Recensione in anteprima – “Scacco Matto, Vostra Grazia” di Rebecca Quasi

Avete terminato “Dita come farfalle” e vi state chiedendo se un giorno Rebecca Quasi ci parlerà di Emma e Percival? Trovati! Sono i protagonisti di Scacco Matto, Vostra Grazia. Lo vogliamo chiamare Spin-off? Ma si, è autoconclusivo, ve lo potete gustare da solo, ma se li leggerete entrambi, non farete altro che regalarvi ore di… sogno!

“Troppo intimo. Giocare a scacchi, per certi versi, è come fare l’amore.”

Torquay, Devon. 1830.

Percival Webster, duca di Clarendon, è determinato a chiedere in moglie la compita lady Albertina, pertanto si reca nella tenuta della sorella per comunicarle la notizia. Durante questa visita, scopre che Emma, figlia del cognato e sua temibile avversaria negli scacchi, non è più la ragazzina impertinente che gli estorceva lezioni, ma una giovane donna in procinto di recarsi a Bath per trovare un marito che ovvii alla sua incresciosa condizione di figlia illegittima.
Introdotta in società, la fanciulla attira l’attenzione di un conte dalla reputazione poco raccomandabile, il che porta Percival a dover fare i conti con i propri principi più radicati, un sentimento stordente e un’attrazione tanto potente quanto inaspettata.

Dopo le atmosfere uniche e impagabili de “La Governante” e lo straordinario successo del romance contemporaneo “Le Ali”, Rebecca torna allo storico e ci delizia questa volta con uno spin-off del meraviglioso “Dita come Farfalle”. Che resta, a nostro modestissimo parere, uno dei suoi lavori migliori.
Siete pronte a scoprire che tipo di gioco si instaura tra i protagonisti?.

***** ROMANZO AUTOCONCLUSIVO *****

  • Titolo: “Scacco matto, Vostra Grazia”
  • Autore: Rebecca Quasi
  • Editore: Dri Editore
  • Genere: Regency
  • Formati disponibili: ebook 3.99/ cartaceo 14.99
  • Lancio: ufficiale 19 luglio
  • Link Acquisto Amazon

Copia gentilmente offerta dalla CE

Torquay, Bath, Londra. 1830.

“I matrimoni d’amore sono una sciocchezza, un’assurdità”

E’ con questa convinzione, che Percival Webster, duca di Clarendon, pondera con assennatezza, di chiedere la mano di Lady Albertina. Rispettando colei alla perfezione tutti i canoni che la società richiede, il fatto che non sia così bella, ne intellettualmente intrigante, sono elementi che passano in secondo piano. L’attrazione fisica, peggio ancora l’amore, rende l’uomo debole e la figura del duca integerrimo, non può essere scalfita da sentimenti frivoli tipici delle donnicciole… o come quegli smidollati dei duchi di Rothsay.

L'immagine può contenere: una o più persone e testo

A proposito di questi, un anno è passato dall’ultima visita di Clarendon a sua sorella Caroline, ma sembra sia trascorsa una vita di fronte alle tante novità che gli si prospettano. La famiglia continua a crescere ma soprattutto rimane stupito di fronte a quel fiore sbocciato così in fretta.

“Emma era alta, flessuosa, bella. Splendente, anzi. I riccioli neri erano trattenuti in modo un po’ arruffato sulla nuca, lasciando scoperto il collo lungo e sottile. (…) A quel punto si degnò pure di guardarlo, trafiggendolo con quegli occhi del colore di un oceano in tempesta. Percival ricordava quella tonalità di verde, ma non il taglio da gatta. Una donna perbene non poteva avere occhi simili.”

