Rilancio un libro: “CAMBIANDO… S’IMPARA” di Rosanna Fontana

Brillante, spigliata, simpatica e super preparata, con noi di A libro aperto a rilanciare “Cambiando… s’impara” c’è Rosanna Fontana. Grazie infinite per questa bellissima intervista. Correte a leggere!

“Rilancio un libro cambia veste seguendo le orme di #lanciounlibro. Lo scopo resta lo stesso, far conoscere una nuova lettura, uscita da più di venti giorni. L’autrice/ore risponde – con un video registrato – alle domande degli iscritti al Gruppo di A libro aperto.”

Nelle domande, volutamente, non è stato inserito il nome di chi le ha “postate”. Se volete scoprirlo, guardate il video di Rosanna Fontana!!!

Il titolo del libro da cosa ti ha ispirato?

Il titolo è una rielaborazione del proverbio “sbagliando s’impara”. L’ho scelto perché la storia si basa sul cambiamento fisico e mentale di Leo e Dafne, che si incontrano dopo dieci anni di lontananza.

Dove hai trovato lo spunto per questo libro?

Questo romanzo è nato da una visita al Museo Egizio di Torino che ho fatto con i miei alunni l’anno scorso. Ci ero stata anni fa da studentessa, ma tornandoci dopo la ristrutturazione del 2015 l’ho ritrovato più bello e pieno di fascino e non ho resistito alla tentazione di ambientarci un romanzo.

Il titolo lo hai trovato prima, durante o dopo la prima stesura del libro? (No numero/promemoria estrazione)

Scegliere il titolo è sempre difficile per me. Ci sono delle volte in cui arriva subito, altre poco prima della pubblicazione. In questo caso l’ho trovato durante la stesura.

Mi ispira la copertina. Sei un’autrice ironica?

Anche, visto che sono autrice di chick lit e commedie romantiche, ma in realtà mi piace sperimentare diversi generi. Ho provato a scrivere romance più riflessivi, Young Adult e ora sto sperimentando il New Adult.

Da quanto tempo scrivi? Ti cimenti in un solo genere o ti piace sperimentare?

Scrivo ormai da dieci anni. I primi anni mi dedicavo a racconti, mentre dal 2015 ho cominciato a scrivere narrativa lunga, sperimentando diverse sfumature di romance.

Sono curiosa, quale delle due cose ti regala più emozioni e soddisfazioni? Scrivere romanzi tuoi oppure correggere i manoscritti di altri autori? E quale, tra le due, è più impegnativa come attività?

Mi piacciono entrambi allo stesso modo. Adoro scrivere le mie storie, ma è altrettanto bello aiutare gli altri, mettere a disposizione le mie competenze per perfezionare un manoscritto.

Ciao alla mia Prof del cuore ❤ io voglio solo una data… quella di uscita del libro di Linda che mi ha fatto morire dal ridere.

L’idea di scrivere un romanzo su di lei c’è, ma ho altre quattro o cinque storie in coda. Prima o poi arriverà anche il suo momento.

Chi sei nella vita reale?

Sono un’insegnante di scuola primaria, ma soprattutto una moglie e una mamma.

Vorresti mai scrivere un libro a 4 mani e con chi se potessi?

In realtà l’ho già fatto. Ho scritto due romanzi a quattro mani con R. Vera. Ci siamo conosciute a scuola, lavoravamo come insegnanti dello stesso team. Quando ho scoperto che era una scrittrice, le ho proposto una trama e abbiamo cominciato a scrivere. Ho anche un progetto a quattro mani con Fabiana Andreozzi, che spero prima o poi di concludere.

Nel tuo libro c’è qualcosa di vissuto veramente o è del tutto fantasia?

C’è molto di me in questo libro. Innanzitutto alcuni episodi sono rielaborazioni della visita al Museo Egizio che ho fatto, poi Dafne è molto simile a me e ha, come me, problemi di autostima.

Che genere di scrittrice sei in tre aggettivi?

Non è facile sintetizzare in tre parole. Potrei dire che sono eclettica, perché mi piace sperimentare, ironica e sentimentale, perché l’amore è il punto di riferimento delle mie storie.

Quale caratteristica dei tuoi personaggi è più in linea con la tua personalità o con il tuo modo di essere?

Credo che sia proprio l’ironia. Dico sempre che, se fuori sono apparentemente seria, dentro rido.

Tempo fa ho letto che è più facile fare piangere che ridere. Concordi?

Sì. Per far piangere ci sono alcuni ingredienti che, usati adeguatamente, raggiungono l’obiettivo di suscitare emozioni. Invece far ridere è più complesso, perché le persone hanno sense of humour e gusti molto diversi e non è facile raggiungerli tutti.

