Review Party: “UN ALLIEVO DI TROPPO” di Lilian McRieve

E’ grazie ad Ultima Stesura se sono entrata in contatto con la penna di Lilian McRieve. Ringrazio tutti loro per avermi fatto conoscere la delicata, intensa, allegra e intrigata storia d’amore di Giada e Francesco. Quest’ultimo non è altro che Un allievo di troppo ;-).

Sinossi

Giada, Giadina, che brava ragazza. Aspetta almeno quindici minuti prima di chiedere se vuoi il caffè, pulisce gli angoli col pennello e, soprattutto, non ha frequentazioni sconvenienti. Tiene la sua virtù per il pescivendolo, lei. Io lo so. Abito al piano di sotto e sento tutto.
E mi era sembrato strano che un giovanotto di Bologna era venuto ad abitare con lei.
Ma non succede niente di scandaloso tra loro, eh. Io li sento. Litigano solo perché Francesco sporca in giro. Povero giovanotto. È così educato e parla così bene la lingua del Nord. È Giadina che è un pochino fissata con le pulizie. E la sento come urla perché vuole insegnare pure a lui a pulire. Pòvero guaglione! Stanno tutti i pomeriggi a studiare cose difficili. Io li sento. E pure Immacolata, di fronte, che riesce a vedere bene in casa di Giadina, mi ha detto che stanno sempre composti. Non si sono mai dati un bacio o fatto altre cose. Anzi, Francesco esce tutte le sere. Da solo.
Ma noi siamo sagge. Abbiamo vissuto tanto. E ci siamo accorte che ultimamente sono cambiati nu poco. Si guardano di nascosto, litigano di meno ed escono pure insieme qualche volta.
Ma sapete che c’è? A me quei due mi piacciono assai come stanno insieme.

  • Titolo: Un allievo di troppo
  • Autore: Lilian McRieve
  • Editore: Self Publishing
  • Genere: Commedia romantica
  • Uscita: 17 Gennaio 2020 (ebook)
  • 24 Gennaio 2020 (versione cartacea)

Se siete di Bologna sicuramente conoscete già Francesco Rinaldi, e se il nome vi sfugge, vi ricondurrà a lui la fama e la nomea di “sfilamutandine”. La faccia da malandrino e i fattacci che si porta dietro, confermano le voci. Occhi azzurri che incantano, e che spaventano Giada, sull’uscio di casa.

“La prima cosa che Francesco vide fu un paio di occhiali grossi quasi quanto il viso che li indossava, e una massa di capelli ricci e incolti. Dei grandi occhi marroni lo guardavano sorpresi. Non c’era niente da fare, le donne proprio non gli resistevano.”

«E tu sei donna all’anagrafe e sei diventata un cactus strada facendo?»”

Sei uno strunz le rimane fermo tra le labbra, ma per poco, fino a quando lo sciupafemmine non si mostra in tutta la sua essenza. L’ ego riempie appieno gli ampi spazi di casa – lasciata vuota da l’improvvisa scomparsa di sua nonna – ove Giada sarà costretta a dargli ospitalità. Insulti vengono scagliati come saette. Botta e risposta per avere l’ultima parola e spuntarla, finalmente. Tra compromessi e ricatti, iniziano una convivenza con deboli premesse, e i ricordi del bivio: sui monti con Annette (Heidi se preferite!) o Napoli. La città partenopea sembra offrire la miglior Università, e l’insegnante più preparata e adatta, ad un recupero veloce dei corsi: la Prof. Castaldi.

“Come aveva fatto quella strana e assurda ragazza a infilarsi in modo così tangibile sotto la sua pelle? Era una sensazione che lo entusiasmava e inquietava allo stesso tempo.

Amori che nascono e che non resistono, perché sguardi e cuori sono rivolti altrove. È tempo di tirare le somme, mettendo sul piatto della bilancia gelosie, rischi ed emozioni. Ciò che si perde contro tutto ciò che c’è da guadagnare. La certezza di una stabile e collaudata solitudine, contro le emozioni prorompenti di un amore, il primo ed immenso!

“Ho perso di vista me stessa, tu mi hai scombussolato tutto, faccio cose che prima non avrei mai pensato di fare e non faccio più quelle che invece ho sempre fatto. Sono cambiata e non mi piace.”

Connotati di un chick lit che deviano immediatamente verso la commedia romantica… che si eclissano poi, in una grande storia d’amore. Uno più famoso di me, canta per inciso, “Sudore, fiato e cuore.” Note che sento rimbombare come colonna sonora, in un ritmo meravigliosamente concitato di battute, frecciate, e non intendo soltanto verbali. I loro sguardi e le espressioni del corpo – con sudore, fiato e cuore – mostrano già sentimenti che non hanno il coraggio di ammettere.

Napoli fa da sfondo, con espressioni dialettali messe lì con criterio e attenzione, donando ritmo e brio a tutto il romanzo. Una scrittura impeccabile, rende tutto veloce ed estremamente gradevole per l’umore e il cuore. Dialoghi snelli, arguti ed esilaranti che esasperano la figura di Giada, in guerra costante con gli acari, che rischiano di oscurare e rimpiazzare la figura di Francesco. No, non sono impazzita, dovete leggerlo per capire e sorprendervi!

Lilian McRieve ha dipinto due personaggi molto diversi, dimostrando che con il giusto “compromesso” e con l’amore, anche le situazioni più disparate e disperate, possono funzionare. In qualche modo, insieme sono cresciuti, maturati. Giada è saggia, posata, forse troppo “quadrata” per la sua età, e con Francesco prende consapevolezza del suo lato spensierato, ancor troppo nascosto. Rinaldi, al contrario, riesce a mettere i piedi per terra, per trovare finalmente la propria strada. Ma per infilarvi nel loro percorso, dovrete munirvi di scopa e paletta – non solo per poter entrare a casa di Giada – ma per raccogliere i cocci dei loro cuori, che ad un certo punto usciranno a pezzetti da un mixer di dubbi e paure.

“Posso accettarlo, perché non riesco a vivere senza te.”

Incertezze colmate da un amore puro e travolgente. Insieme si completano, formando l’incastro giusto. Un puzzle che con pazienza, comprensione e complicità, propone il quadro perfetto, del loro futuro insieme.

Complimenti di cuore a Lilian McRieve.

Le tappe precedenti del Review Party

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