Recensione – “RITRATTO DI FAMIGLIA: LA FINE DI UN’EPOCA” di Simona Friio

Cari lettori, torno al grande amore, il romanzo storico. Non nuova per me la penna di Simona Friio, ma con un altro genere. “Ritratto di famiglia” è un capolavoro imperdibile, in un contesto davvero storico! Se avete voglia di seguirmi, vi dirò qualcosa di più…

Sinossi

1875, comune rurale alle porte di Milano.
Carola e Blanca, rispettivamente madre e figlia, sono costrette a sottostare al volere dei loro uomini, che si tratti di un padre o di un marito; sono vittime di una società patriarcale, umiliate dalla loro stessa inferiorità in quanto donne, in quanto esseri fragili, incapaci di ragionare senza una guida, un uomo al proprio fianco.
Carola, ripudiata. Blanca, a cui sarà imposto un matrimonio senza amore. E Rosa, figlia di quest’ultima, costretta a crescere nella paura a causa di un padre legato solo alle apparenze. Ma, almeno lei, riuscirà a riscattare il nome delle donne che l’hanno preceduta, concedendosi quel poco di felicità che la vita saprà donarle?
Un ritratto di famiglia, lo spaccato di un’epoca, visto attraverso tre generazioni di donne, dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Trenta.

  • Titolo: Ritratto di famiglia, la fine di un’epoca
  • Autore: Simona Friio
  • Editore: Self-Publishing
  • Pagine: 214
  • Prezzo: 0,99, disponibile con Kindle Unlimited

Dal 1873… Alle porte di Milano.

Un rapporto morboso e malato con Federigo, fuori dalla grazia di Dio, un amore che va al di la della ragione, dove passione e sentimento esplodono, generando una catastrofe. Il mondo di Carola, ricca ereditiera del Conte-imprenditore-aguzzino Edoardo Castellani, si ribalta, riservandole tristezza e stenti fino a quando non incontra un paio di occhi azzurri che la riporta a quell’antico battito di cuore, facendole provare quasi un dejà vu!

“Buonasera, mademoiselle.”

“Siete Francese, monsieur?”

Italiano, Augusto Viviani è in cerca di fortuna per la sua arte. In Francia con gli impressionisti a fargli compagnia, a Milano agli “scapigliati” si unirà. Tutto per dare un riscatto a quella ragazza della quale non conosce né origini, né il passato più recente. Certo dei propri sentimenti, si bea di ciò che la ragazza è pronta a contraccambiare.

“La vostra presenza qui è foriera di gioia per me. Voi non sapete quanta luce avete portato nella mia vita”

Carola ritrova tenerezza, amore e sofferenza indicibile. Augusto abbraccia la piccola Blanca, ma sarà solo un altro contatto “effimero” perchè il destino, per loro, ha in serbo molto altro. Il fato sembra accanirsi sulle giovani Castellani, alle quali tramanda lo stesso bagaglio di sofferenze con sopra scritto lo stesso nome: Edoardo. Padrone di tutto e tutti.

Monitora, trama, persegue e abbatte ogni potenziale ostacolo che incontra lungo il suo cammino. Blanca come sua madre, si innamora dell’uomo che il Conte ancora una volta ritiene inopportuno. Tutto perchè venti rivoluzionari si stanno espandendo in tutta Europa minacciando i poteri forti. La felicità, ancora una volta, la si vedrà sfumare davanti agli occhi, e tra lacrime e spine, una Rosa, la più bella, vedrà la luce. Il sangue dei Castellani continua a vivere in un paio di occhi azzurri e capelli biondi come il grano. Rosa è la più forte, indipendente, fiera e rivoluzionaria delle tre. Ma lei ha il vantaggio di aver perso per strada quel bagaglio ingombrante.

La violenza e il regime, prova a far soccombere l’Italia, che si piega ma che non riesce a soffocare un amore che finalmente trova il suo riscatto. Tra le macerie Rosa incontra gli occhi di Ennio Poggi, per non perderli più.

Tre generazioni a confronto, unite dalla sofferenza, la sopraffazione e dall’orgoglio per i propri ideali e il loro amore. Un legame di sangue che ha sete di rivalsa, che impiega tempo e risorse preziose per il giusto e tanto sospirato appagamento.

Un romanzo crudo ma dolce, forte e delicato… totalizzante, come lo è la soddisfazione che Simona Friio riesce a lasciare al lettore. Sembrano quasi tre storie in una, anche se è sbagliato definire in maniera così riduttiva la vita di tre donne semplicemente straordinarie. Carola, Blanca e Rosa, non sono solo vittime di un despota, Edoardo Castellani, ma di una società che costringe la donna a subire. Un ruolo le è stato destinato: procreare garantendo la continuità di un nome, del casato, accrescendo i possedimenti. Matrimoni di convenienza, soprusi, silenzi e accettazione vigevano in quegli anni. Un periodo storico nel quale l’autrice si è mossa con eleganza e sapienza. Rimanendo nei “ranghi” è riuscita a mostrare i lati oscuri di una società fatta di rivolte e tirannie. Lasciamo Rosa ed Ennio al regime, dove il loro amore rappresenta l’unico barlume di speranza e sopravvivenza.

I miei complimenti a Simona Friio che si è appropriata di un pezzo di storia e l’ha fatta sua, non accontentandosi di usarla come sfondo, ma immergendoci i personaggi, tutti, donandoli di carattere e spessore. Coerenti in tutto il contesto, hanno subìto le conseguenze di ogni azione, rischiando le differenti reazioni del lettore. Speranza, sollievo, devastazione e senso di completezza, si alternano in tutto il romanzo. Un capolavoro che verrà divorato in poche ore ma che per tante altre rimarrà nel vostro cuore, ne sono certa.

“Non sono certa che 5 stelle possano bastare”

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