Miss Emma Thomas, ragazza senza titolo e dalla nascita etichettata, presto dovrà essere condotta in società, con lo scopo di farla maritare. La complicità, l’esperienza ma soprattutto il prestigio di zia Augusta, si riterranno necessari ad introdurla al Ton. Piuttosto che l’insidiosa Londra, la discrezione di Bath risulta essere la soluzione più opportuna.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Emma, ragazza dai gusti difficili, si trova a rifiutare anche quelle poche proposte. Percival non solo concorda con le decisioni della giovane, ma piuttosto preferirebbe che se ne tornasse nella tranquillità del Devonshire. Ma perché quell’irrequietezza? Ha captato qualcosa di losco il duca, o semplicemente sta lottando perché il seme dell’amore non germogli mai in lui? E se ci fossero più motivi validi a destabilizzarlo?

Emma, dal canto suo, ha le idee chiare e prende l’idea di iniziare a fare i suoi esperimenti…

“Io sono per i sotterfugi. (…) Tutto è pericoloso o insidioso. Ho intenzione di giocare sporco, o barare. Non mi va che solo perché il mondo considera sconveniente una cosa, questa mi sia preclusa.”

Lui le ha insegnato a giocare a scacchi, svelando trucchi e strategie. Anni nei quali, Emma ha digerito tutto ciò che Percival le metteva sul piatto con durezza, nel bene e nel male… ed è forse anche per merito suo se è diventata arguta, scaltra intelligente e brillante. Ora si sfidano alla pari. L’allieva che tiene testa al maestro, lei che non aspetta altro che fare “Scacco Matto”…

Non sarà così facile, figure torbide si metteranno sul loro cammino e cercheranno di minare ancor di più la posizione scomoda di Emma cercando di trarne dei vantaggi.

Lotte estenuanti per sfuggire, per non avvicinarsi, per difendersi e per proteggere. Tutta per colpa di quel sentimento stupido ed inutile che è l’amore…

Ma poi resta sempre quell’interrogativo… Come occupare quelle quindicimila ore?

Ogni volta che prendo in mano un romanzo di Rebecca Quasi, penso che non ce ne possa essere un altro più bello, e invece quello successivo è pronto a lasciarmi per l’ennesima volta a bocca aperta. L’autrice, approdata alla Dri Editore con “Dita come farfalle”, si è appropriata della classifica Amazon in brevissimo tempo. Un grandissimo successo, Dita, che ha lasciato un giovane ed una bambina, entrambi saccenti, arguti e intellettualmente complici, fermi su una scacchiera, con una partita in corso…

La Quasi li ha rimessi uno di fronte all’altra, per riprendere quella partita… che si rivelerà ostica, intrigante, pericolosa, ammaliante e dipendente. Dipendenza per il lettore, che dopo due mosse ben studiate, rimarrà incollato lì, giocando a rimpiattino tra uno scambio di battuta e l’altro, dei protagonisti. Avvalendosi l’autrice della terza persona, ci avvicinerà ancor di più ai pensieri dei protagonisti, che ancora una volta è riuscita a sviscerare per mostrarceli anche sotto ogni loro debolezza. Si aggiungono in “Scacco matto, Vostra Grazia” personaggi di spessore, e non mi riferisco solo ad Emma e Perci. Tra le tante, una personalità scaltra, lungimirante, furba sopra a tutti, pronta a farvi fare anche qualche sorriso sarà zia Augusta, che a tratti sembrerà quasi tenere le fila, cadenzando ritmo e tempi 😉 …

“… hai il mondo in tasca e non lo sai”

Un romanzo diverso, a mio avviso, per la Quasi. Rispettosa delle etichette, dell’epoca, sempre ben inserita nel contesto storico, ho trovato Scacco Matto veramente sublime. Ad una bella storia d’amore ha aggiunto, oltre qualche pagina in più 😉 , suspense e un intreccio più ampio… tanto che ad un certo punto, per una penna meno esperta, il romanzo avrebbe potuto fermarsi. Ma l’autrice non si è limitata ed ha voluto darci il suo “Scacco Matto”.

Da leggere, per capire che esistono diversi punti di vista che possono alla fine convergere, creando qualcosa di meraviglioso. Alchimie e complicità nascoste pronte a scatenare uno tsunami di emozioni.

L’ennesimo inchino a Rebecca Quasi ❤ .

“Un vero Scacco Matto”

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