Recensione: “RICORDATI DI SORRIDERE QUANDO PIOVE CACAO” di Elisa Crescenzi

Mi raccomando, “Ricordati di sorridere quando piove cacao”, ce lo ricorda Elisa Crescenzi. Lorena l’ha letto per noi, con gli occhi a cuoricino. Ma sentiamo cosa ha da dirci.

Sinossi

Ci sono ricordi che ci stanno stretti e vorremmo cancellare; altri, invece, vorremmo tenerli con noi per tutta la vita.Elena ha trent’anni, un lavoro che non le da soddisfazioni e la mancanza della nonna ancora troppo vivida nel cuore.Il Natale alle porte non aiuta il suo umore già precario e, in un attimo di frustrazione, compie una follia, si licenzia. Un aereo per Castle Combe la porta nel sogno della nonna, quello che è ormai diventato anche un po’ suo. Ha tutto l’occorrente per far sì che la ricetta sia perfetta: un cottage, una cucina accogliente e la voglia di stringere tra le braccia quel libro di ricette che la nonna non è riuscita a realizzare. C’è solo un piccolo problema… o meglio, due! Qualcosa nella prenotazione è andata storta e la ricetta perfetta sta per trasformarsi in un vero disastro. Riuscirà Elena a portare a termine il suo progetto o “l’inconveniente” di nome Gabriel manderà in fumo i suoi piani?Benvenuti a Castle Combe, il paese dove le favole prendono vita.

Copia digitale gentilmente offerta dall’autrice

Non si giudica un libro dalla copertina, né dal titolo, ma io l’ho giudicato subito proprio da quest’ultimo. Tanto che ho detto a Maika: “Mi attira il titolo, è geniale”. Sarà che con me vinci facile se utilizzi anche solo una parola che rientra nel mondo del cioccolato e del cacao, appunto. Ma no, non è solo per la mia forte propensione ad abbuffarmi, è davvero geniale: dolce e malinconico, infonde coraggio. E come si fa a non giudicare bene già dalla prima frase?

Sono rimasta piacevolmente colpita dalla storia di Elena e Gabriel, due passati non proprio simili. A dirla tutta, non lo sono per niente, nulla li accomuna. Se non il dolore, diverso ma uguale. Perché quando si soffre, in realtà non c’è differenza alcuna: si piange per chi non c’è più, si è tristi, senza parole come Viola, senza bussola come Elena e terrorizzati come Gabriel.

E allora che si fa? Come si esce da un impasse che monopolizza la vita di chi resta?

Ai fornelli! Per Elena è così, ed ogni capitolo si tinge di quel colore e calore d’infanzia, che trovano tutte le sfumature in unica grande persona: la nonna, che non c’è più. La missione di Elena è quella di ridare vita a tutte le loro ricette preparate insieme. Si ripercorrono momenti felici, celati dalla nostalgia e la malinconia, ma soprattutto inzuppati (passatemi il termine culinario, il romanzo lo permette) di amore puro, quello che si prova per i nonni. Un bene prezioso, che non ci abbandona nemmeno quando dobbiamo dir loro addio.

E la voce della nonna che le ricorda di sorridere, sempre…

“Guardo gli occhi della nonna, hanno quel piccolo spiraglio di emozione che mi fa comprendere come il suo pensiero sia sempre lì, al nonno.”

… Un consiglio a dir poco meraviglioso.

L’incontro con Gabriel regala pagine dove le emozioni sono tante ed intense: la curiosità di conoscersi di più, l’attrazione fisica, l’interesse a passare del tempo insieme con l’intento di cosa esattamente?

Lui, uomo tutto d’un pezzo, è davvero così in pace come sembra dalle prime pagine?

“Sentiti onorata della mia presenza”.

“Presuntuoso”.

“Saccente”.

“Egocentrico”.

“Esci con me?”.

L’amore nel suo cuore è tutto per Viola, ma pian piano, in punta di piedi, un altro tipo di sentimento si insinua nelle vene fino ad esplodergli nel cuore. Sopravvivere a quanto ha dovuto affrontare è un’impresa non facile, trovare qualcun altro da amare lo è ancora meno, ma quanto è difficile farsi amare di nuovo?

Una vacanza, una cucina, il Natale ed il cacao vi scalderanno il cuore. La forza di andare oltre, di muovere i piedi in avanti. Si può guardare indietro sì, ma bisogna lasciare il passato nel passato. Le esperienze, i ricordi sono ciò che ci rendono quello che siamo oggi e che saremo domani, ma non devono essere il motivo per cui bloccare la nostra vita.

Cara lettrice, tira su le maniche, scegli una delle tante ricette a fine romanzo, oppure riempi la tazza di tè caldo… qualunque tu cosa voglia fare, goditi la lettura e soprattutto, ricordati di sorridere.

Il resto vien da sé.

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