Recensione: L’ARCIERE DELLO SHROPSHIRE” di Valentina Piazza

Valentina Piazza. Avete ancora dubbi quando sentite il suo nome? Ogni volta mi approccio alle sue letture, a cuor leggero, certa che andrò a riempirlo di tante emozioni… ogni volta nuove! Buona lettura, Gwendolyn e Alexander, vi aspettano a Much Wenlock, con “L’arciere dello Shropshire.”

Sinossi

Much Wenlock, 1815.

Nello Shropshire, e più precisamente nella cittadina di Much Wenlock, Lord George Alexander Willoughby, nobile con fama da misogino e arciere infallibile, possiede una lussuosa villa e diversi ettari di terreno. In realtà, il gentiluomo non prova avversione verso tutte le donne, ne ha conosciuta una tanto speciale da determinare il suo trasferimento definitivo.
Resta solo un problema: la ragazza in questione, Miss Gwendolyn Carpenter, non somiglia per nulla alle dame che sono solite occupare i salotti londinesi e che spesso si ritrova svenute tra le braccia.
Dal momento del suo trasferimento, il giovane cuore di Gwen vede nascere sentimenti tumultuosi e contrastanti nei confronti dell’affascinante e irresistibile Lord Willoughby.

“Mi domandavo di continuo la cagione del mio comportamento.
Me ne pentivo? Forse.
Lo avrei rifatto? Certo che sì. Ma il motivo non riuscivo proprio a spiegarmelo, restava in una zona d’ombra, in cui i forti sentimenti destati da Willoughby languivano e mi facevano sussultare, a ogni suo sguardo.”

Uno di quei balli che odia, gliel’ha fatta incontrare. Un gioco di sguardi è servito ad ipnotizzarlo, e il rosso di quei capelli a tenerlo sveglio la notte. Una decisione – quella di lasciare Londra per la campagna dello Shropshire – non dettata da altro, se non dalla grazia ribelle della figlia del dott. Carpenter. La villa e i terreni da preservare dalle incurie del tempo, gli occorrono per celare gli intenti, fino a quando la maschera di uomo irreprensibile e misogino, non cade di fronte a due occhi, dal colore del cielo.

Ops, a proposito di cadere, ho fatto confusione… è lei a rovinare tra le sue braccia, colpita dalla freccia di cupido. Freccia e cupido. Per tutti gli arcieri, come mi è venuta in mente? Ah sì, colpa di tutto quel baccano che la giovane, ogni giorno, deve sopportare… Ovvio che Gwen non poteva starsene zitta, per una con quel carattere è inimmaginabile tenere la lingua a freno.

Beati i tempi in cui il Lord degli arcieri non turbava la quiete dello Shropshire”

Gwen stai calma. Quel povero gentiluomo non arreca nessun fastidio, sembra così mite, tranquillo… e vecchio, per giunta”

Lord Willoughby non è affatto vecchio; fastidioso… ma non anziano. Avrà, sì o no, trentacinque anni…”

Un piano, una vera e propria diabolica vendetta. Per cosa, poi? Per non ammettere e accettare i segnali del cuore. Carnefice e vittima. Un vincitore e un vinto. Due cuori che si oppongono alle stupide diatribe e si trovano… in maniera travolgente.

Maldicenze e chiacchiere senza fondamento, si insinuano in un giorno nuovo, fatto di sguardi amorevoli e pieno di attenzioni. Effusioni svaniscono ancor prima di prendere forma, per quei dubbi che campeggiano a colmare un’assenza… Non verranno messi in pericolo solo i sentimenti di Gwen e Alexander, molte persone rischieranno davvero la sanità mentale.

L’amore non si arrende alle ingiustizie, piuttosto lotta e chiede un riscatto… insieme al lieto fine.

Un’altra location avvolta da leggende e da una magica atmosfera, dove la storia – nel periodo Regency – si mescola perfettamente alla fantasia di Valentina Piazza, che con l’arciere dello Shropshire, torna a farci sognare. Scrittura che incanta e sorprende ogni volta.

Mi lascio cullare tra le pagine, dalla penna – ormai consolidata – dell’autrice. Mi imbatto in Gwen che si è appropria della parola, che tendenzialmente nei romance storici “spetta” al narratore esterno. Piacevolmente sorpresa, basta lo scambio di due battute, per appoggiare appieno la scelta. La narrazione a pov alternati – più la terza persona – dona ritmo a tutto il testo. Pensieri, turbamenti e lo scoccare dell’amore, saranno tangibili attraverso gli occhi dei protagonisti, che diventano “poesia” con l’avvento della voce esterna. Quest’ultima vi renderà ancora più curiosi, spruzzando qua e là chicche su tradizioni, leggende e fatti già accaduti. Inutile dirvi con quanta attenzione ogni personaggio viene presentato al lettore, tanto che vi sembrerà di vedere persino il sorriso beffardo di un padre che ha compreso ed accettato…

Non mi soffermerò oltre, non è un romanzo lunghissimo e rischio di dirvi troppo. Ciò non significa che in un testo breve non sia racchiusa la perfezione. Vi consiglio inoltre di terminare la lettura fino in fondo, dove il messaggio viene palesato a chiare lettere. Niente spoiler, ma uso in maniera trita e ri-trita la stessa espressione, “non fermatevi alle apparenze”.

Qui termina la loro “favola” che in un battibaleno, vi assicuro, diventerà vostra. Complimenti ancora a Valentina Piazza.

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