Recensione: “BEK DAGLI OCCHI AZZURRI” di Marcella Ricci

“UN ROMANZO CHE PARLA CON GENTILEZZA DI INTEGRAZIONE E RISPETTO E CHE OGNI ADULTO DOVREBBE LEGGERE, E LEGGERE AI SUOI BAMBINI.” Aggiungerei: molto altro. Un piccolo capolavoro volto a far riflettere i grandi… e ai piccoli a non incappare negli errori comuni. Orgogliosa di presentarvi “Bek dagli occhi azzurri” di Marcella Ricci per Ugo Mursia Editore.

Sinossi

Bek è diversa dai fratelli, è diversa dai genitori e anche dalla sorella Cros. Eppure si sente parte del suo branco, gli iguanodonti Buonafoglia, e ne rispetta le regole, anche se il suo aspetto è decisamente simile ai Grandi Nemici. Sarà per questo che tutti la guardano con sospetto e timore?
La sua diversità la porterà a scontrarsi con molti compagni e, nonostante l’amicizia di alcuni, scoprirà che non potrà vivere per sempre in un branco di erbivori, ma accettare la sua vera natura.
Un romanzo intelligente che parla con gentilezza di integrazione e rispetto e che ogni adulto dovrebbe leggere, e leggere ai suoi bambini.

Marcella Ricci (Milano 1966) è laureata in Biologia. Appassionata di animali, natura, scienza e astronomia, nonché di viaggi, lettura, vela, cinema e fantascienza, si occupa da sempre di educazione ambientale. Attualmente gestisce un’attività di divulgazione naturalistica rivolta a hotel e resort nel mondo e in Italia e insegna Scienze e Biologia alle scuole superiori. Bek dagli occhi azzurri è stato tra i dieci finalisti della seconda edizione del Premio Letterario RTL 102.5 e Mursia Romanzo Italiano.

  • Titolo: Bek dagli occhi azzurri
  • Autore: Marcella Ricci
  • Casa Editrice: Ugo Mursia Editore
  • Data pubblicazione: 24 ottobre 2019
  • Prezzo: 8,99 e-book; 13,60 cartaceo.

Copia cartacea gentilmente offerta dalla CE

Sessantacinque milioni di anni fa: come possiamo immaginare, fosse la Terra, allora? Basterebbe aprire un libro illustrato per bambini o quell’ album di figurine tanto famoso, una vecchia enciclopedia, o semplicemente addentrarsi nella rete. Se poi vogliamo regalarci l’illusione di averci vissuto, basterebbe accedere ai sempre più frequenti parchi intitolati quasi tutti Jurassic Park o giù di lì, dopo aver gustato il film di Spielberg…

Perché questa premessa? Perché la storia che vi racconterò, come avrete capito dagli indizi, è adatta ad ogni età: ai bambini per imparare ad andare oltre i pregiudizi, e ai grandi, per rifletterci su… sugli errori commessi e quelli da evitare.

Uova che stanno per schiudersi, due genitori “Iguanodonti” che non vedono l’ora di leccare tanti musetti, una decina per l’esattezza. L’attesa, l’aspettativa, la momentanea delusione, che diventa paura per un solo istante…

“Xo si sollevò leggermente e guardò attentamente e con sgomento la piccola appena uscita dall’uovo: la coda e le zampe posteriori potevano andare, ma il resto… quella testa così lunga, così grossa! E quelle corte zampette con due dita! Come avrebbe fatto ad afferrare i rami con solo due dita? E a difendersi? E quel muso sproporzionato così brutto! (…) Xo si bloccò, perché non aveva mai visto due occhi così belli, azzurri come il cielo e colmi d’amore per lei.”

…e che si trasforma in amore eterno.

Il tempo passa inesorabile, insieme ad evidenze che frugano ogni dubbio sulle origini di Bek. Lei è diversa e non adatta a vivere con i Buonafoglia. Deve trovare un’altro branco, un’altra famiglia. E’ un pericolo per l’intera comunità, anche se il suo cuore è puro, limpido più dell’ Acqua, dove si rifugia quando vuole sfamarsi ma soprattutto trovar la pace. Cros e Pillo, sorella e vero amico… Stoz colui che le rovinerà la vita, con ogni tipo di sopruso!

Un’esistenza fatta di “troppo”. Troppo buona e troppo pericolosa. Esclusa per un periodo infinito, odiata e amata in egual misura e con la stessa passione. Ma un giorno, quella strada indicata da Pillo, da Bek verrà imboccata… la via verso l’ignoto che le farà scoprire sentimenti nuovi e le farà vedere alcune priorità, non perdendo mai i principi con i quali è stata cresciuta da Xo e Pim.

Bek ha provato a pelle sentimenti forti, come l’odio e l’amore. Ha vissuto tra pregiudizi, un’esistenza basata sulla discriminazione, soltanto perché si è trovata nel momento giusto, nel posto sbagliato. Nonostante tutto è stata cresciuta con dei valori, che i suoi “carnefici” non hanno avuto pur vantando l’appartenenza, per diritto di nascita, agli iguanodonti. Ci si trova a ripetere la stessa frase: i figli sono di chi li crescono…

Xo era impietrita. Era la prima volta che Bek piangeva e la sua voce tremava. La fissò per un momento, poi si chinò sulla figlia, ancora piccolissima rispetto alla sua mole, e la tirò verso di sé con le lunghe zampe anteriori. “Va bene, Bek…”

“Oh, mamma!, perché io sono così? Perché sono diversa e non posso mangiare l’erba?”

“Non lo so… Nessuno lo sa, neanche tuo padre, neanche Min. Sei così e basta… E io ti amo lo stesso, Bek, non ti devi preoccupare”.

Un dinosauro, con un cuore umano. Bek venderebbe l’anima, si farebbe uccidere per un suo familiare… lei metterebbe i fratelli o i genitori prima di tutto e non esita un istante. Lei ormai è consapevole di essere molto altro… oltre, quello che credeva di essere. Una certezza che la sconvolge e che riesce ad assimilare solo quando scopre di avere un “cuore che batte”. Anche una creatura come lei non resta immune all’amore. E Mahur con Bek, trova la sua dimensione, impara il senso della condivisione, della comprensione… smette di vivere per se stesso e inizia a farlo anche per qualcun altro.

Non è solo una storia di integrazione. E’ anche saper darsi, e ricevere dagli altri. Prima di tutto il rispetto, capace di tramutarsi in una serie infinita di sentimenti diversi. Mi ripeto, Bek ha conosciuto ogni tipo di emozione, dal dolore per l’esclusione, all’amore filiale e ciò che si prova essendo “femmina”. Con questa recensione, credete l’abbia umanizzata troppo? Avrete la certezza che ho detto la verità, solo leggendolo.

Marcella Ricci prende in mano la penna ignorando di creare più di uno scombussolamento… e un piccolo capolavoro. E lo fa con semplicità, portandovi davvero tra le immagini di un libro o le scene di un film, che a tratti diventa sanguinario – con le parole giuste – usando la leggerezza adatta ad un bambino e la profondità del tema trattato, destando l’attenzione anche nell’adulto più distratto. Un encomio all’autrice che ha scavato un solco nel mio cuore, destinato per sempre a Bek, l’angelo jurassico, dal cuore grande più della sua imponenza fisica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close