Lancio un libro: “GLI INGREDIENTI PER AMARE” di Alice Gerini

“Lancio un libro cambia veste. Lo scopo resta lo stesso, far conoscere una nuova lettura, nel giorno di pubblicazione o in prossimità. L’autrice/ore risponde – con un video registrato – alle domande degli iscritti al Gruppo di A libro aperto.”

Vi lascio con il quesito: chi avrà posto la domanda? Se volete scoprirlo, ascoltate Alice Gerini in video! 😉 Ne vale la pena!

Com’è nato il titolo del libro?

Inizialmente il titolo del libro era “L’ingrediente segreto è il cuore”, poi è stato modificato in “Gli ingredienti per amare” grazie gli accorgimenti di Fabiana Andreozzi della Darcy Edizioni, a livello di impatto fa decisamente più effetto ed è più semplice da ricordare.

La scelta della cover è stata difficile?

Per la cover è stato amore a prima vista, quando l’ideatrice Sara Pratesi della Fox Graphic Creation me l’ha spedita in anteprima mi son bloccata e a bocca aperta ho detto solo una parola: stupenda. Come tutti i suoi lavori dopo tutto, è una vera professionista.

Cosa ne pensi del passaparola per la promozione di un libro?

Il passaparola per la promozione di un libro è fondamentale, dopo tutto quando non c’erano ancora social, internet e mezzi pubblicitari moderni, i lettori venivano a conoscenza dei testi proprio grazie alle chiacchiere della gente. Diciamo che oggi il passaparola si è evoluto ma non ha assolutamente perso la sua importanza, anzi, l’ha a suo modo incrementata e sviluppata

Bella cover. Gli ingredienti essenziali del libro? Mi pare in tema.

È assolutamente in tema! Gli ingredienti essenziali del libro sono: un cuore spezzato coi pezzetti da cercare e ricomporre, un nuovo amore all’improvviso, un ex che non può fare a meno di mettere zizzania e una protagonista testarda circondata da pochi amici ma buoni. Frulla tutto insieme e uscirà fuori un bel concentrato di spensieratezza, divertimento e amore.

Qual è stata la parte più difficile nella stesura di questo romanzo?

Se devo essere onesta non c’è stata una vera e propria parte difficile, solitamente prima della stesura di un libro appunto su un foglio il riassunto capitolo per capitolo quindi sapevo già cosa scriverlo e come. Il problema principale, purtroppo, è stato il tempo. Avendo due lavori, famiglia e amici scrivevo nel primo pomeriggio o la notte nella speranza che gli occhi non si chiudessero prima che l’idea fosse stata scritta, infatti ci ho impiegato ben un anno e mezzo per scriverlo!

Nel tuo libro si parla di cucina… È perché ti piace cucinare?

Assolutamente si! La cucina è stata inizialmente un’esigenza: ho vissuto a Pisa per due anni e mezzo e o vivevo di pizza, sushi e piadine o imparavo a cucinare. L’esigenza pian piano si è trasformata in passione e poi in secondo lavoro, l’influenza della cucina nel libro è stata quasi un obbligo.

C’è un aneddoto legato a questo romanzo? Se si puoi parlarcene?

Sarà molto difficile parlarne senza fare spoiler ma ci proverò! C’è stato un aneddoto fondamentale, lo stesso che ha dato poi origine all’idea di base del libro. Stavo lavorando in cucina, durante il servizio uno dei camerieri (che tra l’altro ha ispirato anche uno dei personaggi!) si era bruciato e subito è volato verso il lavandino a metter la mano sotto l’acqua gelata. Sembra una cosa stupida, una scena di tutti i giorni più o meno, ma quella sera dentro di me scattò la molla dell’ispirazione, tanto che la stessa identica scena sarà presente anche nel libro. Ci sono anche altri richiami alla vita reale ma questo è stato fondamentale, il motore che ha dato il via alla stesura dei personaggi, scaletta e tutto il resto.

Il piatto che cucini per conquistare il tuo uomo a San Valentino?

Abbiamo preferito rimanere in casa anziché festeggiare in qualche ristorante…Ma il menù di Casa Gerini venerdì sera prevede astici sbollentati serviti con burro e champagne. Ammetto: ci piace trattarci bene anche se non crediamo troppo in queste festività, ma sarà un’ottima scusa per una cena romantica in totale relax!

