Recensione: “UNA DOLCISSIMA BUGIA” di Julia Quinn

“Una Dolcissima bugia” necessaria a scaldare i vostri cuori. Julia Quinn ha davvero l’intento di farvi innamorare. Complimenti di cuore.

Sinossi

Quando scopre che l’amato fratello Thomas è rimasto ferito in battaglia nelle colonie americane, Cecilia decide di attraversare l’Atlantico per assisterlo. Tuttavia, dopo una settimana di ricerche, non trova il fratello ma il suo migliore amico, il bell’ufficiale Edward Rokesby. È in coma, e anche lui ha un disperato bisogno di aiuto. Per poter restare al suo capezzale, però, Cecilia racconta una piccola bugia ai suoi superiori e finge di essere sua moglie. Quando Edward riprende conoscenza, non ricorda nulla degli ultimi tre mesi, neppure di essersi sposato. Ma poiché la presunta sposa è una ragazza così deliziosa…

Titolo: Dolcissima Bugia

Autore: Julia Quinn

Editore: Mondadori

Data Pubblicazione: 2 maggio

Pagine: 322

Prezzo: 2.99

1779

Una lettera che preannuncia ferite di guerra e insinua l’amaro in bocca della preoccupazione. Un lungo viaggio, tre settimane ancora a dividerla da Thomas che riabbraccerà finalmente una volta sbarcata sull’isola di Manhattan. Un piccolo e umile bagaglio con sè, e la morte nel cuore. In questo momento il fratello è tutto ciò che le rimane, oltre prospettive future dalle quali vorrebbe esimersi.

Le limitate risorse non permettono a Cecilia agi e sprechi, tanto meno le tensioni belliche concedono liberi movimenti sul suolo americano; tuttavia all’ospedale militare si prospettano porte in faccia, a meno che un piccolo espediente, un’innocente bugia non serva a guadagnare tempo e a rendersi utile, nell’attesa di riunirsi all’unico affetto familiare…

“Signora Rokesby?” Edward sperava che tornassero sull’argomento. A quanto gli constava , c’era soltanto un Rokesby in Nord America, ed era lui. Quindi se quella era la signora Rokesby… (…)

Marito? Lo definivano marito? Era sposato? Impensabile.

Ma perché Edward non riesce a ricordare quello che dovrebbe essere il giorno più bello?, a meno che non fosse stato uno di quei matrimoni “comandati”, ma poi, ancora perché? Probabilmente dietro espresso desiderio del migliore amico; già lei è Cecilia Harcourt, sorella di Thomas Harcourt, e probabilmente… Ma qualcosa continua a sfuggirgli!

Una messa in scena che meriterebbe un’onorificenza, eppure non è da lei. Piuttosto Cecilia è una fanciulla che ha trascorso una vita proteggendo chi le sta vicino ed Edward ha bisogno di cure. D’altronde lui sta trovando tutti i lati positivi nell’avere una moglie, quando non si perde nella trasparenza liquida di quegli occhi, che come un elisir di vita, lo riscuote dal torpore per riscoprirsi…

Dio mio. Sei innamorato.

Non è facile ammetterlo, accettarlo, non è facile neanche comprendere tutte le evidenze che si stanno rivelando davanti ai loro occhi.

Altri misteri, bugie, sotterfugi, sospetti, dubbi e rivelazioni, condurranno inevitabilmente alla separazione. Ma se lasciassero parlare il cuore…

Una dolcissima bugia: è qui che ruota tutta la storia, tre parole “è mio marito” o “sono sua moglie” sono puramente a fin di bene. Chiunque penserebbe che siano dirette a un patrimonio invidiabile o a una bellezza non meno inferiore. Invece a Cecilia serve la protezione, il non dover soccombere alla vita che l’aspetta a Marswell, o cedere al mostro della solitudine. Spinta dalla speranza di ritrovare un fratello che sembra stato inghiottito dalla Terra, sente nascere e consolidarsi un sentimento che forse era già stato messo in cantiere.

“- Mio marito è un ufficiale, un capitano. – Lo immaginavo. Non avreste altra ragione di trovarvi qui a New York nel bel mezzo di una guerra. – È strano. Non ho l’impressione di essere in guerra se non avessi visto i soldati feriti… Poteva anche non assistere a veri combattimenti in quell’avamposto britannico, ma era pur vero che c’erano segni di scontri e privazioni ovunque.”

Ogni personaggio trova la perfetta collocazione nel contesto storico. E come ci si aspetta dal genere, Julia Quinn adotta la narrazione in terza persona, attenendosi alle norme etico morali del tempo, usando un linguaggio appropriato che diventerà più colloquiale nei momenti di “intimità”. Ci troveremo di fronte a un lungo periodo di “conoscenza”, di indagine nel passato, in cui i protagonisti saranno perlopiù soli. Non ci saranno eventi sconvolgenti, in questo frangente, ma con una scrittura frizzante e riflessiva, l’autrice si dimostrerà molto più che all’altezza, e soprattutto di aiuto e stimolo alla lettura, grazie ai dialoghi che mantengono il ritmo sempre incalzante. I sensi di colpa, i dubbi e le paure verranno soppiantati da un amore e una passione nascenti, che non permetterà di allontanarsi nemmeno un istante dalle pagine! D’incanto e sostegno, ad ogni nuovo capitolo, un piccolo scambio epistolare che farà anche da apripista. Non aggiungo altro, lascio che le emozioni parlino per voi, certa che andrete a conoscere Cecilia ed Edward.

Bugie a fin di bene. Bugie che diventano minuscole vicino alla consapevolezza dell’amore. Il potere di un sentimento che abbatte ostacoli e aiuta a superarne altri. M e r a v i g l i o s o!

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