Recensione: "Qualunque sia il tuo nome" di Laura Baldo

Sorprendente e Sublime, vi accenno solo questo. Anna e Werner riescono a far nascere e maturare un grande amore, tra le brutture della guerra. “Qualunque sia il tuo nome” di Laura Baldo, è il vincitore della seconda edizione del concorso E- Love Talent, in collaborazione – e in esclusiva – con Kobo. Grazie alla HarperCollins per questo capolavoro!

Sinossi

La Storia li ha messi uno contro l’altra. L’amore potrà unirli?

Polonia, 1941/1948
Anna, scortata da una guardia, sta percorrendo un corridoio del quartier generale della Gestapo a Varsavia e sente una voce, che le provoca un tumulto di emozioni dolorose e laceranti. La voce appartiene a un ufficiale in divisa da SS, dall’aria arrogante e dagli occhi di ghiaccio che sembrano non riconoscerla.
Lei però di lui non può dimenticarsi. Lo ha soccorso tre anni prima quando, ferito, è comparso nel fienile della fattoria di famiglia a Poznan. Tra loro era scoccata una scintilla, ma dopo che lui è partito Anna ha scoperto che le aveva mentito sulla propria identità, forse addirittura sul nome.
E un dubbio ancora più grande la perseguita da allora: è davvero lui l’autore della soffiata che ha cambiato il corso della sua vita, spingendola a unirsi alla Resistenza per cercare vendetta?

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

Nel pieno fermento della seconda guerra mondiale, Anna si trova costretta a lasciare il suo lavoro da maestra, per appoggiarsi prima da Zofia – sua carissima amica e collega – per trovare finalmente “casa” presso la zia Ludwika. Non troppo distante da Poznan, Watheland sembra ancora sicura fino a quella notte. Jerzy suo cugino, unito alla Resistenza, è costretto – con il resto della banda – a difendersi nel peggiore dei modi, e… un fruscio, nella stalla, mostra la conseguenza di quell’azione.

Non c’è molto da dire, in realtà. Mi chiamo Werner Schenk, sono nato a Francoforte. Sono un ingegnere civile. Lo scorso anno mi hanno mandato a Posen al seguito dell’esercito, per tutte le necessità legate all’occupazione.”

Il mio nome è Anna Zielinska. Mia madre però era per metà tedesca.”

Il problema tra loro, si rivela essere proprio quel quarto di origine tedesca in comune. Venticinque, percentuale troppo bassa perché un legame tra loro possa nascere. Una quantità troppo piccola di sangue nelle vene per poter sfuggire in eterno alla volontà del Führer, anche se con quei capelli biondi e gli occhi azzurri, poteva tranquillamente beffare le SS.

Ma i documenti affermano una verità scomoda, seppur ci si inventi nomignoli falsi e necessari per chi si dedica alla difesa del proprio Paese. Perché alla fine Anna questo farà. Delusa anche da quel paio di occhi verdi che sembravano parlare con sincerità…

Farò il possibile per tornare. Se non dovesse succedere, allora probabilmente sarò morto. Cerca di non odiarmi, in quel caso.”

Va bene, ma non credo che ti odierò in ogni caso. Che tu torni da me o no, continuerò comunque a sperare che tu stia bene.”

… ha creduto di intravedere un pezzo di cuore nell’addio di Werner. Invece le bugie si assommano alla necessità di fuggire e di mettere al sicuro, ogni pezzetto di quell’organo che con stupidità sente battere nel petto. Riuscirà ad affezionarsi ai compagni di viaggio, a qualcuno in maniera più intima, ma i sentimenti vengono messi sotto chiave… per un tempo che credeva infinito.

E invece sono tre anni. Tre, durante i quali avrebbe voluto rivivere ogni istante – nonostante l’odio e la voglia di ucciderlo – ed ora, ecco che risente quella voce inconfondibile. Quello che per pochi giorni è stato il suo Werner, ora è lì, non in veste da ingegnere, ma con la divisa d’agente della Gestapo. L’ennesima conferma dell’inganno. Bugie che fomentano un sentimento che vuole vederlo morto, consumando una vendetta giusta.

Se solo lo lasciasse parlare…

Non puoi giudicare senza conoscere le cose”

Tre lunghissimi anni, che vengono rimestati e ribaltati in pochi minuti. L’odio si scioglie nonostante le fredde mura del luogo del terrore, lasciando spazio alla speranza… e alla consapevolezza che per entrambi l’amore non è mai finito.


Piuttosto, ora che sono riusciti a dare un nome a quel sentimento così prorompente, decidono finalmente di lottare affinché insieme possano lasciare sui libri di storia, il lieto fine, quel giorno che la seconda guerra mondiale vedrà la fine.

Una scelta, quella di aspettare a scrivere questa recensione. Solitamente termino il libro ed apro la pagina word per imprimere le emozioni. Stavolta erano troppo forti e “prepotenti”, e la mia penna, alquanto timida e insicura di fronte al grande amore di Anna e Werner, capaci di affrontare anche la guerra, pur di stare insieme alla luce del sole.

Mi sento di asserire, che “Qualunque sia il tuo nome”, è tra i romanzi in assoluto più belli che abbia letto negli ultimi anni. Accuratezza nei particolari, si nota studio e attenzione, anche svoltando l’angolo, vedendo un partigiano sferrare un pugno per difendersi, o un milite delle SS sfoderare l’arma per l’esecuzione. Ciò che rende unica la storia di Anna e Werner, è la loro completa fusione nel contesto storico. Forte, duro, reale, mostra scomode verità e riapre antiche ferite. Chi non ha versato una sola lacrima leggendo “Se questo è un uomo” o il “Diario di Anna Frank”? Chi non ha gioito sul set di “La vita e bella” pensando a cosa può fare un padre per rendere meno sofferente, un destino indegno, per una piccola vita innocente. Sì, non dimentichiamo che nei campi di concentramento c’erano anche loro… C’era anche una bambina, con una bambola, due occhi verdi ad osservarla, immaginandola già come un vecchio straccio, accatastato sopra a tanti altri.

E’ con reale eleganza, che Laura Baldo ci invita a non dimenticare, ricordandoci che nei lager non si sono perse solo vite, ma persone che amavano e che per il capriccio di un solo uomo hanno perso tutto in un solo istante di sofferenza indicibile. Meglio un colpo di pistola che altre “torture” che non vogliamo ricordare, così qualcuno pensava. Un attimo per morire da innocente. Un attimo per togliere la vita ad un bambino con la sfortuna di non appartenere alla razza ariana. Sei ebreo, non sei degno di vivere. Sei polacca per tre quarti?, non puoi assolutamente permetterti di amare un tedesco, e prima o poi una doccia rigenerante ti attenderà…

Ma forse dovresti prima cercare di capire se riesci ad accettarmi così come sono”

“L’ho già capito molto tempo fa. Avevo solo bisogno di ricordarlo.”

L’autrice, tra le brutture, ha fatto nascere un fiore, quello dell’amore. Ha azzerato le distanze, senza frazioni ne percentuali ad etichettare. Solo due nomi, Anna e Werner, che il destino aveva scritto vicini, tra le pagine della vita. Vi lascio immaginare, ma soprattutto vi lascio sognare. Leggetelo per scovare la tenacia, la forza, la risolutezza, la voglia di raggiungere gli ideali, la bellezza di vivere… anche e soprattutto per gli altri!

Grazie alla HarperCollins, grazie soprattutto a Laura Baldo! Mi inchino davvero! ❤

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