!

Sinossi

Il giudice Arrigo Accorsi è un uomo tutto d’un pezzo. Svolge il suo lavoro diligentemente e si tiene lontano dalle donne.
Del resto, a cosa serve la compagnia del gentil sesso quando può passare le serate con Sally, il suo adorato cane?
Quando sua nipote gli prende un appuntamento dalla nota sarta Delia Toschi, però, tutte le sue certezze saltano.
Arrigo e Delia si rincorreranno dal primo momento, in una schermaglia amorosa che non risparmierà colpi e che insegnerà a entrambi il valore profondo della passione e dell’affetto.

  • Titolo: Cucito addosso
  • Autore: Rebecca Quasi
  • Editore: More Stories
  • Data pubblicazione: 1 luglio
  • Pagine: 199
  • Prezzo: 2.99

Copia gentilmente offerta dalla CE

Dieci lustri, mezzo secolo, cinquant’anni nei quali le donne per Arrigo Accorsi si contano sulle dita di una mano. La sua vita è troppo ordinata perché una donna vi entri a far parte. Metodico all’inverosimile, perso tra scartoffie e sentenze, non si preoccupa del genere femminile, le quali rappresentanti, una dopo l’altra, non sono altro che inutili ciarliere, dedite allo shopping e a intrattenersi in stupidi dialoghi inutili e di poco spessore. Sofia è l’unica donna della sua vita, quella più vicina ad una figlia e anche se non lo è, un legame di sangue li unisce, e per la giovane, Arrigo è veramente la figura più vicina ad un padre.

… Ed è proprio lei che cura la sua immagine, lo consiglia dove può, e certe volte sembra una vera PR. Tra tanti appuntamenti, c’è scritto anche un nome, Delia Toschi. Una donna, come prenderà la cosa il giudice più integerrimo della città?

“Erano in piedi in mezzo alla stanza, erano piuttosto vicini, notò che la donna gli arrivava sì e no alla spalla e aveva oltretutto dei tacchi abbastanza alti, i capelli castani erano raccolti e, a quella distanza, si sentiva distintamente la fragranza raffinata del suo profumo.”

Sarà quel profumo ad inebriarlo o un quoziente intellettivo che reputa alla propria altezza o semplicemente il fatto che non sproloquia come una donna “normale”… il fatto è che la sarta sembra toccare corde invisibili, che vanno al di là delle sensazioni delle mani su quel corpo che fino ad allora è stato “incontaminato”. E anche se nel settore di mezzo, qualcosa si muove…

“Di persona il giudice appariva più alto e più magro di quel che sembrava in televisione e più vecchio, forse. I capelli brizzolati scandivano tutti i suoi 51 anni, che erano dichiarati da Wikipedia e che comunque portava molto bene”

Una bella presenza accompagnata da un paio di occhi azzurri severi ed enigmatici, misteriosi… e che iniziano a velarsi di insicurezze. Certezze che diventano “volatili” come un filo imbastito, che appunta, fissa ma non mette il punto… convinzioni che possono cadere insieme ad anni passati a richiudersi in una corazza impenetrabile. Forse quella sartina, non è munita solo di ago e filo, forse possiede la chiave giusta, quella che riuscirà a dissotterrare un cuore ormai inaridito.

Consapevolezze si fanno largo in una dura realtà, quella nella quale si immerge la vita del giudice Accorsi. Delia non può rientrare nei suoi piani, anche se la sua presenza è più che tangibile, in ogni pensiero, sensazione… Delia ha dato un nome a quello che sta succedendo, Arrigo ancora non riesce. Bisognerà capire a questo punto, se riusciranno mai a parlare la stessa lingua, ma soprattutto se insieme, i loro cuori, riusciranno a scandire lo stesso battito.

Anche stavolta sembra che Rebecca Quasi, sia riuscita a “Cucire addosso” un altro romanzo, per i propri lettori. La perfezione regna sovrana in ogni suo scritto, qualsiasi genere lei tratti. Le parole giuste scivolano su ogni pagina, senza fare una piega, proprio come un abito perfetto. E il lettore esigente e attento, non può non riconoscerne immediatamente la penna, come quando si gusta un piatto dal sapore già conosciuto e lo si riassapora.

La mia è dipendenza “Quasi”, non l’ho mai negata. Forse l’ho conosciuta tardi, ma un anno basta a riconoscerne i tratti e l’alta levatura. Questa seconda “imbastitura” mi ha fatto recuperare un vecchio lavoro, che purtoppo non so darvene la differenza con la prima stesura, ma che trovo semplicemente perfetto. La sua arguzia, l’ironia sottile, la sua briosità, vanno sempre ad equilibrare la sobrietà e la pacatezza. Elementi che distribuisce bene tra i suoi personaggi dando sempre il ritmo incalzante che non permette di allentare la presa. Un romanzo di Rebecca lo si inizia e in un batter d’occhio si arriva alla fine.

Arrigo e Delia sono l’esempio di come le differenze si possono appianare, sconfiggere. E se la conferma ci viene data dall’amicizia nata tra Salomone e Sefora…

“Cucito addosso” è un’altra storia di speranza, che aiuta ad abbattere i pregiudizi, che non permette di aggirare l’ostacolo ma che oltremodo, spinge ad affrontarlo dimostrando che solo così si riuscirà a raggiungere l’obiettivo. E se l’amore è il motore trainante, allora tutto è possibile.

“Il mio voto? La perfezione”

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