Blog Tour – “FIRST LADY” di Susan Elizabeth Phillips: Che fatica essere una First Lady

Carissimi lettori, un piacere per “A libro aperto” partecipare al Blog Tour di First Lady dell’immensa Susan Elizabeth Phillips. L’onore di aprire la prima tappa del Blog Tour, è affidata alla bravissima Sara, conoscitrice di tutta la serie Wynette Texas.

Come fa la donna più famosa del mondo a nascondersi in bella vista? La bella e giovane vedova del presidente degli Stati Uniti pensava di essersi sbarazzata della Casa Bianca, ma le circostanze l’hanno costretta a rivestire i panni di first lady. Non per molto, comunque, perché ha deciso di fuggire, anche se solo per pochi giorni, per poter condurre la vita di una persona comune. Tutto ciò di cui ha bisogno è un travestimento perfetto… e l’ha appena trovato.

Un’intera nazione la sta cercando, ma la first lady è nell’ultimo posto in cui qualcuno si aspetterebbe di trovarla: è in compagnia di un uomo, uno straniero insopportabilmente riservato e pacatamente seducente il cui charm, il bell’aspetto e il fascino sensuale stanno risvegliando la donna che è in lei e insieme a due adorabili bambine orfane che hanno bisogno di una famiglia. In un viaggio che li vede attraversare il cuore degli States inseguendo il sogno americano, una folle avventura intessuta di amore, romanticismo e gloriosa rinascita.


CHE FATICA ESSERE UNA FIRST LADY

Liberamente ispirato a “First Lady” di Susan Elizabeth Phillips

Essere la First Lady d’America. L’unica e inimitabile, vi sembra un affarone? Il “lavoro” dei sogni, il colpaccio del secolo? Ripensateci.

Ve lo dico io, cos’è, invece: una gran fregatura.

Col cavolo che è divertente come immaginate! Non siamo mica in una favoletta per ragazzine! Questa è la vita vera, qua si lavora duro, e la First Lady è quella che si fa il… mazzo più di tutti. Perdonatemi la mancanza di stile… sto cercando di imparare come si comporta la gente normale, ma sono o ancora alle prime armi. Sapete, sono scappata da poco e sono ancora un po’ sconvolta.

La consapevolezza di ciò che aveva appena fatto si fece strada in lei. Non aveva più nessuno a guardarle le spalle, nessun orario da rispettare. Per la prima volta in vita sua, era libera.”

Sì, sono scappata, che c’è di strano? La vita da First Lady cominciava a starmi stretta, anzi, diciamo proprio a soffocarmi, quindi ho deciso di prendermi una piccola pausa. Fare una vacanza… sapete che non ne ho mai potuta fare una? Non come i comuni mortali, almeno. Io ho sempre appresso quelle zampogne di agenti segreti e tutta la sfilza di organizzatori che scelgono il posto, mi organizzano l’agenda, gli orari, gli incontri… una faticaccia! Mai un minuto libero, mai uno per me. Per questo sono scappata.

Sono scappata perché ero esaurita. Fare la first lady è il peggior lavoro del Paese. Non c’è un mansionario, e tutti hanno un’idea diversa di cosa dovresti fare. è una situazione in cui non puoi vincere.”

Il mestiere della First Lady – sì, perché lo è, un mestiere: il peggiore del mondo! – non è mica roba per gente debole di cuore, eh. Anzitutto, a proposito di cuore, quello ci finisce sempre in mezzo, e non è mai un bello spettacolo.

Prendete il mio, ad esempio: spezzato dalla morte del mio primo marito, consumato dal dolore, anestetizzato dalla noia e poi annegato dalle responsabilità, soffocato dai doveri, e infine, quando ho incontrato quel Mat e le sue “adorabili” bambine… Uh! Non mi ci fate pensare o mi scoppia una vena.

A questo punto direte: e che sarà mai… rinunciare a questo o a quello per il bene della nazione e del suo popolo, gente che ripone in te la propria fiducia… un piccolo sacrificio per la causa. Che ho fatto volentieri e per tanto di quel tempo che non credo di aver mai saputo come sia stare dall’altra parte della barricata. O della recinzione che delimita il perimetro della mia Casa (Bianca). Però, scusate, per me è la fine del mondo: rinunciare a ciò che sono e desidero, negarmi tutto per… oh, non so nemmeno più per che cosa. Prima c’era un marito con cui condividere il peso e da supportare in vista delle elezioni e poi del mandato, ma dopo che è morto, che senso aveva continuare a sacrificarmi?

