Cara Autrice ti scrivo… MATHILDA BLAKE

Eccomi di ritorno in questa bellissima rubrica, con un altro nome altisonante nel mondo del Romance… e non solo. Abbassate gli occhi e scoprirete chi è, nonostante sarete abbagliati dalla sua bellezza.

Ho cancellato cinquanta frasi che non mi sembravano adatte a presentarla, ma lei è semplicemente Mathilda Blake, l’immensa!

Un grande onore avere qui oggi Mathilda Blake. Cercherò di non assillarla, anche se nella mia mente vortica un milione di domande…

Onore mio, carissima Maika!! E sarà un vero piacere rispondere 🙂

La prima è sempre la stessa, chi sei?, ma con te voglio osare con: quante Matilde sei? Mathilda Blake e Matilde Bonetti si differenziano solo in ciò che scrivono?

Difficile definirmi… Sono pazza e sono innamorata e queste sono le prime due cose che mi caratterizzano. Sono innamorata del mio amore, ma anche della vita, della scrittura, della creatività. Ormai è cosa nota che io sia un’autrice dalla doppia identità. Mathilda Blake e Mathilde Bonetti convivono in me: la prima è passionale, inquieta, romantica, innamorata della Storia; la seconda è un’eterna ragazzina a caccia di sogni che crea avventure per bambini e per ragazzi proprio grazie a questo (l’essere eterna ragazzina). è come avere una doppia personalità e sapere di averla. Ha i suoi vantaggi 🙂

Tanti i generi in cui ti muovi con maestria, ma quale tra tutti ami di più e a quale non ti avvicineresti mai?

Amo scrivere e il mio passato da giornalista mi ha reso versatile. Non mi è mai stato difficile ricercare e comporre un pezzo ed è grazie a questo se oggi scrivo diversi generi come autrice: libri per ragazzi, ma anche romance storici e a volte manuali. Vorrei arrivare al romanzo storico vero ed è lì in un angolino del cassetto dei sogni, ma so che prima o poi scriverò anche un contemporary romance. Non sono tagliata per horror e noir, lo dico sempre. Sono troppo solare: non renderei!

Non solo lettura e scrittura, ma un’artista completa. Se non sbaglio sei stata anche una ballerina, interprete…

Sì, sono poliedrica 🙂 Sono tuttora una ballerina di danze standard (ballo di coppia) e fino a un paio di anni fa gareggiavo in classe internazionale. Sono stata vice campionessa italiana in questa disciplina come nel ballo da sala e quattro volte campionessa regionale per la Lombardia. Il ballo mi ha ispirato diversi romanzi per teenagers: Vuoi Ballare con Me? (Piemme – il Battello a Vapore), Danza che ti passa (Giunti) e A un passo dall’amore (Mondadori). Ma a parte questo, mi piace dipingere i sassi, su cui creo svariati animali, e suonare il piano, che ho iniziato a studiare un paio di anni fa proprio per un romance storico di prossima uscita. Adoro l’arte, la musica, il ballo e ho un legame particolare con gli animali (anche questa è… un’arte!)

Tirando le somme, senti di aver realizzato tutti i tuoi sogni o ne hai alcuni ancora chiusi nel cassetto?

Macché, i sogni da realizzare spuntano come funghi! Figurarsi se li ho realizzati tutti! Ma è questo il bello: averne sempre di nuovi da far diventare realtà!

Un mostro famoso del mondo dei libri: il blocco dello scrittore. Ti ci sei mai imbattuta? Cos’è esattamente il blocco dello scrittore?

Io non posso permettermelo: scrivere è il mio lavoro. Si è mai sentito di un chirurgo che ha il blocco del chirurgo, o di un cuoco che ha il blocco del cuoco? Certo, quando uno non sta bene psicologicamente, è difficile scrivere bene, come è difficile fare qualsiasi lavoro.

Di controparte, alla domanda precedente… Emozione, paure, aspettative. Cosa si prova quando si consegna un romanzo?

