Recensione – “ONOREVOLE PROPOSTA” di Laura Nottari

La chiamano Prosa Notevole, un soprannome che Laura Nottari si è ampliamente meritata, ma che le fa mantenere ancora i piedi per terra. Incredula dell’affetto che in tanti hanno avuto per Esmond (il mio proprio amore!) in Corrispondenza imperfetta, sono sicura che non riuscirà a contenere stupore e gioia per le ampie conferme che otterrà con Onorevole proposta. Grazie ancora a Dri Editore.

Sinossi

Londra. 1847.

La vita del Capo Ingegnere Jeremy d’Ambray viene sconvolta dalla morte del giovane figlio Conrad. L’inatteso lutto aprirà in lui vuoti incolmabili e sensi di colpa disorientanti.
Solo al funerale, davanti al pianto della sconosciuta Bianca Noyer, Jeremy deciderà di affrontare la cruda verità riguardo al figlio e farsi carico degli errori del ragazzo.
Un contratto, due firme, un progetto imbastito solo per il futuro di un’anima innocente.
In una Londra senza volto, dove la modernità corre più veloce di una locomotiva, borghesia e nobiltà convivono sfocate, soffocando identità e sentimenti.
Potranno famiglia e amore rappresentare la salvezza e l’unica panacea per due anime ferite e sole?

Laura ci introduce, questa volta, nella Londra di metà Ottocento, in una società profondamente disorientata dall’avanzare della modernità, e lo fa con la sua solita delicatezza, tratteggiando due protagonisti forti, indipendenti, ma soli e bisognosi d’amore.
Dopo “Corrispondenza Imperfetta”, suo libro d’esordio e notevole successo di pubblico e di critica, la Nottari alza ancora l’asticella. E siamo sicuri che apprezzerete il risultato!

  • Titolo: “Onorevole Proposta”
  • Autore: Laura Nottari
  • Editore: Dri Editore
  • Genere: Historical Romance
  • Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 14.99
  • Lancio: ufficiale 2 settembre

Copia gentilmente offerta dalla CE

Londra 1847.

D’Ambray, Jeremy solamente. Capo Ingegnere Jeremy d’Ambray per l’esattezza. Nessun titolo si accosta al suo nome, lui è semplicemente un uomo che produce locomotive. Chi sono io? Un amico di vecchia data, che l’ha visto una volta sfoderare… Vi descriverei se potessi, ma da quel giorno si merita l’appellativo di uomo di ferro. In fin dei conti non siamo poi così diversi io e lui, siamo stati definiti entrambi pazzi, scriteriati e menefreghisti innamorati delle proprie mogli. Ma prima Jeremy non era così, credo che quel ferro del quale abusa nel suo lavoro gli sia penetrato anche nel cuore. Non sapeva sorridere tempo fa, tanto meno scherzare o intrattenere una conversazione brillante, non come me… figurarsi vederlo sfoggiare un sorriso o scambiare “effusioni” con una lady. Neanche in certi famosi bordelli che gente altolocata come noi usa frequentare, si è mai intrattenuto ma a farlo per lui ci ha pensato Conrad, il figlio ventiduenne, quasi coetaneo e fratello dell’astinenza paterna.

“Il deragliamento avvenne inatteso una tarda mattina di fine gennaio (…), Jeremy si limitò solo a trovare fastidioso il modo in cui esso gli venne notificato, ossia tramite un ufficiale di Scotland Yard. Fastidioso, proprio così. (…) Perché un padre non può accettare il trapasso dell’unico figlio ventiduenne mentre è mezzo svestito, stanco e sudato per la partita di Cricket appena conclusa.”

Come se si potesse scegliere il tempo per morire dando così il margine necessario ad un padre per recuperare il giusto contegno. Compostezza che inizia a vacillare davanti al come, al dove, al perché… come mai non si era accorto della vita che conduceva Conrad?, forse troppo preso da se stesso e dagli affari… Fino ad allora, se Jeremy lontanamente aveva una visione dell’amore, questa era molto distorta. L’affetto o la presenza di un caro nella propria vita non si “compra” con le cose materiali… Io ne so qualcosa, ma la mia è un’altra storia!

L’ingegnere ragionava ancora da ingegnere.