“È un onore ricevere la fiducia delle persone. È un onore servire. Ogni tanto penso perfino…”

Essere la First Lady è la fine del mondo, sì: di quello che hai conosciuto e ti è sembrato normale fino al giorno prima, ma che quando diventi la “prima donna” d’America non lo è più. Tutto si trasforma in un incubo, dalla cosa più piccola a quella più grossa che vi riguarda.

Ogni spostamento, appuntamento o attività si trasforma in un evento. Di quelli in pompa magna e da diretta in tv, con migliaia di persone che aspettano solo un vostro passo falso per potervi biasimare, giudicare, mettere alla gogna.

La privacy? Scordatevela. I momenti di sana intimità familiare? Un bel ricordo.

Il libero arbitrio? Buono giusto per scriverci la Bibbia.

Non alzerete più un solo dito senza che qualcun altro vi abbia detto di farlo, sarete servite e riverite da schiere di persone che si occuperanno di ogni minimo dettaglio… beh, ve lo concedo. Questo non sarebbe neanche un gran male, ma provate a pensarci: ci sarà sempre qualcuno a prendere le decisioni al posto vostro e a imporvele, e ci sarà perfino qualcuno che vi dirà come e cosa pensare!

Neanche i vestiti potrete più sceglierveli, a meno che non convinciate la vostra segretaria personale a comprarli online e farveli recapitare sotto falso nome per… diciamo quel cambio look che avete sempre desiderato? Quello che vi permetterà di fuggire dalla Casa Bianca e…

Sembra che tu abbia vinto. Barbara Bush è l’unica first lady con un tasso d’approvazione alto quanto il tuo”

Ora che ci penso: neanche fare la mamma è poi questa gran passeggiata di salute, diciamocelo, anche se si tratta del miglior travestimento possibile, per una come me… in fuga e disperatamente desiderosa di passare inosservata.

Credete che sia difficile presiedere un incontro delle Nazioni Unite o mediare un importantissimo accordo fra sindacati e compagnie industriali? Non avete mai provato ad avere a che fare con le mie figlie quando si mettono in testa qualcosa, o litigano per chi sbaverà su quel mio vestito che piace tanto a entrambe. Andate al cinema a guardare i film coi supereroi e credete siano i più fighi dell’universo? Le mamme sono meglio. Hanno mille occhi e ancor più risorse, quando devono assicurarsi che i loro figli stiano lontani dai pericoli. Non conoscono riposo, egoismo, menefreghismo, sono abnegazione in formato compatto. Lo so perché ho dovuto imparare ad esserlo anch’io, in fretta e senza scuse…e quanta paura avevo!

E poi fu invasa dal panico, perché lui non sapeva di star baciando un’istituzione nazionale. Qualcuno che sapeva benissimo essere una first lady… ma ben poco di cosa ci volesse per essere una donna.”

Io che credevo di fare il lavoro più sfiancante e logorante del mondo, ho proprio dovuto ricredermi. A conti fatti, però, sapete cosa vi dico? Che a Fare la First Lady rinuncerei – con il giusto incentivo – ma a tutto il resto? Neanche per tutto l’oro o le seggiole in Parlamento del mondo! Perché sapete qual è la differenza fra svolgere un “lavoro” e diventare ciò che sono diventata?

Ancora lui, il piccolo pugno di carne e sangue: il cuore.

Se non ci metti il cuore, anche il lavoro più bello del mondo diventerà un incubo. Ma se ce lo metti, se lasci che si riempia d’amore e soddisfazione… allora sì che fa la differenza. La stanchezza evapora, le ferite più profonde si rimarginano, e tu diventi una persona nuova.

Non troverai mai un uomo che ti amerà quanto me, che ti proteggerà e che sarà lì al tuo fianco mentre diventi la persona migliore che puoi essere.”

Ecco come mi sono salvata, e non vedo l’ora di raccontarvelo…

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