Recensione: "NATALE A CASTLEROCK" di Seconda Carta

Vi regalo un altro pizzico di magia, trasmessa da Seconda Carta, dopo esserci recate a… “Natale a Castlerock”. Vi ricordo che è una delle sei novelle raccolte in “Strenna di Natale” di Literary Romance.

Sinossi

Anni Cinquanta.
Nel paesino di Castlerock in Inghilterra, i fidanzati Constance Kilkenny e Oscar Scott passeggiano dopo aver visto al cinema il film “Luci della ribalta” del leggendario Charlie Chaplin. Sono innamoratissimi l’una dell’altro. Mancano pochi giorni alla festività più importante dell’anno, al Santo Natale. Durante la lunga camminata arrivano davanti al castello che fu del Gigante Egoista, protagonista della delicata fiaba di Oscar Wilde dedicata ai figli. Qui si fanno una promessa reciproca: riportare gioia e speranza in un luogo ormai dimenticato…

Strenna, dono o regalo, questa novella è un’altra prelibatezza contenuta nella raccolta natalizia della Literary Romance. Un termine che vi sembrerà poco appropriato ma così efficace per farvi capire. Ne inizio una, leggo con soddisfazione, chiudo e mi beo della sua magia. Sì, avete capito bene. La magia sembra essere il filo conduttore, che accorcia le distanze chilometriche di ambientazioni diverse e avvicina i personaggi azzerando anni di differenza. Le precedenti lette – di cui trovate le recensioni sul blog – potevamo definirle contemporanee. Con Seconda Carta ce ne torniamo indietro fino agli anni 50, quando due giovani innamorati escono dal cinematografo, dopo aver visto “Luci della ribalta”. I casi della vita vogliono che dopo tanto tempo, anche io sono andata a gustarmi un film e mi sono immaginata in una sala vecchio stile, una pellicola che gracchia insieme allo scorrere delle immagini sullo schermo, non fluide come quelle di oggi e sicuramente prive di effetti speciali…

Eppure Seconda Carta di effetti speciali ne ha regalati a bizzeffe ai lettori, in un finale con i fuochi d’artificio. Non so che messaggio credete vi stia dando e non vi chiedo di sedervi perché non posso raccontarvi così tanto come ha fatto Charlie Chaplin con i protagonisti da quello schermo, ma…

Lungo il viale, all’unisono, gli sguardi di Constance e Oscar, si perdono tra le sterpaglie di quel giardino. Un castello abbandonato, privo di presenza umana anche se qualcuno è convinto di avervi visto il guardiano ed un bambino. Perché un luogo che un tempo probabilmente è stato incantevole, ha dovuto subire un simile degrado? Cosa potrebbe fare una giovane – con la certa complicità del fidanzato – per riportare agli antichi albori quel posto che sembra immerso in una nube di tristezza?

L’illuminazione arriva sciogliendo un nastro e dormendoci su…

Ecco, mi state odiando, lo so… Vi basterà un’ora e mezza per riflettere e fare un rewind. Non mi è servito arrivare alla fine per carpirne il messaggio. Mi è bastato vedere l’intero paese di Castlerock in fermento ed ho capito quale valore si è perso oggi: la solidarietà. A cui aggiungerei la complicità. Ai tempi di Constance e Oscar, non ci si scontrava con la diffidenza, ma ci si aiutava.

Attraverso due paia di occhi innamorati, oltre a riscoprire antichi valori, scorgerete il mistero e la magia di cui vi parlavo. Non perdetevi l’opportunità di fare un salto nel tempo, sono convinta che non vedrete l’ora di assistere alla messa di mezzanotte!

Per visualizzare l’intero volume e saperne di più:

3 pensieri riguardo “Recensione: "NATALE A CASTLEROCK" di Seconda Carta

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