Recensione in anteprima: “IL PRINCIPE FELICE E ALTRI RACCONTI – Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde, tradotto da Isabella Nanni

In anteprima, Elisa Mura ha letto per A libro aperto, IL PRINCIPE FELICE E ALTRI RACCONTI – Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde, tradotto da Isabella Nanni.


In seguito a questi tempi duri, in cui il virus ci ha costretti a stravolgere la nostra normalità, Isabella ha deciso di deliziarci con queste nuove traduzioni, da lei fatte durante la quarantena, di alcune chicche del noto autore inglese, uno scrittore dallo stile particolare e che tutti dovrebbero leggere, soprattutto se si ama la letteratura anglosassone. il ricavato delle vendite inoltre verrà devoluto a favore dei canili e gattili che si sono presi cura degli animali abbandonati a causa della pandemia, a partire dalla provincia di Bergamo.

Titolo: Il principe felice e altri racconti- Il fantasma di Canterville.
Autore: Oscar Wilde
Traduttrice: Isabella Nanni
Genere: racconti, novella gotico-umoristico  

Il principe felice, L’usignolo e la rosa, Il gigante egoista, L’amico devoto e Il razzo eccezionale.   

La felicità, una rosa per conquistare l’amore, un giardino che fiorisce grazie alla mancanza di egoismo, la finzione di ciò che si definisce amicizia, un matrimonio surreale.

Non avevo mai letto questi racconti e sono rimasta contenta di averlo fatto adesso. Alcune di queste brevi storie  non hanno proprio un lieto fine,  ma la morale è una presenza costante; gli animali hanno spesso un ruolo fondamentale, un’allegoria all’altruismo e ai buoni propositi; sono favole che combattono l’egoismo in tutte le sue forme. 

«Quando ero vivo e avevo un cuore umano» rispose la statua, «non sapevo che cosa fossero le lacrime, perché vivevo nel palazzo di Sans-Souci, dove al dolore non era concesso entrare. Di giorno suonavo con i miei compagni in giardino e la sera guidavo le danze nella Sala Grande. Intorno al giardino correva un muro altissimo, ma non mi è mai interessato chiedere che cosa ci fosse al di là di esso, dato che tutto intorno a me era bellissimo. I miei cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, ed ero davvero felice, se il piacere può dirsi felicità.

Una statua amata da tutti, così bella e ricca di preziosi, un monumento a un principe tanto felice da non conoscere la tristezza. I suoi sguardi sono rivolti verso chi è poco fortunato. Una rondine, sua unica amica, ritarderà la sua emigrazione nei paesi caldi per aiutarlo nei suoi propositi. Tra tutte, il principe felice è la favola che mi ha commossa di più. Consiglio davvero di leggerle tutte. Meritano davvero.

Il fantasma di Canterville

“Quando una giovane dal capello dorato Strapperà preghiere dalle labbra del peccato Quando il mandorlo brullo fiorirà E una fanciulla le sue lacrime donerà In tutta la casa il silenzio regnerà E la pace a Canterville tornerà.”

Lessi questo romanzo quando ero molto piccola, troppo per afferrarne le sfumature e lo stile, di cui io stessa apprezzo nel farne uso, perciò sono soddisfatta di averlo riletto con maggiore maturità. 

Questa novella di Oscar Wilde è un gotico dalle sfumature ironiche, quel che si dice il classico umorismo all’inglese. Abbiamo un terribile fantasma che infesta il maniero della sua famiglia, un ex umano che ha commesso un terribile omicidio e di conseguenza subisce una punizione: non potrà riposare in pace fino a che non gli sarà permesso. Vaga per quelle sinistre stanze, tirandosi appresso le sue rumorose catene e spaventando a morte il povero abitante di turno.

Con l’arrivo degli Otis, ricca e coraggiosa famiglia americana composta da marito, moglie e tre figli, da carnefice, il fantasma si trasforma in vittima. 

Non solo non riesce più a far paura, ma gli occupanti della casa si fanno beffe di lui: la macchia di finto sangue apparsa sul pavimento, che di solito terrorizzava chiunque la notasse, levata con un noto smacchiatore americano, per cui snobbata. L’olio per le catene del povero fantasma, troppo chiassose, offerte dal nuovo padrone per poter dormire sonno tranquilli. I dispetti dei gemelli, insomma, la vita del fantasma di Canterville, per cui si arriva ad aver pena, è oltraggiata. Fino a che… beh, vi lascio in sospeso poiché è giusto arrivarci da soli. Una storia che lascia dietro di sè un moto di speranza e una buon numero di sorrisi.
Buona lettura!

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