Omaggio a… Elisa Mura: "Le Anime Pure" – "Intermezzo" – "Gli indesiderabili"

Un’idea partita dopo aver visto un suo post. Intrigata dalla sua lettura. Ispirata dalla sua dolcezza e dalla sua disponibilità… Ho coinvolto le mie Monelle – che già conoscevano la sua penna – in questa sorta di sorpresa! I miei complimenti ad Elisa Mura. Venite a conoscere la lettura di Sara P. Grey, Simona La Corte e la mia…

Sinossi

Edward, un’instancabile uomo votato ad aiutare il prossimo, perde casa e lavoro da un giorno all’altro ed è costretto a trovarsi una sistemazione al più presto. Durante il suo cammino, viene a conoscenza di Southfield Park, una tenuta di campagna bisognosa di aiuto dove, frequentemente, appare il fantasma di una donna. Tutti sembrano scappare da quella casa, ma Edward decide di andare a indagare, proponendosi come domestico e la sua storia si intreccerà con quella di Sebastian: un uomo tormentato dalla scomparsa della moglie, morta in tragiche circostanze. “Le anime pure” è un romanzo che unisce intrecci differenti tra di loro: il sentimento romantico, il mistero, il sovrannaturale e il tormento per la perdita della persona amata. Vi sono, però, molti punti che li unisce, come il destino e l’importanza degli incontri che cambieranno, inesorabilmente, la vita di tutti i personaggi di questa storia.

Ho letto altri libri di Elisa, a partire da I sogni di Alice, e altri ne leggerò, sicura di trovare altre piccole perle… ma Le anime pure si è conquistato un posto nel mio cuore con una facilità che mi ha spiazzata.

Lo ha fatto in punta di piedi, ma con sicurezza, con la dolcezza un po’ schiva di alcuni dei suoi personaggi e, insieme la loro forza. Lo ha fatto senza imporsi con trame “sopra le righe”, protagonisti che fanno l’occhiolino ai più triti cliché o scene madri a base di sesso e nonsense… un avviso ai signori lettori e alle signori lettrici, anzi: non troverete nulla di tutto ciò, in Le anime pure. E proprio per questo anche voi lo amerete.

Per la trama che si dipana sotto ai vostri occhi come l’intarsio di un arazzo, per il mistero e la suspense, per il cuore che vi balza in gola a seguire le vicende dei protagonisti fino all’epilogo. Per i tratti cupi e taglienti e per quelli più dolci che danno speranza. Per l’umanità che vi leggerete e anche per il lato bestiale.

Potrei stare qui ore, a fornirvi altre motivazioni, ma taglierò corto e vi dirò un’altra cosa: per trovare una lettura simile, che mi abbia preso allo stesso modo e condotta per corridoi tetri e infusi di quella tragica aura di nostalgia, spruzzata di un pizzico di mistero, devo tornare sui miei passi fino alla giovane età quando, in piena fase “letture classiche” ho affrontato Jane Eyre, Cime tempestose, L’abbazia di Northanger e si, perfino Udolpho, della Radcliffe. E solo perché veniv citato fra le letture “spaventevoli” di cui si cibava la mente fin troppo fervida di immaginazione della protagonista austeniana di Northanger’s Abbey.

Oso accostare Le anime pure a queste letture perché me ne ricordano le atmosfere, perché me ne hanno riportato alle narici gli odori, alle orecchie i rumori (a tratti agghiaccianti, a tratti stranamente confortanti). Oso perché davvero non ho più trovato, per moltissimo tempo, una lettura simile.

Tornarci, e incontrare i personaggi di Elisa, è stato un piacere. Pertanto, ve lo consiglio, senza spoilerare trame o raccontarvi ciò che dovreste – dico sul serio – correre a lasciarvi narrare da lei.

In cuor mio, spero che presto Elisa ci regali di nuovo qualcosa di simile… gliene sarei davvero, davvero molto grata.

Sinossi

Qual è la destinazione finale di un essere vivente è forse il quesito che maggiormente frulla nelle nostre teste. E se la morte fosse solo il tramite tra la vita e la rinascita? L’Intermezzo è proprio questo: è il luogo dove le anime attendono il momento in cui saranno pronte per la reincarnazione. Lo scopriranno presto Eva e Cameron, due poliziotti che dal loro primo incontro non riescono ad andare d’accordo e finiscono per denigrarsi a vicenda per la loro differenza di altezza ogni volta che sono obbligati a interagire. Lei è bassina, controllata, retta ed energica. Lui è molto alto, vizioso, impulsivo e contradditorio. Costretti a collaborare alla ricerca di uno spietato criminale che ha rapito due bambine, i due vengono uccisi nello stesso istante. Ma la loro missione non si è conclusa con la loro morte. L’Intermezzo è al collasso; per diversi motivi, le anime dei cosiddetti Vaganti si rifiutano e temono di abbandonare quel luogo e iniziare un nuovo percorso. Paura di ricominciare, soprattutto, o sono cuori spezzati che rimangono in attesa di un amore perduto da secoli. Superato lo shock iniziale di questa realtà, Eva e Cameron, in una corsa contro il tempo, dovranno portare a termine un ultimo compito prima di essere definitivamente liberi: riuscire a convincere questi Vaganti ad accettare finalmente la reincarnazione. Un thriller ironico surreale dai risvolti tragicomici, romantici, immaginari.

Leggere i romanzi di Elisa è sempre una scoperta, oltre che un piacere. La sua scrittura colpisce per la versatilità, per il modo semplice e fluido con cui scorrono le parole. Le descrizioni sono ben accurate e i personaggi costruiti con maestria.

