Cara Autrice ti scrivo… MIRTA DRAKE

Bentrovati sul Blog A libro aperto. E’ con immenso piacere, che a cinque mesi esatti dall’apertura di questo mio bellissimo mondo, che vi presento la nuova rubrica: “Cara Autrice ti scrivo…”

Un onore inaugurare questo spazio con la penna meravigliosa di Mirta Drake, che ho avuto il modo di conoscere grazie ai Romanzi Mondadori. Ma facciamo subito gli onori di casa, ops di Blog…

Domanda banale, ma che serve a conoscerti. Chi è Mirta Drake?

Ciao, e buona giornata a tutti. Mirta Drake vorrebbe essere così tante donne diverse che, a volte, non riesce a rappresentarne nemmeno una e diventa un maschiaccio. Sono tutto il contrario di tutto: sono molto sensibile (fin troppo) ma se toccata negli affetti, divento aggressiva. Talvolta sono insicura, altre caparbia fino all’assurdo. Mi commuovo per le piccole cose, e ci sono circostanze in cui, invece, non riesco a piangere. Mi reputo una persona affidabile, una di quelle su cui gli amici possono sempre contare per un consiglio, una chiacchierata o due risate, eppure a mia volta necessito di numerose rassicurazioni. Sono in grado di incredibilmente audace, ma anche vulnerabile. Dipende dal momento. Adoro il film, e le serie TV ma anche i videogiochi e, per molti anni, ho giocato a Dungeons & Dragons. Ascolto Hard Rock, Heavy Metal, Symphonic Metal (anche quando scrivo!) e mi vesto quasi esclusivamente di nero. Per quanto concerne la vita privata sono sposata, convivo con 12 gatti, scrivo e mi occupo di traduzioni. Non mi annoio mai: non ho il tempo.

Una Mirta lettrice e una scrittrice. Quale prevale sull’altra?

Nessuna delle due. Diciamo che, a volte, se devo scrivere un romanzo e leggere libri che mi servono per le ambientazioni storiche, metto la parte le letture d’evasione. Però non ho mai smesso di leggere un po’ di tutto. Credo che per scrivere bene (o tentare di farlo) occorra scrivere molto e leggere moltissimo!

Quando un’autrice/ore può dirsi “sono arrivata/o”?

Per la mia personale opinione “mai”. A qualsiasi “livello” uno arrivi c’è sempre un margine di miglioramento. E anche quando si raggiungono traguardi “stellari”… be’, occorre poi riuscire a tenere il passo, perché vorremmo sempre di più. Scrivere è un mestiere in cui c’è sempre molto da imparare e parecchio cui ambire.

Hai più paura che la pagina rimanga bianca o delle critiche dei lettori?

Bella domanda. Il timore della pagina bianca non fa parte di me. Io ho l’altra paura: quella di scrivere troppo perché ho sempre tantissimo da dire, descrivere, talvolta mi trattengo per non dilungarmi eccessivamente. Invece, le critiche hanno un impatto molto forte e spesso mi devastano. Proprio perché sono molto sensibile (forse troppo… ma senza forse!!) Sono consapevole che piacere a tutti è pressoché impossibile e che le critiche facciano parte del gioco, tuttavia i miei libri sono quasi come figli, lì dentro non solo c’è una parte della mia anima che svelo ai lettori attraverso i personaggi, ma c’è anche il mio tempo, quello che impiego per scrivere invece di stare con chi amo, con gli amici. E sapere di avere deluso o contrariato un lettore mi ferisce nel profondo. Ci metto giorni a metabolizzare, a volte anche di più. In questi casi la mia sensibilità è controproducente, perché non sono capace di “farmi scivolare addosso” le cose. Ma penso che sia proprio questa debolezza a permettermi di toccare, a volte, il cuore dei lettori.

Quanto sono importanti le recensioni? E assumono importanza diversa postate su Amazon o su un blog?

Sono tutte molto importanti, per me. Certo, occorre fare un minimo di distinzione fra quelle provenienti dai blog e quelle su Amazon. Io parto sempre dal presupposto che una blogger faccia una recensione più mirata. Che abbia annotato (mentalmente o meno) punti forti, eventuali debolezze e che le considerazioni personali siano comunque coadiuvate da una certa esperienza. Potrebbe essere lo stesso per quelle su Amazon, ma non è detto. Su Amazon, chiunque può inserire una recensione negativa solo per invidia, magari perché nutre un po’ d’astio, forse perché la tematica del libro non ha incontrato i suoi gusti o magari perché si aspettava qualcosa di diverso. Alcune sono molto accurate, ben scritte, perfettamente motivate e spiegate. Altre solo “buttate lì”, con poca cura. In ogni caso, io tengo sempre tutte in gran conto, perché una recensione rappresenta comunque l’opinione di un lettore. Deludere un lettore è sempre una sconfitta. Tuttavia, è necessario prendere sempre tutto con le pinze, perché se un autore scrivesse per accontentare i lettori, a mio avviso, fallirebbe nell’intento di raccontare una storia, trasformandola in “qualcosa che non deluda nessuno” e deluderebbe se stesso. Sarebbe innaturale.

