Lancio un libro: “NON CHIAMARMI LOLITA” di Irene Le Gentil

Articolo tratto dall’intervista Facebook del 23 settembre 2019 dal Gruppo di A libro aperto.

“Lancio un libro ha l’obiettivo di far conoscere sotto tanti punti di vista, anche divertenti, una nuova uscita tramite una chiacchierata con l’autore/rice”.

Come già esposto in precedenza e anticipato dalla frase di “presentazione”, la rubrica “Lancio un libro” prevede una diretta Facebook con l’autrice/ore e una delle admin del gruppo di A libro aperto. Questo secondo appuntamento mostra una differenza sostanziale (per questo resta un’eccezione), visto un imprevisto dell’ultimo minuto che non ha permesso a Irene Le Gentil di mostrarsi al “pubblico”. Vi posterò fedelmente domande e risposte dell’intervista scritta, di modo che possiate conoscerla meglio incuriosendovi a tal punto di correre su Amazon per accaparrarvi la vostra copia di “Non chiamarmi Lolita”.

INTERVISTA

D. In che film ti identifichi e perchè?

R. Via col vento. Non è una semplice storia d’amore, presenta ogni aspetto della vita e la protagonista non si lascia mai abbattere, nonostante tutto. A volte il più grande ostacolo siamo proprio noi stessi

D. Cosa provi quando metti la parola fine al tuo romanzo?

R. Molte emozioni tutte insieme, felicità, tristezza, malinconia, euforia. Ogni storia è una parte di me e mettere la parola fine è un sospiro di sollievo, ma allo stesso tempo l’inizio dei una nuova avventura.

D. Qual’è la parte che ti è piaciuta scrivere di più? Tre aggettivi per identificare la tua protagonista?

R. La parte dei nazionali, l’apice della storia. Descriverei Alana come caparbia, forte e determinata, una vera lottatrice.

D. Un amore in bilico e Non chiamarmi Lolita… quanto è cambiata Irene in questo periodo? (La mia domanda)

R. Non molto ad essere onesta 😂 anche se devo ammettere che la collaborazione con Literary Romance e il tempo, mi hanno aiutata a migliorare e maturare, sia come persona che come autrice.

D. Questa tua storia ha preso ispirazione da quella di Nabokov?

R. No, ma il nome è effettivamente un rimando a Nabokov. Lolita è uno dei miei romanzi preferiti e volevo mettere questo piccolo “Easter egg”.

D. Ci racconti il tuo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo? Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cosa hai perduto, e cosa hai guadagnato?

R. Per me scrivere è sempre stato naturale, sempre lo sarà. Amavo leggere da bambina e spesso inventavo storie tutte mie, ho cominciato a metterle per iscritto alle medie. Con il tempo sono maturata, e lo stesso è successo alla mia scrittura e alle trame, i personaggi e i temi. Continuo a scrivere, ma al momento sono in un periodo di pausa a causa del lavoro e dell’università, spero di tornare presto ai ritmi di prima per poter continuare a pubblicare.

D. Non eri soddisfatta col self? Cosa ti aspetti da questa nuova edizione?

R. Ero molto soddisfatta, ma volevo provare una nuova strada. Lavorare con la Literary Romance mi è servito molto per migliorare. In futuro, quando gli impegni mi permetteranno di tornare a scrivere, non so se tornerò self o se proverò di nuovo con una casa editrice, penso dipenderà dalla storia.

D. Una donna che stimo molto e che sarà ospite di A libro aperto dopodomani sera, Simona Friio… come è avvenuto il vostro incontro, la vostra collaborazione??? (La mia domanda)

R. Eravamo amiche su Facebook e continuavo a vedere le copertine della Literary Romance, quindi dopo un po’ mi sono convinta a mandare una mail per proporre il romanzo. Da lì è iniziata una bellissima collaborazione che mi ha aiutata molto a crescere e migliorare sotto tanti aspetti.

D. Cosa vuoi esprimere con i tuoi libri?

R. Prima di tutto la forza e la determinazione della protagonista. Il tema principale della storia è che ce la possiamo fare anche da soli, che nulla ci può fermare se ci impegniamo e diamo il 100% di noi stessi. La cosa più importante però sono i sentimenti e la passione.

D. Quanto c’è di te nei tuoi romanzi?

R. Ogni storia è una piccola parte di me, ma non riguardano la mia vita personale. Cerco di trasmettere emozioni, le pagine dei libri per me sono uno specchio dell’anima.

D. Cosa ti rende felice?

R. Un buon libro, del tè caldo e una tempesta di sottofondo.

D. Non ho letto “Non chiamarmi Lolita” ma trovo la sinossi interessante. Cosa l’ha ispirata a scrivere questo libro? Non pensa che il nome Lolita nel titolo possa far pensare a un argomento simile al libro di Nabokov e creare false aspettative?

R. Il nome Lolita è un piccolo omaggio a un grande scrittore, ma penso che leggendo la trama si capisca che sono due generi diversi e quindi che le aspettative debbano essere diverse.

D. Ti è mai capitato di mettere nei libri che scrivi un po’ della tua vita privata?

R. No, tendo a separare le due cose. Quello che scrivo è parte di me, ma non ha un riscontro “reale”.

D. Chi è la prima persona che legge i tuoi lavori?

R. Mia madre, è la mia più grande fan 😂.

D. Un aggettivo per definire te come scrittrice? E cosa troveremo in questo tuo romanzo e cosa invece non troveremo?

R. Sognatrice, svampita e romantica. Non troverete mai una protagonista “piagnona” o debole, e spero troverete tante emozioni e una storia appassionante e coinvolgente.