I sensi di colpa iniziano ad affiorare insieme a una chioma nera, ad un paio di occhi blu accostati a gote rosee e labbra voluttuose… sembrerebbe una bambola, invece Bianca Noyer è tutto tranne che una lady, quanto più somigliante per modi ad uno scaricatore di porto. Solo che Bianca ha qualcosa che appartiene a Conrad, e che Jeremy vorrebbe per mantenere in vita il ricordo di quell’unico figlio.

Per un uomo abituato a contrattare, quello proposto alla giovane sembra – sistemati alcuni cavilli – normale routine. Un accordo vantaggioso per entrambi, soprattutto per Bianca che è consapevole, che apponendo una firma, sarà costretta a rinunciare a qualcosa di vitale importanza.

“E’ un accordo, nulla più. Un accordo molto onorevole. (…) Non consumeremo il matrimonio. Mai. (…) Però sarò vostra moglie. E voi mio marito”

Ma come spesso succede in quei romanzetti che immagino leggiate, come quelli nella mia biblioteca, ricordate?… Insomma, parte dell’accordo cade, portando con se detriti di un legame antico e un inganno nuovo di zecca!

Improperi cari lettori a questo punto, ne partiranno a bizzeffe, ma la cara Laura, nostra creatrice, la sua genialità non poteva fermarsi a questo punto… Per mari e per aria dovrete viaggiare, ma il giusto epilogo riuscirete ad ottenere! Oh santi numi, non aspiravo a fare il poeta, una vita da Conte è stata più che soddisfacente. Vi lascio così miei cari, lascio la parola a quella screanzata dell’amica di quella che definiscono Prosa Notevole e che prosa… Grazie per averci creato.

Vostro E.

Eccomi, sono io l’amica di Prosa Notevole, la vostra Maika, nonché amante di Esmond e sposa di Jeremy. Pensate che abbia le idee confuse e che non sappia scegliere tra Corrispondenza imperfetta e Onorevole Proposta? No, non è così, e sapete perché? Perché sono così diversi che in modo differente lasciano il segno. Esmond l’ha fatto in maniera plateale, come sempre, non solo sul cuore ma soprattutto sulla pelle… ma c’è tempo e spazio anche per Jeremy (su pelle), non abbiate paura.

Ma torniamo a Onorevole Proposta. Immagino avrete capito dall’inusuale riassunto e dalla sinossi che Jeremy è un uomo refrattario all’amore. Il suo dovere con la procreazione dell’unico genito maschio è stato compiuto e ha riposto l’armeria sotto chiave. Sensi ko che si riscuotono di fronte a tanta schiettezza. Bianca è una popolana, con un lavoro non troppo dignitoso, un incidente di percorso lungo ben nove mesi… e sfacciata, troppo sfacciata e spontanea! Ma forse questo elemento è servito per creare quel connubio tra loro chiamato complicità. Un amore che nasce lentamente e con la stessa calma mette radici profonde. Bella la frase di Jeremy che dice più o meno, ho amato l’idea di voi come famiglia… e poi ha amato lei, di un amore che lo rendeva finalmente completo, dopo quarant’anni di vita. Il loro non è solo istinto… è un legame che dalla mente arriva al cuore, per passare in tutte le viscere e ricominciare daccapo, ricordando che loro, sono un tutt’uno e non parlo solo di Bianca e Jeremy. L’amore non c’entra niente con il Dna, l’amore è saper dare e saper ricevere, che si tratti di una nozione, di un gesto, di una carezza, di un consiglio… di un abbraccio o un bacio sulla fronte. L’amore ha mille sfaccettature e Laura le ha colte tutte in questo romanzo e ce ne ha mostrata una ad una, dandocene il significato, usando non solo le parole ma soprattutto il cuore. E’ vero, confermo, Jeremy è Laura. C’è bontà, insicurezza e piglio deciso in ognuno di loro. C’è la forza di un abbraccio e anche la battuta infelice… (credo che abbia pensato di portare la farfalla a guinzaglio quando era da me, ma ve la racconteremo!). C’è amore in ogni loro gesto… ed entrambi l’hanno trasmessa al lettore. Il mio prof direbbe 10 e lode, Sara P Grey ha detto 8 stelle, io non riesco neanche a contarle, come quelle cadute la notte di San Lorenzo, quando eravamo insieme! VVB

“Zitto, sciocco industriale, è solo amore”

N.B. Chiedo scusa se ho abusato di Esmond, spero di non avergli fatto fare brutta figura! ❤

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