Il primo libro che ho letto di questa autrice è stato “Gli indesiderabili”, che mi ha trasportata in un mondo in cui storia e inventiva si uniscono alla perfezione. In “Intermezzo” conferma la sua abilità nell’intrecciare realtà e fantasia.

Il racconto inizia con un antefatto carico di emozioni che mi hanno commossa:

«Non siamo più due anime distinte, […] Saremo un unico essere fino alla fine dei nostri giorni».

Subito dopo, entrano in scena i due veri protagonisti: Cameron ed Eva, due caratteri opposti e complementari, a mio giudizio.

Lui, un uomo pieno di contrasti interiori che mi ha convinta e conquistata più di tutti gli altri personaggi che si incontrano durante la lettura. È umano, reale, un bad boy controverso, lo definirei.

Eva, invece, è una donna forte che non cede difronte alle provocazioni di Cameron; crede nel proprio lavoro e dà tutta se stessa per portare a termine le sue missioni. Eppure, dietro questa maschera di integrità, si cela una persona con un passato che l’ha segnata per sempre.

Per quanto riguarda l’ambientazione, questo “mondo parallelo” che è proprio l’Intermezzo ─ un luogo in cui le anime dei morti vagano prima di reincarnarsi ─ devo dire che l’autrice è stata molto creativa nel descriverlo e immaginarlo.

Infine, l’amore. Nei romanzi di Elisa lo troveremo sempre, ma non con la solita impostazione dei classici romance.

L’amore è raccontato attraverso i gesti, le parole, le scelte (giuste o sbagliate) dei protagonisti; è un sentimento che matura a poco a poco e il lettore non può fare a meno di immedesimarsi nelle loro vicissitudini fino all’ultima battuta.

[…] Non resta che affidarsi al destino; solo lui può risolvere o distruggere le aspettative.

A me non rimane che consigliarvelo, se avete voglia di approcciarvi a una lettura che sia al contempo diversa e originale.

Sinossi

Un romanzo tra fantasia e storia, tra arti arcane e nascenti, tra invenzioni e giochi di magia, tra misteriosi omicidi e uomini in nero.
Durante gli opulenti anni della Belle Epoque, nella fiorente Parigi, si intersecano le vicende di tre ragazzi che hanno in comune un’inspiegabile caratteristica: possiedono un dono particolare, un potere che li rende prede di pregiudizi e fanatici. Michel, bruttino ma di buon cuore, dopo essere stato abbandonato da una madre capricciosa e lasciato al suo destino, scopre di poter manipolare la mente delle persone attraverso l’arte della pittura. Emma, una gitana cresciuta da distratti attori girovaghi, balla e finge di predire il futuro per creduloni, ma in realtà, con un semplice tocco delle dita, riesce a vedere i desideri più nascosti dei suoi clienti. Vicken è l’ambizioso figlio di un illusionista ungherese di successo, che si applica per diventare il degno successore di suo padre, addirittura di superarlo, ma combina un disastro dietro l’altro, fino a quando non riuscirà a spostare qualsiasi oggetto con il pensiero.

Quando si sceglie una lettura, lo si fa in base alla trama, alla cover, al genere. Io vado a sensazioni ed Elisa mi piaceva. Punto. Ogni post sul nostro gruppo mi ispirava dolcezza. Poi un #cimettolafaccia timido in cui presentava tutte le sue opere… ed è scattata la curiosità. Il confronto con le mie ragazze che già apprezzavano la sua scrittura e l’idea di quest’omaggio.

Sincerità per sincerità. La scelta del mio “romanzo” è avvenuta per esclusione. Strana e istintiva coincidenza l’uso di “esclusione”, visto che è un po’ l’essenza di questo romanzo.

Indesiderabili, non voluti, non accettati…

Michel non spicca per bellezza, ma la crescita lo avvolgerà di un’aurea di purezza che ingloba la perfezione. Una perfezione annebbiata agli occhi della madre dalle apparenze e da compagnie “superficiali”… Anni di riscatto e soddisfazioni, di un amore ritrovato, e uno tutto da scoprire. Poi c’è Emma, anche lei esclusa perché di origini gitane. Interezza d’animo, più matura della sua età, rimane folgorata appieno dal fatidico colpo di fulmine, nonostante sia promessa a Gunnar. Il fortunato, è l’imbranato e pieno di sé Vicken. Attento alla sua carriera artistica seguendo l’impronta del padre, non vede subito l’amore ma scopre quel suo potere particolare, che in qualche modo lo lega ad Emma.

Doti che incuriosiscono, spaventano e li mettono in allerta, fino a coalizzarsi per proteggersi da coloro che vogliono estirparli dalla faccia della Terra.

Nel pieno della Belle Epoque, vite si intrecciano ad una società in pieno sviluppo, dove anche le menti si aprono e altre si ancorano a superstizioni e pregiudizi. Elisa Mura riesce a sorprendere, ammaliare, ad incatenare il lettore dove neanche un escapologo proverebbe a liberarsi tanto ci si sente a proprio agio… tra indagini e amori!

Mi sento piccola e quasi incapace di andare oltre, ma come Michel ci proverei… solo che ho finito il tempo, lo spazio di questo pensiero da parte di A libro aperto.

Il mio cuore è lì, in quel palazzo dalla facciata arancione, dove si sono consumate brutture e amori, ma soprattutto dove ognuno dei personaggi ha subito una sorta di rinascita.

Non sempre l’amore dipende dall’aspetto…”

Questo per ricordarvi di andare sempre oltre…

Sento di dire dal profondo del cuore, grazie Elisa!

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