La soddisfazione di aver finito un lavoro – un libro – che mi piace. L’emozione fortissima di sapere che presto sarà condiviso, che qualcuno mi leggerà e forse, si emozionerà come mi sono emozionata io scrivendolo. Il timore che non piaccia. L’aspettativa che qualcuno mi dica che ho regalato un sogno. Mi è capitato tante volte con i miei libri per ragazzi ed è una cosa bellissima.

Scrivere è mettere su carta la propria storia o c’è una certa “ricerca di mercato”? È come il mondo della moda (si segue il trend) o si dà estro alla propria fantasia?

Io non ho mai fatto ricerche di mercato. Se la mia idea piace all’editore, non resta che scriverla. Certo, ci sono alcuni temi che vanno sempre (il sesso ad esempio, ma anche gli intrighi amorosi e il sovrannaturale). Tuttavia non è detto che si debba scrivere sempre e solo di questi temi “gettonati”, anzi.

Ma entriamo nel vivo, immergiamoci nella “carta”. Più nello specifico di Mathilda Blake. Questo pseudonimo nasce con Mondadori? E se sì, quando?

Mathilda Blake è nata con il mio primo romance, L’Irresistibile, che ha dato il via alla mia avventura in questo genere. Io sono abbastanza conosciuto con il mio vero nome come autrice per bambini e ragazzi. Inoltre, sempre con il mio vero nome, ho tradotto decine di romance dagli anni 90 a oggi, fra cui alcuni di Nicole Jordan, di Robin Lee Hatcher e della Ferguson. Non volendo inflazionare un nome già forte in un settore molto specifico, e comunque già sentito nel mondo dei romance come traduttrice, la redazione dei Romanzi e io abbiamo deciso di optare per uno pseudonimo. Mathilda è il nome con cui mi chiamavano negli Stati Uniti, dove ho passato un intero anno di liceo e Blake è il cognome di William Blake, artista della seconda metà ’800, eclettico e versatile come mi piace pensare di essere io. Ecco Mathilda Blake, che fra l’altro mantiene anche le mie vere iniziali 🙂

Cliccando sulla foto, è possibile visualizzare entrambe le recensioni

Proprio con questa famosissima CE, hai dato vita a dei personaggi pazzeschi. Chi non conosce Démon Lacroix (L’irresistibile e L’indimenticabile)… Due romanzi della stessa serie ma che vede due momenti di un’Europa in fermento. La presa della Bastiglia e l’avvento di Napoleone. I tuoi romanzi non hanno solo uno “sfondo storico”, piuttosto gli eventi bellici coinvolgono i tuoi personaggi. Quanta preparazione occorre? E se ti va, come sono nati Belle e Démon?

Quando decidi di scrivere romanzi a sfondo storico, sai in partenza che, se il periodo scelto ha un’importanza per la vicenda, deve diventare una tua realtà per poterla raccontare al lettore. La preparazione è indispensabile, minuziosa. dovuta. Diventa anche un modo per rendere il romanzo più vivido e per parlare di storia, che io amo profondamente. Bisogna leggere, controllare, rileggere e contestualizzare. Non è un lavoro semplice. Belle e Démon sono i miei primi personaggi da romance e sono un po’ il mio primo amore. Lei è la classica principessina e caratterialmente, per alcuni versi, mi somiglia: la sua timidezza, il suo essere brava ragazza, la sua ingenuità. Di contro, Démon è lo stereotipo del maschio da romanzo rosa: virile, un po’ rozzo, inquieto e passionale. Gli eventi e la Rivoluzione Francese cambieranno per sempre i destini di entrambi rendendo possibile l’impossibile. Questi personaggi sono nati da una riscrittura di Un figlio della Rivoluzione, un romanzo di inizio secolo della Baronessa di Orczy, la donna che mi ha fatto appassionare a questo genere quando ancore ero una ragazzina. Per farle un tributo, il mio primo romance è stato una riscrittura di quel suo libro, il mio primo rosa da adolescente. Me lo aveva passato mia nonna ed era un’edizione dei primi Novecento che custodisco ancora gelosamente. Belle è Aurora de Marigny e il bel Démon è Andrea Vallon.

