Review Party: “IL PREZZO DEL PECCATO” di Mariangela Camocardi

Tutte prime volte. Mariangela Camocardi inaugura la Collana Premium per Dri Editore con Il prezzo del Peccato e Daniela Tess entra ufficialmente nello staff del Blog di A libro aperto!

Sinossi

Fosca è convinta che il destino si accanisca con lei quando, dopo l’assalto dei briganti alla sua carrozza, scopre che a salvarla è stato Diego Gallerani, il suo primo amore dal quale è stata costretta a separarsi per volontà del padre. Diego, diventato un mercenario, non è più il romantico innamorato di un tempo: la vita e la delusione dell’addio di lei lo hanno indurito. Reclusa nella dimora di un uomo che sente nemico, Fosca non si capacita che la tenga prigioniera, chiedendo oltretutto un riscatto a suo marito, il conte Ripamonti. Per di più Diego non le è indifferente come vorrebbe fargli credere, e lui è troppo inasprito per provare un qualunque sentimento per lei. Sono trascorsi anni da quella volta, troppi malintesi li hanno divisi. Eppure, qualcosa vibra ancora tra loro, e lo avvertono entrambi. Può essere passione quella che vede negli occhi di lui, oppure è solo il desiderio di vendicarsi? Scopriranno tutti e due che ritrovarsi è stato solo l’inizio di una serie di eventi ai quali sono del tutto impreparati…

Titolo: Il prezzo del peccato
Autore: Mariangela Camocardi
Editore: Dri Editore
Genere: Storico (1600)
Collana: Historical Premium
Pagine: 324
Data di uscita: 12 maggio 2020
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 15,99 € circa
Info: ufficiostampa.drieditore@gmail.com

Mariangela Camocardi inaugura la nuova collana Premium della Dri editore e, lasciatemelo dire, merita assolutamente questo privilegio. Non a caso viene definita la regina del romance con oltre 35 anni di carriera, 50 libri pubblicati con i più prestigiosi editori italiani e più di 1 milione e mezzo di copie vendute. Siamo di fronte a una rappresentante del gotha del romance, una di quelle che noi possiamo solo ammirare e da cui imparare. Seguo Mariangela praticamente da sempre e ho letto e gustato quasi tutti i suoi romanzi. Non ho mai trovato un libro uguale all’altro, ma ognuno è stato un meraviglioso viaggio ricco di amore, passione, avventura, intrighi, sotterfugi, menzogne, verità svelate, con imperdibili e godibili colpi di scena. Anche questa volta l’autrice fa centro con una storia bellissima che ci porta nella Lombardia di metà del Seicento, sotto la dominazione spagnola, un periodo duro dove violenza, ricatti, rapimenti, erano all’ordine del giorno e in cui le differenze tra le classi sociali erano ancora più marcate. Ma il Seicento è anche un periodo meraviglioso per l’arte, la cultura, i costumi. Tutto questo rivive tra le pagine di questa splendida storia d’amore. Un vero e proprio tuffo nel passato: ci si immedesima talmente tanto nelle vicende che sembriamo passeggeri di una macchina del tempo. Ed eccoci, allora, sbarcare in pieno diciassettesimo secolo, lungo una strada, spettatori di un assalto.

Sferzata dal vento che soffiava in senso contrario e dal nevischio, la carrozza avanzava a fatica. La strada era una distesa di fanghiglia che intralciava i cavalli. Fosca, che sedeva composta nell’abitacolo riscaldato da un braciere, passò la mano sul finestrino appannato e scrutò angustiata all’esterno. Il cielo nero prometteva altra neve, dovette constatare. L’eventualità di restare bloccati in aperta campagna non era affatto improbabile, pensò ancora.

Eccoci spettatori discreti della nascita di un amore puro, innocente ma sensuale, fortissimo seppur tra due giovani.

Quando, se non a sedici anni, si fanno follie d’amore? Amare era l’essenza stessa della vita, ma gli adulti sovente dimenticano di essere stati giovani e impetuosi. No, chi ama non intende ragioni e lei voleva condividere con Diego le emozioni e i sentimenti che già le si erano radicati dentro, a costo di mentire al padre deliberatamente.

Fosca e Diego le differenze sociali, tanto importanti per gli adulti e per la società, le rigettano, le abbattono, le ignorano, in virtù di un amore e una passione che li portano a compiere un “peccato”. Ma quel peccato è tale solo per i “moralisti” e i bigotti. Per i loro cuori puri non è altro che il donarsi reciproco, l’ arrendersi al più nobile dei sentimenti. Purtroppo all’ epoca le donne si trovavano in una condizione di forte inferiorità ed erano totalmente assoggettate alla volontà paterna. Così è anche per Fosca, succube di un padre-padrone. La ragazza è condannata a lasciar presto morire il suo sogno d’amore e deve piegarsi alla volontà familiare di sposare un nobile, un aristocratico, un uomo degno di lei. E qui ben presto si rivelano tutte le falsità e ipocrisie di un secolo in cui la dignità e il valore di un uomo erano commisurati al suo status e al suo denaro. Ma come ci mostra la Camocardi, sono altre le virtù che fanno grande un uomo e che lo rendono di valore: la sua onestà, la lealtà, la generosità, la capacità di amare anche se non ricambiato, di sacrificarsi per le persone a cui vuol bene. Ed è questo il viaggio nel viaggio, che faranno i personaggi, un aspetto che mi piace sempre molto: vedere i protagonisti crescere, compiere un’evoluzione e non restare statici. Diego lo conosciamo dapprima come un giovane di belle speranze, ingenuo e sognatore ma già appassionato e innamorato follemente; subirà una forte delusione che lo porterà a maturare ed anche ad acquisire un certo cinismo, a chiudere la porta ai sentimenti. Quando rivede Fosca, è ancora più affascinante di prima ma ferito ed amareggiato. La salva dai banditi e si rende conto che il destino, in passato beffardo, gli sta concedendo l’occasione che aspettava: ne approfitta quindi per portare a termine la sua personale vendetta: rapirla, rinchiuderla in casa sua e chiedere i soldi del riscatto al ricco e attempato marito. Ma sarà davvero questa la verità? La vendetta è davvero il suo unico scopo? O forse quella fiammella dell’amore in realtà non si è mai estinta del tutto? A voi scoprirlo. Io vi posso solo dire che il loro sarà un incontro/scontro tutto fuoco e passione