Ti definiresti una scrittrice di quale genere? Quale senti nelle tue corde e quale non prenderesti mai in considerazione? Oppure sei curiosa di sperimentare (uno in particolare), ma il momento non è ancora maturo…

Poliedrica 😀 Al momento sto scrivendo romance storici, ma in passato ho scritto distopici, un’intera tetralogia “eroticomica”. Ho scritto libri e racconti di fantascienza, contemporanei, fantasy e thriller sovrannaturali. Per me ciò che conta è la storia e ogni storia ha una sua ambientazione perfetta… indipendentemente dal genere.

Immagino tu abbia fatto esperienze da Self. Ci riproveresti?

Sì, ho scritto diverse opere in Self. Se capitasse ci riproverei perché è comunque un’esperienza! E ogni esperienza ci insegna qualcosa portandoci a essere ciò che siamo.

Qual è la sensazione che si ha consegnando un manoscritto?

In parte sollievo, in parte ansia. Sollievo: ho finito… be’, più o meno. Però nel momento in cui consegno sono ormai sicura che la storia abbia una sua vita, anche se in fase editing sarà limata, rivista e corretta. Ansia: piacerà? Diciamo che, nel momento in cui scrivo la parola “Fine”… il libro non è mica finito! Lo è per qualche giorno, forse una decina… ma in quel lasso di tempo continuo a ripercorrerlo mentalmente alla ricerca di eventuali punti deboli. E trattandosi di “punti”… PUNTUALMENTE ne trovo. Pertanto dopo i famigerati (e malcontati) dieci giorni necessari – come minimo – a fare “frollare” l’opera, la riprendo in mano, la leggo e la rileggo, sistemandola, aggiustandola, limando alcune parti e/o enfatizzandone altre. Ma la parola “fine” è ancora solo un proposito, perché poi lo riguardo dopo il primo editing e anche dopo l’ultimo editing. Nel mio cuore non è mai proprio terminato. Perché ci saranno l’uscita, le recensioni (ecco l’ansia), le soddisfazioni e, solo dopo qualche tempo, forse mesi, la parola “Fine” – almeno per me – assumerà in parte il suo vero significato. Il libro sarà terminato, ma resterà sempre come un figlio, ormai autosufficiente, in giro per il mondo: gli vorrò sempre bene, sarà sempre nel mio cuore e non smetterò mai di preoccuparmi per lui.

Rapporto con l’Editing. Lo temi, accetti e cogli qualsiasi consiglio o si fa a modo tuo?

Credo che la cosa giusta da fare sia una commistione tra tutte queste cose. Non lo temo perché un editing, se ben fatto, non può che migliorare un libro. (È difficile vedere i propri errori da soli, pur leggendo rileggendo!) Accetto di buon grado le correzioni e seguo più che posso i consigli, però se c’è una correzione che non condivido, allora spiego le mie ragioni. Talvolta si raggiunge un compromesso accettabile oppure si torna a mettere la “mia versione”.

Collaborazione consolidata con Mondadori. Sei dovuta scendere a “compromessi” o ti senti al 100% te stessa?

Devo dire che mi sento me stessa al 100%. La storia nasce nella mia mente e la sviluppo come vorrei, dando vita ai miei personaggi, pur seguendo i canoni del genere che sto scrivendo, ma in completa libertà.

Ma parliamo dei tuoi lavori con questa prestigiosissima CE. Un corsaro e una piratessa, fino ad approdare a Svartis con la serie Norse Love trilogy. Il 2 novembre esce uno spin-off legato ai tuoi vichinghi. A quale dei protagonisti sei più legata e… avranno ancora qualcosa da dire in futuro (senza costringerti a spoilerare! ;-))?

