Review Party: “IL GIARDINO DELLA LOCANDA DEI LIBRI” di Viviana Picchiarelli

Sto cercando ancora di assimilare tutte le emozioni, sicura che rimarranno intatte per sempre. Un romanzo indimenticabile “Il giardino della locanda dei libri”, come la penna di Viviana Picchiarelli. Confido in lei e nella Newton Compton per ritornare, chissà, sul Lago Trasimeno.

Sinossi

Autrice del besteller La locanda degli amori sospesi
Dopo la morte della madre Ginevra e Celeste hanno provato a recuperare il loro rapporto, ma le troppe incomprensioni legate a un passato mai dimenticato le hanno allontanate al punto da farle sentire due estranee. È facile che le tensioni tornino a galla. Ginevra ha chiuso la relazione travagliata con Riccardo, mettendo fine ai progetti che si era illusa di poter condividere con lui. Celeste invece non può fuggire di fronte al dolore per la perdita, reso più acuto dal ritrovamento di tre taccuini appartenuti alla madre. In quelle pagine potrebbe esserci la chiave per scoprire la verità su un padre che non ha mai conosciuto. A sostenere entrambe c’è Matilde, la proprietaria della Locanda dei Libri, sul lago Trasimeno, le cui stanze, mai sazie di far da teatro ad amori, amicizie, scontri e rappacificazioni, saranno ancora una volta il luogo in cui si consumeranno drammi familiari: ma sarà proprio lì che Celeste e Ginevra riusciranno finalmente a venire a patti con il passato e a concedersi la possibilità di amare ancora.
È possibile trasformare i rimpianti in felicità?
Hanno scritto di La locanda degli amori sospesi:

«Un libro delicato e scorrevole. L’autrice riesce a trattare temi difficili con delicatezza, senza far diventare il libro triste e malinconico.»
Le tazzine di Yoko
«Consigliato a chi rimpiange la propria parte smarrita e non si sente fuori tempo massimo per recuperarla, a coloro che nutrono un amore sospeso nel tempo della gioventù, ma, soprattutto, a quelli che sentono ancora – come in quella famosa canzone riproposta da Battiato – il fischio lontano del treno perduto.»
Mangialibri

Viviana Picchiarelli
È nata ad Assisi nel 1979. Lettrice accanita, appassionata di viaggi e amante del buon mangiare, si dedica da anni alla scrittura. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e pubblicato racconti in diverse antologie. Ha pubblicato i primi romanzi grazie al Gruppo Letterario women@work, di cui fa parte dal 2011, e partecipa attivamente all’organizzazione e alla promozione dei suoi eventi culturali.

  • Titolo: Il giardino della locanda dei libri
  • Autrice: Viviana Picchiarelli
  • Editore: Newton Compton
  • Data Pubblicazione: 24 ottobre 2019
  • Pagine: 314
  • Prezzo: 2.99 e-book 8,42 cartaceo

Copia gentilmente offerta dalla CE

“La locanda dei libri è di sicuro un posto fuori dagli schemi. Una volta qui è come se si venisse investiti da qualcosa di magico e si finisce per essere totalmente assorbiti”

… è anche il regno di Matilde e Emma, che hanno realizzato mettendo insieme i loro sogni: libri e cucina. Amiche, l’una la spalla dell’altra, complici nelle situazioni felici, solidali e comprensive in quelle più nefaste. E la vita sentimentale ad entrambe ne ha riservate a bizzeffe. Dopo aver curato le proprie ferite, ora devono sistemare i ragazzi: Ginevra, Celeste e Riccardo.

Ginevra e Celeste divise da l’amore dei genitori, si riavvicinano forzatamente sul letto di morte della mamma Cinzia. Un dolore che si ripete e contribuisce a frantumare i loro cuori disperdendo l’unico sangue e quel poco di DNA che hanno in comune, ereditati dai Perillo. Insieme alla morte della madre, la maggiore delle sorelle, si troverà ad assistere ad un’ intera esistenza che cade a pezzi. Detriti di agi, ricchezze, finzioni, apparenze e debiti, vengono sepolti nel cimitero di Latina, dove Cinzia vivrà in eterno accanto ad un uomo che non le è mai appartenuto: Matteo Rossini.

