Recensione: “SECONDO JOSH” di Lorenzo Fusoni

Josh, protagonista indiscusso, piccolo genio incompreso da chi dovrebbe… Con le sue mille potenzialità, arriverà sicuramente anche nella vostra testa, diventando il vostro tormento. Una storia originale, “Secondo Josh” e veramente inaspettata, e la penna di Lorenzo Fusoni per Golem Edizioni.

Sinossi

C’è una guerra in corso tra bene e male: due bambini dall’inquietante ingegno e senza limiti morali si scontrano in una lotta paradossale, psichedelica e ricca di accadimenti, incuranti di poter rovinare la vita a coloro che li circondano, ossia amichetti, genitori, criminali, poliziotti, personaggi stravaganti e irreparabilmente maniaci. Un thriller paradossale, che si dipana solo attraverso lo scorrere delle voci, in un flusso ininterrotto di dialoghi, e che vede da una parte il piccolo Josh, genio della speculazione e della manipolazione, e dall’altra Marius, giovanissimo eroe che combatte i soprusi e le ingiustizie del mondo. Intorno alla loro epica battaglia prende forma un susseguirsi incessante di situazioni assurde, pochadesche e politicamente scorrette. Un’esplosione di equivoci, svagatezze, citazioni pop, allucinazioni e smarrimenti che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina di questa farsa contemporanea, rappresentazione grottesca, ma vivida, della nostra società e dell’impossibilità di comunicazione tra diverse generazioni.

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

“Un bambino terribile! Un mostro! Ha rapito anche tua nonna per ricattarmi quello!”

Così inveisce Clemente sul letto di morte, arrabbiato con quel ragazzino di nove anni, che sembra tenere in pugno i più grandi poteri, persino la mafia. Malaffari gestiti da Josh, che accentra in un paio di manine, rispetto e denaro, ma anche tanto odio e nemici. In compenso, dall’altra parte c’è Marius, una sorta di paladino della giustizia. Riportare gli equilibri, è il suo obiettivo.

Eppure Josh sembra intrattenere anche rapporti con le forze dell’ordine… ma allora, che gioco sta facendo? Che c’entrano poi un dottore, un regista e un “negro”, insieme al battibeccare dei genitori di entrambi i ragazzini? Pedine importantissime in una storia che si dipana alla velocità della luce, come è la scaltrezza del protagonista, pronto ad ogni evenienza, assumendosi ogni rischio e responsabilità. Una mente geniale, che spaventa anche attraverso la penna su carta. La stessa mente che un padre disattento si lascia sfuggire, insieme ad un cuore che attraverso le “mancanze” è riuscito a sopire, già in una giovane vita… portandola alla noia, una noia mortale, da sconfiggere.

“Oh, ti assicuro di sì, invece… è la cosa che più mi fa paura. Più della solitudine”

“Mi sembra strano che un individuo profondo e strutturato come te ceda a un sentimento tanto banale”

“Ti sbagli, Atena, non è affatto un sentimento banale. (…) Troppe volte, ultimamente, mi capita di andare a letto e di chiedermi, poco prima di addormentarmi, è tutto qui?”

Sconfiggere la noia, porterà guai che una volta “sistemati”, riavvicineranno mondi ormai lontani. Josh per ben due volte, troverà le risposte giuste. Le ultime le scoverà non più nella sua testa, ma in un cuore che è ritornato a battere, dopo aver sconfitto la noia. Tumulti, rimpianti e sensi di colpa, gli faranno ritrovare la retta via… insieme ad un’amicizia speciale!

Se all’inizio vi sembrerà tutto un po’ difficile, e vi capiterà di tornare indietro perché non comprenderete bene quale personaggio è accorso sulla scena, prendete un respiro e andate avanti. Mettete in mente nomi, fatti… create i vostri collegamenti, e in un battito di ciglia vi ritroverete di fronte ad un finale sorprendente! Niente è come sembra…

“Mai sentito parlare di verità oggettive e soggettive? (…) Quello che voglio dire è che quando si legge, bisogna cogliere e accarezzare particolari, solo dopo si può scadere in quella rassicurante generalizzazione… Se si parte invece da una generalizzazione preconfezionata, si comincia dalla parte sbagliata e ci si allontana dal libro prima di avere la possibilità di capirlo sul serio.”

Josh, l’ha spiegato meglio di me. Aggiungo che è paradossale, complesso e geniale… per questo, imperdibile. Mi raccomando, leggete bene tra le righe, quel ragazzino di nove anni vi darà tanti messaggi giusti.

Mai rinnegare le proprie origini per far felici gli altri e ricevere in cambio briciole. La propria dignità, insieme alla felicità, vengono al di sopra di tutto. Non bisogna neanche solo seguire i propri ideali, perdendo di vista chi si ha accanto e i veri valori. Ma soprattutto, prendendo la vita con superficialità – per noia per esempio – errori madornali si possono commettere… Ma anche un thriller che si rispetti, merita il lieto fine, e il protagonista ve lo regalerà.

Grande, il piccolo Josh! Complimenti a Lorenzo Fusoni.

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