Quando ho scritto “Per amore di un corsaro” la mia avventura come autrice per Mondadori era agli albori. L’ho proposto ed è piaciuto. La gioia di sapere che sarebbe stato pubblicato è stata immensa e ricordo ancora di essere scoppiata a piangere, per l’emozione, appena avuta la notizia. (Giusto il tempo di chiudere la chiamata ^_^) Sono molto legata a quel romanzo perché ha rappresentato molto per me. Soprattutto il personaggio di Morgan Queen, un’eroina un po’ fuori dagli schemi… un po’ come il finale del libro. Poi, il mio interesse per il “mondo vichingo” mi ha indotta a proporre una trilogia. E sono stata felicissima di sapere che stava riscuotendo successo. Ero già un po’ ferrata in materia, ma ho fatto ulteriori ricerche, proprio per realizzare un buon prodotto, con solide basi. Le storie dei vichinghi di Svartis erano già nella mia testa mentre scrivevo il primo volume. I personaggi poco alla volta hanno preso vita e hanno sviluppato personalità distinte e specifiche, sulle quali ho adorato soffermarmi, a volte solo con brevi accenni, altre in modo più profondo. L’ultimo, lo spin-off, invece è “nato” in un secondo tempo, quando mi sono resa conto che avevo ancora qualcosa da dire… che quelle avventure, per me, non erano finite. Nix aveva molto da dare e Sigrid non era da meno. Per quanto concerne la trilogia sono molto legata a Smilla di “La seduzione del ghiaccio”. Una donna con un dono importante, difficile da gestire. Una donna che potrebbe sembrare forte, ma è anche fragile, soprattutto in amore, eppure trova sempre la forza per seguire il cuore. In lei ci sono contraddizioni e incertezze, che però la rendono via via più forte, fino a rendersi conto di esserlo sempre stata, a modo suo. Mi piace la sua crescita interiore, e anche il suo modo di scoprire il sesso. Sono molto legata anche a Ossian (Il fascino del fuoco), alla sua strana e bizzarra ironia, ai suoi tormenti interiori, perché io stessa sono campionessa mondiale di tormenti interiori. ^_^. In “La tentazione dell’aria” ho amato molto Finnlars, un uomo molto complesso, che si lascia conquistare dall’amore, quasi inconsapevolmente. E Sonja, schiacciata dalle responsabilità, ma innamorata dell’amore stesso. E ho adorato il fascino del proibito, la sensazione di un uomo che arriva in un mondo femminile con cui si scontra, e, alla fine ne diventa parte integrante, in qualche modo.

Ma forse, quello che mi si avvicina di più, caratterialmente, è proprio Nix, il protagonista del romance “Le promesse della terra”, in uscita il 2/11/2019. Combattuto, facile alla rabbia, ma sensibile, forse persino troppo. È altruista e coraggioso, eppure in eterna lotta con i suoi demoni. Anche Sigrid aveva una storia da raccontare, quella di un amore tanto forte da non voler diventare un obbligo, quella di una ragazza che impara a vedere proprio quando pensa di essere cieca. È un romanzo che parla degli errori che si commettono per inesperienza, per debolezza, per paura e, soprattutto, per amore. In questo volume c’è una grande crescita emotiva non solo dei protagonisti ma anche dei sentimenti. Un amore che nasce, impara a gattonare, poi a camminare, diventa bambino, adolescente e, alla fine, si ritrova adulto. Penso proprio che la saga vichinga sia conclusa con questo spin-off, però non si può mai dire. Chissà! Al momento sto lavorando a un nuovo romance con un’ambientazione del tutto diversa, e personaggi vagamente atipici. La protagonista femminile mi rappresenta tantissimo: è una sognatrice un po’ insicura che, tuttavia, non è disposta ad arrendersi nemmeno dinanzi alle avversità più impensate ed è pronta a mettersi continuamente in discussione, ma è anche ironica, strampalata e buffa.

A malincuore devo salutarti. Ti va di lasciarci una frase, tua o non, ma che ti appartiene?

“L’amore è un simpatico bastardo.” È una mia frase, la trovo veritiera. L’amore è in tutto: nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, nell’amicizia, nei pensieri, è ciò che rende il mondo migliore, eppure sa essere spietato, ingiusto, e fa soffrire. Talvolta ci spinge alla felicità estrema e altre ci devasta, ma, in ogni caso non riusciamo a farne a meno. L’amore è tutto, è una specie di magia, e se ci credi davvero lo scovi ovunque. Credo nella scintilla, in quel magico momento in cui due sguardi si scontrano, si soffermano e, a quel punto basta una frase per farti schizzare il cuore, per immaginare una vita intera in pochi, fuggevoli, secondi. Ma credo anche nel sentimento che cresce poco alla volta, che necessita di essere nutrito… perché l’amore non è uguale per tutti e può cambiare in base alla fase della vita in cui ci si trova. L’amore ti dà il coraggio di compiere incredibili follie ma sa essere anche pericoloso… Proprio perché è un simpatico bastardo! Una che amo è invece una citazione di Stephen King, uno dei miei autori preferiti. “Se lavori bene, i tuoi personaggi diventeranno vivi e cominceranno ad agire per proprio conto.”
(On writing: autobiografia di un mestiere)

Grazie infinite a Mirta Drake

Vi lascio le recensioni della serie Norse Love trilogy. Vi invito a buttare un occhio, ricordandovi l’imminente uscita del 2 novembre di “Le promesse della Terra”, autoconclusivo come gli altri.

Recensione di LA SEDUZIONE DEL GHIACCIO

Recensione di IL FASCINO DEL FUOCO

Recensione + Videorecensione di LA TENTAZIONE DELL’ARIA

Link pre-order LE PROMESSE DELLA TERRA

Un pensiero riguardo “Cara Autrice ti scrivo… MIRTA DRAKE

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