Recensione – “Dita come farfalle” di Rebecca Quasi

Cari lettori, a due giorni dalla pubblicazione di “Scacco Matto, Vostra Grazia” di Rebecca Quasi, per Dri Editore, A libro aperto vi ripropone la recensione di Dita come farfalle. Vi state chiedendo cosa c’entra? Diciamo che Scacco Matto nasce dalla costola di Dita… quindi possiamo definirlo Spin-off! Considerati autoconclusivi, io vi consiglio questa lettura perchè davvero imperdibile!

Sinossi

1818-1819.
Per Lady Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, è naturale sposare per convenienza James Cavendish, duca di Rothsay. E non trova nulla di anormale nemmeno nell’essere del tutto ignorata da lui dopo le nozze. Del resto, unico scopo della loro unione è il mantenimento del casato e il concepimento di un erede, obiettivo che richiede sporadica e taciturna applicazione.
Il tranquillo menage precipita quando, in seguito a un aborto spontaneo, Caroline scopre che suo marito non è l’uomo freddo e posato che si è sforzato di apparire.

Titolo: “Dita come farfalle”
Autore: Rebecca Quasi
Editore: Dri Editore
Genere: Regency
Pagine: 224
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 10

Tutto ha inizio nella Londra del 1818, nel momento in cui lady Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, accetta la decisione del padre di concederla in sposa al duca di Rothsay, James Cavendish. Un vero contratto stipulato tra le parti…

Figlia di un duca, ricca ma non ricchissima, di aspetto gradevole, ma non appariscente, elegante e raffinata, equilibrata e perfettamente a proprio agio, sia in un salotto che in una sala da ballo, Caroline era il compendio perfetto delle virtù muliebri richieste a una futura duchessa.”

… che non fa vacillare per un solo istante la giovane, e non perché trova comunque il suo futuro sposo un uomo affascinante, ma quanto per l’educazione rigida nella quale è stata cresciuta, soprattutto rispettosa di quell’etichetta.

La stessa etichetta che concede  alla  donna di godere di tutti gli agi previsti dalla condizione di moglie, a patto che si dimostri remissiva, malleabile e soprattutto ben disposta nei casi “opportuni”… con l’unico scopo  finale di “fornire” quell’erede compreso nella clausola del contratto!

Dopo un matrimonio senza sfarzi, a causa di un imprevisto sopraggiunto, Caroline applica alla lettera tutto ciò che le è stato insegnato. Lo fa talmente bene, che percepisce già la presenza di un figlio tutto suo, non la fa sentire strana… piuttosto totalmente appagata e libera finalmente di amare!

Un’altra chimera, che vedrà sfumare anche quell’unica possibilità di sentire, per la prima volta, battere il suo cuore  non solo per le proprie funzioni vitali, ma per quello che potrebbe diventare il suo unico amore. Vite e amori persi lungo quel cammino tortuoso che si rivelerà quel matrimonio di convenienza… Ma alla fine conveniente per chi, se sembra generare una complicazione dopo l’altra? In tutto ciò il duca, che gioco sta facendo?

Come ogni inganno, anche questo porterà  conseguenze inevitabili accompagnate da sofferenze indicibili. Entrambi non resteranno immuni da quel destino nefasto che ad un certo punto ha unito le loro strade. Caroline deciderà di percorrerla, quella strada, a testa alta, con coraggio… perché convinta che quella piccola luce possa rischiarare le coscienze, abbattendo i muri della diffidenza, segnando chissà… forse proprio la rinascita per entrambi, aprendo la strada a tante nuove consapevolezze…

“…non era solo bellissima, particolare che improvvisamente non riusciva a ignorare, ma era oltremodo presente a se stessa, come se un’energia misteriosa e sconosciuta la muovesse dall’interno.”

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Sembra vederla per la prima volta, non solo perché ora distingue l’azzurro meraviglioso  di quegli occhi, ma scova  quella forza e alterigia della quale è dotata, caratteristiche che hanno offuscato quella remissività che tanto ricercava per raggiungere quel fine…

“…una donna che aveva sposato per dovere, senza conoscerla minimamente, ma per la quale ora provava un’ammirazione sconfinata. E un desiderio struggente.”

Non aggiungo altro. Avrete l’epilogo desiderato che non coincide con le aspettative e i piani iniziali dei protagonisti. Qualunque disegno abbiate fatto nella vostra testa, non riuscirà mai ad eguagliare la meraviglia di quelle pagine. Vi aspetterà un percorso del tutto particolare,  che va vissuto passo passo, assaporando ogni tappa della loro vita insieme. E in ognuna di quelle “tappe” vi troverete sempre un po’ di più innamorati…

Come mi ero ripromessa, sono andata ad acciuffare quelle mani, per verificare se veramente si mostravano in quella maniera. Quelle dita hanno avuto anche su di me il medesimo effetto. Mi hanno ammaliata, quasi ipnotizzata tra le pagine… le stesse che non mi hanno lasciata andare finché non ho visto la fine.

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Un inizio che parte in quarta, sembra quasi avere un’escalation contraria rispetto al romanzo canonico che di solito termina con un matrimonio; qui, infatti lo viviamo dopo alcune pagine. Un evento che dovrebbe suscitare felicità,  ma  che mostra  gli stessi effetti di una tumulazione. Tutto è cadenzato a ritmo lento con la massima costernazione da ambo le parti. Anche la loro prima notte sembra attenersi a quello schema. Ma a tutto c’è una spiegazione, anche la più impensata.

Ma non torniamo a raccontare una storia già snocciolata in maniera impeccabile e precisa, senza troppi giri di parole inutili, dall’efficientissimo narratore onniscente. Lui che sa tutto, mette in luce, al momento opportuno, ogni più recondito e inopportuno segreto. Quello più temuto e più condannato, darà al contrario effetti mai sperati, mettendo in luce la spiccata personalità dei protagonisti. Non inetti, ma scaltri in modo diverso, ognuno con la propria storia e con i propri obiettivi. Mai fuori luogo ma piuttosto perfettamente calati nel loro ruolo e nel contesto storico, rispettosi delle etichette, pronti a sfidarle quando è necessario. Due personaggi che metteranno in luce tutto quell’amore atto a sconfiggere ogni tipo di barriera e pregiudizio. Una storia densa di speranza… e di quel buon senso che sembra ogni giorno venir meno! Ancora una volta vince l’amore vero, e non parlo quello tra un uomo e una donna, ma piuttosto quello che non è dato da un vincolo di sangue. C’è sempre tempo per rimediare, per tornare indietro e riflettere… e qualche volta succede senza che ce se ne accorga, perché in quel momento è  il cuore che sta prendendo la parola!

Posso finalmente dire che Rebecca Quasi non è più una scoperta ma piuttosto  una certezza! La stessa che la promuove, ancora una volta, a pieni voti!

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