Le incomprensioni regnano sovrane tra le sorelle, che se cercano di fare un passo l’una verso l’altra… restano indietro di dieci. Difficile trovare un punto di incontro, quando gli argomenti e i sentimenti rimasti in sospeso sono troppi. Ginevra troverà la soluzione proprio tra le mura della Locanda dei libri, forse ispirata dal Lago Trasimeno. E’ lì, dove permane il fantasma di Matteo, che scopre di essere una donna nuova e apprende parole come comprensione e dialogo. Impara a dare e a ricevere, senza per forza trarne un vantaggio. Un percorso che le sarà possibile solo con Matilde e che maturerà anche per merito dell’avversione di Emma. Anche Celeste deve fare i conti con il proprio ego, che non sarà facile da contenere. Ma per rimboccarsi le maniche, in qualche modo bisogna “spogliarsi” e privarsi di qualcosa. E’ smettendo di fare i capricci, che si accorge di avere un cuore che batte e… inizia a nutrire sentimenti forti per due uomini all’apparenza così inconciliabili con lei. Uno lo è di pìù, se non fosse per quel paio di occhi grigi.

Ginevra, Celeste, Matilde, Emma, Gregorio, Claudio, Riccardo e Federico. Non sono solo nomi, sono pezzi di vita e d’amore. Tutti conoscono la magia della Locanda dei Libri, non tutti però sono i protagonisti del la Libraia dai capelli rossi. Loro appartengono ai fogli successivi, quelli che li vedranno protagonisti… perché non c’è dubbio che, come Ginevra, attraverso le pagine di un libro, riusciranno a trovare se stessi.

“Ricominciamo da qui”

Un vecchio giradischi, una puntina che graffia ma che riesce ancora ad effondere le note sensuali di una milonga. Il sottofondo giusto per assaporare questo romanzo, immersi nell’atmosfera della locanda dei libri, con lo sguardo rivolto verso il lago Trasimeno. Di questa distesa immensa ne ho un ricordo vivido, non avevo ancora raggiunto il decimo anno di età, che mi preoccupavo di passare un ponte lungo lontano dalla mia amichetta del cuore, che si sarebbe recata con i parenti in quel meraviglioso posto. “Babbo, non è lontano il lago Trasimeno vero?”-“Ti ci porto domani”. E fu così. A non troppi chilometri da casa, abbiamo varcato il confine Marche-Umbria e l’ho visto aprirsi in tutta la sua immensità davanti ai miei occhi. Sapevo dell’esistenza di più grandi, ma a me non importava, per me era il più bello perché il primo… Ieri, iniziando questo romanzo, sono tornata lì, su quel porticciolo, dove ho scorto in lontananza la locanda dei libri e in punta di piedi mi sono avvicinata, vedendo da lontano un codino bianco, piegato in avanti, sembrava parlare con un salice emettendo la sua sentenza…

“Tra le tante storie che dici di aver letto, ragazzina, forse non ti sei imbattuta in quelle che raccontano di quanto la forza del salice sia, invece, la sua flessibilità, il piegarsi al vento senza soccombere, l’accarezzare il pelo dell’acqua accompagnando la corrente. Resistere senza arrendersi, piegarsi senza spezzarsi. Lottare, non scappare.”

… poi ho visto quella ragazza, che ho immaginato fosse una delle Rossini. Già, una di quelle grandi donne. Ed ho dedotto che quella leggenda, se così vogliamo chiamarla, è vera. Tutte le donne della locanda, si sono piegate al destino, ma si sono rialzate a testa alta, prendendo per il bavero fantasmi e streghe. Hanno capito che non bisogna mai voltarsi indietro rimpiangendo quello che non hanno avuto, ma prendendo da quel passato il buono che servirà per andare oltre.

INGREDIENTI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA CUCINA DELLA LOCANDA

Accantonato l’egoismo: munirsi di una dose media di umiltà; accertarsi di essere dotati di capacità di autocritica, generosità, di una dose massiccia di comprensione e pazienza; una dose sconfinata di amore.

Il risultato è la magia che si respira ne “Il giardino della Locanda dei libri”.

Grazie alla penna di Viviana Picchiarelli perché mi sono sentita quasi a casa. Grazie perché attraverso gli occhi e le gesta di ogni suo personaggio, abbiamo scoperto tante sfaccettature, sensazioni, tormenti che possono riguardare chiunque, che non sono così facile da cogliere. Grazie perché ha saputo renderli cosi vivi e veri senza artifici. Perché ognuno di loro potrebbe rappresentare uno di noi. Poi si sa, un romanzo spesso porta il lieto fine, quello che ci deve indurre a “sperare” e spesso a riflettere. Per me i libri sono amici silenziosi… ma che sanno parlare al momento giusto. Anche a me sono stati di aiuto in momenti delicati e condivido il pensiero di Ginevra… ed ora con ansia aspetto quel foglio immacolato su cui provare a scrivere l’incipit di una nuova storia... a 5 stelle!

Le altre tappe del Review Party:

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