Si accorse di osservarlo con un’intensità del tutto fuori luogo e distolse in fretta l’attenzione. Il tempo trascorso dall’ultima volta che si erano incontrati era stato generoso con lui. Il fisico si era irrobustito e l’elegante giubba di panno nero delineava l’asciutta muscolatura del torace e dei fianchi sottili. I capelli, di una calda tonalità castano-biondo, tagliati più corti di quello che imponeva la moda, sfioravano il candido pizzo del colletto della camicia di bisso, e la carnagione leggermente olivastra faceva sembrare più chiari quei suoi penetranti occhi grigi. Eppure, era diverso da come lo ricordava… forse a conferire quella durezza al volto scarno era la bocca, priva di qualunque traccia di morbidezza.

L’autrice è bravissima anche nelle scene d’amore, sensuali senza cadere mai nel volgare. Degna compagna del passionale e forte Diego (tra parentesi io amo i bastard inside che vogliono mostrarsi come cinici, senza cuore e che poi soccombono alla donna della loro vita), è Fosca, un personaggio a mio modo di vedere bellissimo, una donna davvero degna di questo nome. Di solito per amare un libro devo immedesimarmi nella protagonista femminile e qui ci sono riuscita in pieno, grazie alla bravura di Mariangela. È riuscita a creare un’eroina dolce, fragile in alcune circostanze ma anche forte e caparbia, capace di grandissimo amore e di ammettere i suoi sentimenti, mai visti come una debolezza; una donna in grado di fare di quei sentimenti la sua forza per lottare e conquistare la felicità. Anche lei compie un bellissimo percorso di crescita, ma resta altresì fedele a se stessa. I colpi di scena che la riguardano non posso dire che non me li aspettassi, anzi che non ci sperassi e sono felicissima delle scelte che hanno compiuto questi due protagonisti dimostrando quanto fosse forte e indimenticabile quell’amore. In ogni riga si percepisce la passione tra due persone che non hanno mai voluto nessun altro, che si sono sempre desiderate follemente, cuore, anima e corpo ed è quasi commovente accompagnarli verso la scoperta di ciò che desiderano ma al contempo temono di non poter mai realizzare. Gli ostacoli che incontrano sono tanti; anche qui bravissima l’autrice a tener desta l’attenzione del lettore, come in un gioco quasi di matrioske dove, dopo averne svelata una, se ne trova sempre un’altra all’interno. Così è la “ricerca “della felicità per i nostri eroi, con ostacoli superati preludio sempre di altri ancora più difficili da scavalcare. Ma loro non si perdono d’animo, si aiutano anche a distanza, anche quando non parlano riescono a comunicarsi l’amore e il dolore, la sofferenza dietro la falsa indifferenza. Un ultimo plauso va, infine, allo stile unico e particolare di questa scrittrice: stile sofisticato, elegante, riconoscibilissimo, peculiare, costituito da un lessico colto e perfetto in ogni più piccola sfumatura.

Lo sguardo di Diego indugiò su di lei. Un esame lento, accurato e così esplicito da suscitare una visibile vampata di calore a Fosca. «Quello che portate vi dona molto» commentò poi, accennando alla raffinata veste di damasco e raso color ametista, impreziosita da ricami in argento sul corpetto e sull’orlo. Una bordura di pizzo decorava i polsini delle maniche e lo scollo, dal quale emergeva quel bellissimo viso di donna. «Sono contento che abbiate accantonato, per una volta, il nero e il blu con cui abitualmente vi abbigliate.»

Davvero complimenti all’autrice per questa perla che ci ha regalato, consigliatissima da parte mia a tutti coloro che amano leggere romanzi con un amore tormentato, contrastato ma forte e tenace, a chi adora le coppie passionali, a chi predilige le precise e minuziose descrizioni di luoghi, usi e costumi che affascinano e arricchiscono il romanzo e la nostra personale cultura; lo consiglio inoltre a chi ama rivivere determinate vicende storiche perché “Il prezzo del peccato” non è solo una bellissima storia d’amore, non è “solo” un romanzo rosa, come molti amano impropriamente definirli ma è molto di più. Leggetelo d’un fiato fino alla fine, vi farà sognare, appassionare e nel finale, commuovere. Grazie cara Mariangela, attendo trepidante un’altra meravigliosa avventura insieme.

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