Qual è il personaggio di questo libro a cui sei più affezionata?

Più o meno sono affezionata a tutti i miei personaggi, anche gli ex rompi scatole, ma qui devo confessare che il mio preferito è Michael Landini, il fotografo personale della migliore amica modella della protagonista. Si tratta dell’amico apparentemente stronzo di cui in realtà abbiamo tutti un po’ bisogno: schietto, diretto, onesto e senza peli sulla lingua. Soprattutto senza paura di mostrarsi al mondo per quello che è. Ho due amici così, un ragazzo e una ragazza e Michael è stato la fusione di entrambi.

C’è stato qualche blocco mentre lo scrivevi? Come lo hai superato?

Grazie al cielo no. Forse “Gli ingredienti per amare” è stato l’unico libro che non è stato intaccato dal blocco dello scrittore. Forse perché avevo poco tempo per scriverlo e quando non lo facevo pensavo in continuazione alle varie scene e dialoghi. Il blocco dello scrittore è veramente terribile, per superarlo solitamente passeggio in solitudine in riva al mare ascoltando la musica, leggendo altri libri, guardando film, insomma concentrandomi su tutto quello che potrebbe darmi la spinta per ricominciare.

Da cosa hai tratto ispirazione per scrivere questo libro?

L’ispirazione è arrivata quando meno me l’aspettavo: durante una sera a lavoro. In cucina uno dei camerieri si era scottato e subito è corso al lavandino per mettere la mano infortunata sotto l’acqua gelata, io ero lì accanto a lui e in un istante ecco arrivare l’idea per un libro! Questo perché? Perché quel cameriere a suo tempo mi aveva scossa esattamente come succede alla protagonista del libro.

Qual è il tuo cavallo di battaglia? E quanto c’è di Alice nei tuoi personaggi?”

Il mio cavallo di battaglia? La scrittura! No, scherzo, ora che mi ci fai pensare non ne ho uno vero e proprio, cerco sempre di impegnarmi in qualsiasi cosa faccia anche la più frivola. Alice, invece, è soprattutto nella maggior parte delle protagoniste dei miei romanzi sia a livello fisico che caratteriale, ho un rapporto molto particolare con la scrittura, essendo la mia evasione dalla realtà cerco di buttarmi direttamente nel mondo in cui vorrei vivere. Forse è una cosa un po’ egoista e infantile ma ormai è la mia filosofia. Comunque non c’è solo Alice nei libri, ci sono anche i suoi migliori amici, i suoi familiari e a volte anche i suoi attori o calciatori preferiti!

Ciao Alice, che emozioni senti quando scrivi? Scrivi d’istinto o segui una scaletta?

L’emozione è quella della soddisfazione mista a paura. Non credevo fossi in grado di poter scrivere un libro quindi ogni volta in cui ne finisco uno sento di aver raggiunto un obiettivo…Per poi subito dopo cadere nel panico con la classica domanda: “E se poi non piace?” Quindi è un’altalena di emozioni un po’ assurda ma con cui ancora non riesco a convivere (dal lontano 2008). Non scrivo d’istinto perché altrimenti so che mi perderei, la mia fantasia e la mia immaginazione hanno bisogno di una linea guida. Prima di scrivere qualsiasi libro delineo un riassunto generale, poi i personaggi in tutte le loro sfaccettature, i luoghi con annesso studio approfondito per evitare di scrivere stupidaggini, la scaletta con ogni singolo capitolo riassunto e, infine, il finale. Solo quando il lavoro mi soddisfa al cento percento inizio a scrivere…A volte lo scheletro di un libro ci impiega settimane prima di stare saldo in piedi!

Di solito scrivi usando una sorta di scaletta o scrivi a braccio?

Come già detto prima, seguo una scaletta precisa sia per quanto riguarda la storia in generale che schema di luoghi e personaggi.

Quando scrivi ascolti la musica? Grazie!