Dalla Francia, all’Inghilterra e poi Madagascar, con Andrea Cooper e Derek Heston, “Sulle orme della passione”. La favola personale ti ha portato in quei luoghi. L’evento scatenante, il tuo amore per la natura o ti ha chiamato la storia, e ti ha indicato quei luoghi ancora incontaminati?

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Come sai, il Madagascar è la terra in cui mi sono sposata. è stato facile pensare di ambientare un romanzo lì, dove ho lasciato un pezzo di cuore. E poi i lemuri… da appassionata di animali, in pratica una zoologa per hobby, ne sono sempre stata affascinata, fin da quando li vidi per la prima volta da bambina, allo zoo di Amsterdam. Non è la prima volta che i lemuri sono protagonisti di un mio romanzo: ce n’è uno teen di qualche anno fa, “Un lemure in fuga” (Il diario di Martina, Mathilde Bonetti – Mondadori), in cui troviamo un lemure al centro della vicenda. Infine, la storia del Madagascar è una grande sconosciuta fuori dall’isola. Se tiriamo le somme, era inevitabile renderlo meta di un mio romanzo!

Ultimo in ordine cronologico – infatti la pubblicazione risale al 7 dicembre – “Intrigo e seduzione”. Abbiamo parlato del ballo non a caso. Gigì quanto assomiglia a Mathilda? Ha lo stesso fuoco dentro, la stessa tenacia?

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Senza dubbio è il personaggio femminile che ho amato di più, per integrità morale e coraggio… Inevitabile che le autrici si rispecchino nei loro personaggi femminili… Io, come Gigì, ballo. Non il cancan, ma sono pur sempre una ballerina. Volevo che la protagonista di questo mio nuovo romance lo fosse anche lei. Siccome durante un viaggio a Parigi, avevo scoperto una bella fetta di storia sul Moulin Rouge, mi son detta… quale occasione migliore? Ma Gigì mi somiglia tanto anche per la determinazione che la muove, come dici tu. Non sarei la scrittrice che sono se non l’avessi e da ragazza non avrei detto addio all’obesità: sono passata da 83 a 50 chili ricostruendo il mio corpo con il body building. E probabilmente non sarei mai diventata vicecampionessa italiana di danza sportiva.

Quale dei tuoi uomini – personaggi maschili – ami di più? A quale ti senti più legata?

Derek Heston di Sulle Orme della Passione, perché parla come il mio amore. Ma anche Drake Carson di Intrigo e Seduzione non è da meno. E poi diciamolo… noi autrici siamo sempre un po’ innamorate di tutti i nostri uomini da romanzo.

Diciamo tre storie a confronto. Ti senti cambiata in questo percorso di poco più di un anno? Se possibile, sei continuata a crescere o ad un certo punto ci si può considerare arrivati?

Scrivere fa crescere. Sempre. E tre storie in quattro romanzi sono una grande evoluzione per un autore. Quindi sì, mi sento cambiata e sicuramente più matura. Ma arrivata mai. Non si arriva mai nei mestieri di arte e in ogni opera, bisogna cercare di fare sempre meglio della precedente 🙂 È il mio motto.

Conoscendoti un po’, immagino che già starai lavorando su un nuovo romanzo (se non più di uno 😉 )… Non voglio indurti a fare spoiler, ma si tratterà di tutt’altra storia o torneremo nelle atmosfere del Moulin Rouger o sul territorio inglese, con un seguito o uno spin-off?

Ahahah sì, sto già scrivendo una nuova storia che uscirà a giugno e no, non si tratta di un seguito ma… di un’avventura tutta nuova e moooolto piccante!!

Con la morte nel cuore, alla fine di un’intervista infinita, ti va di lasciarci un consiglio o il tuo “motto”?

Uno te l’ho lasciato prima: fare sempre un libro migliore del precedente, o sforzarsi perché sia così. L’altro è credere nei propri sogni – e crederci davvero – perché solo così possono diventare realtà.

Grazie delle tue domande e di questa bella intervista. E tanti auguri a tutti!!!

Grazie di ❤ a Mathilda Blake

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