Recensione – “Il gusto speziato dell’amore” di Silvia Casini

Cari lettori, come si dice, meglio tardi che mai. Ma se fosse stato subito, non mi sarei persa questo capolavoro… per il palato e il cuore! Ve ne parlerò con calma, dedizione e tutto l’amore che merita “Il gusto speziato dell’amore”. Poi vi affiderò a Silvia Casini, a far vibrare ogni vostra corda, ci penserà lei!

Sinossi

Stella si è trasferita da Firenze a Roma per dimenticare il suo ex e aprire una libreria galleggiante sul Tevere specializzata in arte culinaria: Il sapore dei libri. Proprio dalla fusione di queste passioni è nato Florario rock, il ricettario che Stella ha firmato con lo pseudonimo Josephine Alcott, best-seller e caso editoriale dell’anno. Per superare il divorzio, Gabriele ha deciso di trasferirsi da New York a Roma, dove gestisce una società di format tv e si dedica alla sua passione segreta: la cucina. Il giorno in cui si imbatte nella lettura di Florario rock, gli eventi prendono una piega inattesa. Ne è talmente entusiasta da scrivere all’autrice dando inizio a una fitta corrispondenza. Ma il giorno in cui organizza un evento per incontrare l’acclamata scrittrice, Gabriele scoprirà che non esiste alcuna Josephine Alcott…

Un romanzo frizzante, romantico e ironico, che fonde sapientemente musica, letteratura e cucina.

  • Titolo: Il gusto speziato dell’amore
  • Autore: Silvia Casini
  • Editore: Leggereditore
  • Data pubblicazione: 12 settembre 2018
  • Pagine: 352
  • Prezzo: E-book 4.99; Cartaceo 14.45
  • Link Amazon

Copia gentilmente offerta dall’Autrice

A Firenze, Stella Revel, lascia un pezzo di cuore immerso tra i ricordi di una persona cara che non c’è più. L’altro pezzo, si è frantumato sul pavimento dell’altare, nel giorno che doveva essere quello più bello della sua vita. A Roma ci arriva con Lisa e mamma Maria, sempre pronte a sostenerla cercando di farle recuperare tutti i pezzi, creando il collage perfetto che le permetta di farlo tornare a battere, intanto questo… per l’amore invece non c’è più spazio.

Nel frattempo…

“Gabriele guardò fuori dalla finestra il cortile interno della Dream Atlas e si domandò se era stato uno sbaglio lasciare New York per venire a Roma.”

Tradito, disilluso dall’amore. Bello da togliere il fiato, un ego smisurato e caratteristiche culinarie degne di un grande chef anche se nella vita fa tutt’altro. Nel tempo libero, si consola come può tra lenzuola calde per una notte, fino a quando non si imbatte in Florario Rock.

“Quindi, ora mettetevi comodi, perché prima di sbirciare i piatti illustrati, dovrete prestare attenzione a quello che sto per dirvi: in ogni riga, in ogni procedimento, c’è il suo cuore.”

Ma chi è Florario Rock? e perché sembra già fare delle promesse? Eppure questa non è nient’altro che la premessa di un romanzo che fonde la cucina con l’estasi dei sensi, provocato dall’ascolto di una melodia o portando alla memoria scene già viste di un film indimenticabile. Ecco, tutte le righe, in ogni pagina, creano un connubio perfetto per lo sconvolgimento dell’anima, quello al quale Gabriele non riesce più a dar pace.

Un malinteso li separa. Attimi, istanti, giorni e mesi necessari per ritrovare se stessi. Stella affrontando il demone, “senso di colpa”, che la perseguita da più di vent’anni. Gabriele, deve far luce, o piuttosto deve cercarla per ricondurre a sé, Stella.

Ma il fato si accanisce su entrambi, o forse sta facendo loro un favore. Le strade della vita si intrecciano a doppio filo, e quasi duplica quella che potrebbe essere un’unica e grande storia d’amore. Intrighi, sotterfugi e inganni, preparano il terreno per un intreccio che crea suspense e nello stesso tempo infonde quantità abnormi di tenerezza.

“Alla parte migliore di te, che mi infonde un gran bel respiro”

Vi starete chiedendo, immagino, perché ho finito questa prima parte così. Perché sono pazza! Pazza di questo romanzo, di ogni frase urlata, di ogni sussurro, di ogni respiro e sospiro. Mi sono incantata ed ho ballato tra i fornelli, innamorandomi ancora.

Sapevo, aprendo il romanzo, che non mi sarei imbattuta in una lettura. Quella di Silvia Casini è La lettura, che non sai cosa aspettarti e dove ti porterà. Ama mettere sempre un pizzico di magia come fosse una spezia, di quelle che Melissa “spaccia” e decanta con una facilità disarmante. Con un semplice incanto l’effonde sulla vita di un uomo e una donna, che di più di un pizzico di quella magia necessitano. Complice non sarà una bacchetta magica, ma pentoloni, mestoli e… ingredienti che pur all’apparenza inconciliabili, creano il “sapore” perfetto, come lo è l’amore tra Stella e Gabriele.

“Se continuerai a guardare sempre indietro, non vedrai mai quello che hai davanti. Ricordati, cucinare è come vivere. Non è sopravvivere. Cucinare è per gente impavida. Serve fantasia, coraggio e un pizzico di cuore…”

Non è una semplice trama, oggettivamente bella e avvincente. “Il gusto speziato dell’amore” vi insegnerà che non bisogna mai guardarsi indietro, vivendo appieno il presente e godendo dei frutti che il futuro riserverà. Ce lo insegnano i protagonisti, che dopo aver accantonato in un angolo i propri fantasmi ed averci fatto i conti… hanno trovato la loro luce. Messaggi e temi importanti tra queste pagine, tra le quali vi imbatterete con una piccola bambolina e sarà proprio di fronte ad Emma che vi si scioglierà il cuore.

La complicità non si compra a peso come una spezia, come neanche la fortuna e la felicità. Ma necessitano comunque di una ricerca, che non deve essere per forza estenuante. Forse guardandoci intorno con meno superficialità, ci accorgeremmo che ce l’abbiamo davanti agli occhi. Non so se esiste il destino, e se gioca con noi. O forse siamo noi che giochiamo con lui, con le scelte che facciamo ogni giorno. Allora vi dico, assecondate l’istinto, aprite quel cassetto, per piccolo o grande che sia. Cercate il vostro sogno, anche quello più recondito, anche quello che pensate possa apparire banale. Per voi non lo è, quindi rincorretelo, realizzatelo, purché vi sentiate finalmente appagati e felici.

Cullata dall’elegante scrittura, forbita e mai saccente, stupita piuttosto di fronte alla consapevolezza di un’elevata preparazione e… incuriosita ad un certo punto, fino a pormi una domanda: ma tutto ciò sarà accaduto all’autrice? Tranquilli, perché come avesse scrutato nei pensieri dei suoi lettori, dopo aver messo il punto alla parola fine, riparte con le delucidazioni. E anche qui, sembra quasi di leggere un altro piccolo racconto. Anche per questo, avvinta ancora dalle emozioni de “Gli occhi invisibili del destino” (recensione sul blog), mi inchino di fronte a Silvia Casini. E vi ricordo che…

“A volte bisogna lasciarsi scombussolare dalla tenerezza, generosamente.”

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