Assolutamente si! La musica è uno dei maggiori stimolanti quando scrivo, spazio tra i generi, vado da Beethoven con la Suonata al Chiaro di Luna a The Unforgiven II dei Metallica. Credo che l’importante per la musica sia lo stimolo e l’emozione che ti trasmette, non tanto il genere.

Qual è il tuo film preferito? E la tua pietra preziosa preferita?

Per il film credo sia “Batman” di Tim Burton del 1989 non solo per il mio amore per il mondo di Gotham ma anche per Jack Nicholson e la sua interpretazione di Joker. Per quanto riguarda la pietra citerò una frase di Marilyn Monroe: “I diamanti sono i migliori amici delle donne”…E per me è assolutamente vero!

Quale libro o tuo personaggio ti rappresenta di più e perché?

Molto probabilmente la protagonista proprio di “Gli ingredienti per amare”, Hellen è stata plasmata proprio sulla mia persona: buona (anche troppo e infatti spesso gli altri se ne approfittano) gentile, umile e un po’ tonta per quanto riguarda le relazioni…Ma anche affidabile, sincera e un’amica su cui si può sempre fare affidamento. Insomma, sono un vero e proprio pozzo di modestia!

Ascolti della musica mentre scrivi? Se si quale?

Si! Come detto prima adoro ascoltare musica mentre scrivo e spazio dai generi che vanno dalla musica classica al metal. L’importante è che la canzone mi trasmetta un sentimento a dispetto di qualunque sia il genere.

  Hai un posticino speciale dove ti rintani per scrivere?

A dire il vero no, non ho un vero e proprio posto dove scrivere, qualsiasi va bene, l’importante è avere un tavolino su cui appoggiare il pc ed una presa per la corrente. Anche se, ora che ci penso, mi piaceva scrivere sul treno quando facevo la “pendolare” Senigallia – Pisa per motivi di studio.

Se incontrassi uno dei tuoi personaggi nella vita vera cosa gli/le diresti?

Molto probabilmente gli o le chiederei scusa per averlo/a fatto/a soffrire su alcune scene, ma si sa un po’ di cattiveria e masochismo non guasta mai nei romanzi!

Cosa provi quando scrivi la parola fine?

Provo un misto di tristezza e soddisfazione. Soddisfazione perché finisco di scrivere un progetto in cui ho impiegato anima, tempo e cuore e tristezza perché ritengo sempre parecchio difficile lasciare i personaggi con cui ho trascorso un’avventura importante come scrivere un libro. È un po’ come salutare dei vecchi amici senza sapere se e quando vi incontrerete di nuovo.

Che genere ti piace leggere e quale proprio non riesci?

Ammetto: amo i libri horror e thriller. Ho quasi tutta la collezione di Stephen King e considero il suo Blaze il mio libro preferito. Quelli sono generi che leggo sempre con immenso piacere, poi al secondo posto ci sono i romance e al terzo i fantasy. Il genere che proprio non riesco a leggere è la poesia, per quanto ci abbia provato ho scoperto che proprio non mi appartiene!

Se il tuo libro fosse un colore, quale sarebbe?

Rosa antico perché è un tono molto delicato e si associa molto bene anche al suo contenuto.

Quanto ci hai messo a scriverlo?

Per scrivere “Gli ingredienti per amare” ho impiegato un anno e mezzo più o meno, purtroppo avendo poco tempo si è prolungato parecchio il tutto ma, come si dice in cucina: le cose fatte di fretta son cose fatte male!

Il libro lanciato è:

Sinossi

Hellen King è una chef di fama mondiale. Cresciuta come lavapiatti in una piccola trattoria di Roma, ora chef stellata di uno dei locali più in voga di New York. Amici sinceri, una famiglia sempre presente nonostante la distanza, una stabilità economica da sempre sperata e un numeroso fanclub… Eppure nonostante tutto sente che le manca qualcosa, un qualcosa che condiziona anche il sapore dei suoi piatti migliori: L’amore. Sì perché Hellen non ha più fiducia né nel suo cuore né in quello degli uomini, eppure una flebile speranza dentro di sé cerca di spingerla a provarci e riprovarci, finché un giorno non la spinge letteralmente addosso a un ragazzo con due occhi scuri come cioccolato fondente in cui sarà molto difficile evitare di sciogliersi…

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