D. Come scegli quali imprevisti/brutte situazioni far subire ai personaggi?

R. La storia di solito si scrive da sola. Inizio con una scaletta precisa, ma spesso i personaggi prendono vita e certe situazioni nascono da sé. Sono un’evoluzione naturale della storia che aiutano a comprendere meglio i vari personaggi e le loro scelte.

D. Qual’è il modo più buffo in cui ti è venuta l’ispirazione per una storia, una situazione o un personaggio?

R. Di solito l’ispirazione parte da immagini o canzoni, ma può essere davvero di tutto! La parte della trama dedicata a Lolita è nata, per esempio, da una battuta di una mia amica. Sono molto riservata, e ha ipotizzato che in verità avessi una seconda identità 😂.

D. La frase più bella che ti hanno detto dopo averti letta.

R. Che il finale le ha fatte piangere dall’emozione 💗

D. Il tuo telefilm preferito – se ne hai uno -?

R. Vikings.

D. Che tipo di lettrice ti definisci? Cosa ami trovare in una storia e cosa no?

R. Sono molto varia. Leggo romance, classici, contemporanei, saggi… un po’ di tutto. Quello che cerco è sempre un nuovo punto di vista che possa aiutarmi a vedere il mondo in modo nuovo, o diverso da quello a cui sono abituata.

D. Se il tuo romanzo diventasse un film, quali attori vorresti nel cast?

R. Alana sarebbe Alicia Vikander e Derrick, Alexander Ludwig 😍

D. Il libro che avresti voluto scrivere.

R. Tanti, tantissimi 😂. Orgoglio e Pregiudizio e Cime tempestose però sono tra i miei preferiti, anche se adoro quelli di Philippa Gregory.

D. La tua frase preferita?

R. Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio. Di Samuel Beckett.

D. Come mai come sport hai scelto proprio la ginnastica ritmica?

R. Non l’ho mai praticata ma ho sempre amato le gare, la grazia e la potenza delle atlete 😍. La storia è nata proprio da questo sport, il resto è venuto naturalmente.

D. Come nasce una tua trama? Da cosa trai ispirazione?

R. Da tutto, può essere una canzone, una immagine oppure, come in questo caso, uno sport. Le storie nascono di conseguenza.

D. Hai un posticino speciale dove ti rintani per scrivere?

R. Camera mia o la biblioteca, ho bisogno di silenzio e privacy quando scrivo.

D. Sei un’autrice da scaletta o scrivi di getto?

R. Inizio con una scaletta ma spesso le storie prendono vita e cambiano, anche se di solito il finale rimane lo stesso.

D. Quale libro lanceresti perché non ti è piaciuto?

R. 50 sfumature di grigio… l’ho trovato noioso e irrealistico come pochi.

D. Quali sono state le tue emozioni quando hai scritto il tuo primo libro e quali sono state le prime emozioni quando hai pubblicato?

R. Sono troppe per essere descritte tutte! Da un lato c’è euforia, dall’altro però anche tanta paura del giudizio degli altri.

D. Come te la cavavi a scuola durante i compiti in classe di italiano e la letteratura o con i temi? Avevi sin da allora la vocazione per la scrittura?

R. In italiano ho sempre avuto la media del 9, era una delle mie materie preferite!

D. Qual’è la tua musica preferita?

R. Non ho un genere preferito, ma amo alla follia i Beatles e De André.

D. Qual’è il tuo autore o la tua autrice preferita?

R. Jane Austen e Licia Troisi

D. Di quale cibo non puoi fare a meno?

R. Pizza.

D. Qual’è il tuo film preferito?

R. Via col vento.

D. Ti sei mai innamorata di un personaggio di un tuo libro?

R. Innamorata no, ma sono tutte mie “creature” a cui voglio bene, anche se è difficile da spiegare.

D. Secondo te cosa non deve mai mancare in un romanzo per catturare l’attenzione di chi legge?

R. Personaggi a tutto tondo e una trama intrigante.

D. Qual’è la città che vorresti visitare?

R. Tokyo.

Terminano quasi due ore in compagnia di Irene Le Gentil, con il benestare della Sig.ra della Literary Romance, Simona Friio ❤ , che si complimenta per lo spessore delle domande. Mi piace precisare che queste interviste permettono ai lettori di conoscere i loro “beniamini” anche nella vita quotidiana, anche al di fuori dei libri.

Spero di avervi incuriositi e termino il mio intento lasciandovi più notizie su…

… Il libro lanciato

Sinossi

Alana Portinari ha un unico grande sogno: vincere ai campionati nazionali di ginnastica ritmica.
Coltiva questa disciplina fin da bambina sennonché, a causa della prematura morte della madre e per un infortunio che la allontana dal podio delle gare, la sua carriera subisce un arresto.
Decisa a rimettersi in gioco, è costretta a lavorare di notte per pagarsi la retta dell’esclusiva palestra in cui si allena e, sotto mentite spoglie diventa la provocante ballerina Lolita di un night club. Qui incontra Derrick, atleta di fama mondiale, con cui inizia una relazione. Ma lui è anche il suo nuovo coach e le cose non vanno come dovrebbero.
Mentre il campionato si avvicina, Alana dovrà far chiarezza in se stessa prima di tutto, dovrà imparare ad acquisire fiducia verso il prossimo e capire se sarà all’altezza del proprio obiettivo: vincere la Nazionale con le sue uniche forze, la tenacia e la determinazione.

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