Tre libri che secondo te vanno letti assolutamente?

Il mio grande amore è Jane Eyre, che adoro per la forza di Jane e il fascino tormentato di Rochester. Poi potrei consigliare Mille splendidi soli di Hosseini, una storia forte ambientata in un luogo di guerra, e Non ti muovere della Mazzantini, un libro in cui i personaggi non sono perfetti, ma le emozioni sono tantissime.

Se potessi cambiare qualcosa nella tua vita cosa sarebbe?

Mi sarebbe piaciuto fare l’archeologa, ma poi penso che, se avessi cambiato il percorso di studi e di lavoro, probabilmente non avrei conosciuto mio marito; quindi alla fine sono contenta del percorso che ho fatto.

Quanto c’è di te nel tuo scrivere?

C’è tantissimo di me nei miei personaggi. O mi assomigliano oppure sono come io vorrei essere.

Hai trovato difficoltà nello scrivere questo romanzo o tutto è filato liscio? Cosa ti ha ispirato?

Scrivere questa storia è stato semplice per me, perché è molto affine al mio modo di vedere. Mi ha ispirato una visita al Museo Egizio di Torino.

Come ti sei documentata per descrivere gli interni del Museo Egizio?

Ho preso spunto soprattutto dalla mia esperienza diretta. Per alcune scene, però, ho utilizzato Internet, in particolare Google Maps e le recensioni di TripAdvisor.

So da fonte certa che mangi peperonata prima di dormire così la notte sogni le tue trame migliori. Per questo è andata così? O hai mangiato fagioli con le cotiche?

No, stavolta non ho sognato la trama. Lei fa riferimento a quando, due anni e mezzo fa, l’ho chiamata per dirle che avevo sognato una trama, gliel’ho raccontata e lei mi ha dato della pazza. Ma alla fine è nato il nostro secondo romanzo insieme Una famiglia per caso.

Il personaggio più difficile che hai creato è? Perché?

Sto facendo fatica a scrivere i personaggi del mio ultimo romanzo, perché sono piuttosto complessi dal punto di vista psicologico.

Dafne è unica, da dove è nato questo personaggio? Hai avuto ispirazioni? È solo fantasia?

Sotto certi punti di vista Dafne è unica perché sono io. Come lei, amo l’archeologia, ero più magra ormai una ventina d’anni fa e devo sempre lottare con la mia bassa autostima. Per fortuna ho delle persone che mi vogliono bene e su cui posso sempre contare-

Allora io non conosco l’autrice quindi, se possibile, vorrei sapere qualcosa in più. Chi è Rosanna Fontana? E come nasce il tuo amore per scrittura e lettura?

Sono un’insegnante. Ho sempre avuto una fantasia sfrenata fin da piccola, non scrivevo molto se non qualche poesia, ma nella mia mente inventavo storie complicatissime, usando anche i personaggi dei cartoni animati. Poi dieci anni fa ho cominciato a scrivere e non ho mai smesso. La passione per la lettura, invece, è nata da quando ho cominciato a leggere, saccheggiavo la biblioteca del mio paese.

Qual è stata la goccia che ha fatto traboccar il vaso e qual è la tua serie tv romantica preferita? Grazie.

L’idea del mio primo romanzo, che mi ha indotto a occuparmi di narrativa, è nata dal racconto di una mia collega, che mi aveva riferito di avere un condominio di sole bionde. Da qui è venuta fuori la trama di Via Monroe 66.

La mia serie tv romantica preferita è un po’ vecchiotta: Elisa di Rivombrosa.

Grazie di cuore a Rosanna Fontana per aver rilanciato “Cambiando… s’impara” con noi di A libro aperto. Vi invito ad ascoltare l’intervista, ritrovando magari il vostro nome! Buona visione!

Il libro lanciato è:

Sinossi

Dafne ha trentaquattro anni, qualche chilo di troppo e una vita che non la soddisfa più.
A causa di una scelta sbagliata, ha perso d’un colpo i sogni e l’amore. Ora lavora come guida precaria al Museo Egizio di Torino.
Una sera s’imbuca a una festa e rivede lui, Leonardo Scalvini, ex amico e ex brutto anatroccolo. A differenza sua, gli anni passati lo hanno trasformato in un affascinante egittologo di successo.
Adesso che i ruoli si sono invertiti, per Dafne e Leonardo non sarà facile imparare a conoscersi di nuovo e accettare i reciproci cambiamenti.
Tra fraintendimenti e amicizie folli, si incontreranno e scontreranno più volte, in cerca del loro lieto fine.
Ma a volte il passato ritorna e ci mette lo zampino…

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