Review Party: “MATRIMONIO D’INTERESSE” di Marilena Boccola

Buongiorno miei cari lettori, ho aspettato veramente tanto tempo per incontrare di nuovo Thomas, il duca D’Arcy. Devo dire che ne è veramente valsa la pena, in quanto mi aspettavo… tutt’altra storia. Felicemente sorpresa, provo a parlarvene! “Matrimonio d’interesse”, Marilena Boccola, Dri Editore.

Sinossi

«Posso sapere cosa ci fate qui?» si decise a chiedergli, esasperata.
«Davvero non lo indovinate?» Mio dio! Quando le rivolgeva quell’espressione da canaglia, non sapeva dire se avrebbe voluto cancellare il suo sorriso sornione a forza di sberle o a furia di baci.

Miss Charlotte Ashcroft non ha mai avuto alcuna intenzione di sposarsi.
Tuttavia la strada della giovane s’incrocia con quella di Thomas Francis Stuart, Duca d’Arcy, irriverente libertino sull’orlo della bancarotta a causa del gioco e delle donne, vizi ai quali è notoriamente dedito.
Quale migliore occasione per quest’ultimo, per risanare le proprie finanze e garantire un erede alla casata, se non quella di sposare l’esuberante e attraente fanciulla?
L’antipatia di Charlotte verso Thomas è intensa e istintiva, quasi quanto l’attrazione che suo malgrado prova nei confronti del Duca.
Un corteggiamento serrato, sfrontato, appassionato… ma Charlotte non è certo il tipo da lasciarsi intrappolare anche se, si sa, l’amore può nascondersi ovunque. A volte anche sotto le apparenze di un mero matrimonio d’interesse…

  • Titolo: “Matrimonio d’interesse”
  • Autore: Marilena Boccola
  • Collana: DriEditore Historical Romance (vol.17)
  • Editore: Dri Editore
  • Genere: Regency
  • Formati disponibili: ebook 3.99/ cartaceo 12.99
  • Lancio: ufficiale 23 settembre (pre-order 20 settembre (a 0.99!!) / cover reveal 17 settembre)

Copia gentilmente offerta dalla CE

Cara Madre,

anche se impossibile, voglio credere che possiate leggere e conoscere i miei turbamenti. Vi scrivo perché è inutile negare che la vostra dipartita abbia lasciato indifferente il mio amato padre. Il vizio del gioco si è impossessato di lui, come il potere ammaliante di una megera, e tutto ciò per colmare, a mio modesto parere, la vostra assenza. Non immaginate neanche cosa ho dovuto fare per difendere un piccolo patrimonio perso proprio contro il Duca D’Arcy, ma soprattutto cosa ha scatenato tutto ciò. Ma quello che mi ha fatto più male è stato doverlo tener segreto alla mia amata sorella, la vostra primogenita Esther, e quando si dice che il destino ci mette lo zampino…

“Non che siano di mio gusto, anzi, soprattutto il damerino biondo mi sembra troppo altezzoso e sicuro di se, con quella cravatta sgargiante dal nodo vistoso! (…) il suo accompagnatore ha due occhi penetranti e un po’ malinconici che potrebbero senz’altro incuriosire una donna dolce e romantica come te”

Madre, la rovina o la fortuna, ci ha travolte insieme e le figlie del Barone Ashcroft, vostro marito, sono rimaste ammaliate da due uomini così tanto diversi non solo fisicamente. Sapete, entrambi sono uniti da un legame di sangue e per età sembrano più fratelli che zio e nipote. A mia sorella Esther è toccata la fortuna di innamorarsi del più posato dei due, mentre badate bene, avete intuito chi si nasconde dietro quel viso d’angelo? niente meno che il duca D’Arcy, per questo vi parlavo di ingrato destino. Una corte stretta ha iniziato, non credete, solo per vantare un credito nei confronti di mio padre che in cambio può dargli solo la mia dote.

“Non era sua intenzione dividere la propria vita con un uomo che l’avrebbe trattata come una sorta di cameriera, disposta a scaldargli il letto e a sfornare un figlio dopo l’altro al solo scopo di tramandare il nome di famiglia. Si sentiva uno spirito libero, senza nemmeno una briciola di istinto materno, e siccome la condizione economica degli Ashocroft non richiedeva la necessità di contrarre matrimoni di convenienza, aveva deciso che, semplicemente, non si sarebbe sposata”.

Non mi fido di lui, penso in fondo ci sia sempre il secondo fine, quello di sistemare i debiti di gioco – si perché si può definire solo un vizioso libertino – e dare al ducato la prole che spetta mantenendo alto il tenore di vita oltre il titolo. Ma le cose, sapete, si sono complicate e non ho potuto più tirarmi indietro da quel matrimonio d’ interesse che tanto ho rifiutato… Se a complicare il tutto ci mettiamo il cuore. Madre, non ho più riconosciuto il mio consueto battito che insieme a quegli occhi blu, mi hanno incastrata.

Mia amata madre, devo lasciarvi e sono certa che da dove siete ora, avrete già visto, compreso e spero accettato, perdonando le mie scelte… come spero lo faranno i lettori che daranno merito alla mia storia come io tanto ho amato Orgoglio e Pregiudizio.

La vostra amata figlia Charlotte.

Innanzi tutto chiedo scusa per le mie scelte discutibili, tirando fuori dal cassetto delle stramberie. Ma le mie mani impertinenti prendono il sopravvento e la mia mente malata fa il resto. Ho immaginato la lettera di Charlotte alla madre morta come una sorta di confidenza. È capitato in questo volume, come si usava d’altronde al tempo, dove mai si sarebbe immaginato alla consegna di un messaggio in tempo zero, come oggi, che entrambe le sorelle “abusassero” della carta per scambiare i loro turbamenti… e siccome la sorella minore ha avuto veramente segreti inconfessabili, ho pensato a questo inusuale “non-scambio” epistolare.

Avendo letto in precedenza Matrimonio d’onore, sono stata ancora piacevolmente vittima della penna di Marilena Boccola, che fa sfoggio della sua maestria in competenze storiche e di linguaggio. Attenzione, non che sia calato attivamente in un contesto preciso, è sempre il periodo della reggenza a predominare, ma l’autrice rispetta alla perfezione l’etichetta, e i suoi personaggi non superano mai certi limiti, tranne la secondo genita Ashcroft che fa vanto di un certo anticonformismo.

Anche stavolta il punto di vista è esterno, come meglio si confà ad un romanzo storico. Oltretutto le vicende di Matrimonio d’interesse si svolgono nello stesso periodo del romanzo precedente (che ricordo entrambi autoconclusivi) e confermano l’abilità dell’autrice e la sua coerenza, intrecciando vicende ed istanti comuni con la storia amorosa di Thomas e Charlotte. Poi mi direte, secondo me vi capiterà di pensare: “ma allora mentre Edward e Esther stavano… Thomas e Charlotte” e un sospiro – d’amore, con gli occhi cuoricino – vi porteranno veloci al finale.

“Ho capito quanto sia stupido lasciar prevalere l’orgoglio rispetto a parlarsi per chiarire gli equivoci”.

Non mi sento di oltrepassare il segno, lascio a voi gustare tutte le loro vicende, ricordandovi che spesso determinate elucubrazioni mentali non permettono di vedere lucidamente, accecando una realtà palese agli occhi di altri… badando, invece, al primo campanellino d’allarme, che può essere un semplice ed alterato battito del cuore! Complimenti ancora una volta a Marilena Boccola.


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