Segnalazione: “Fregiate virtù ed inconfessati vizi” di Monika M

Per Io me lo leggo, Monika M presenta “Fregiate virtù ed inconfessati vizi”

Uscita 25 maggio
ebook 1,99
cartaceo 14,00
pag 222

Genere Romanzo storico.

TRAMA

Londra 1813.
Nel prestigioso salone di Lady Heathcote, zia materna della giovane
Miss. Cécile Juliette Lefebvre frequentato da tutta la Londra che conta,
Lord Byron e la sua amante Lady Carolina danno spettacolo con l’ennesima lite.
La fanciulla, sedotta dal fascino dell’uomo, brama divenirne la favorita non comprendendo
da subito quale perverso gioco la attende. Quel mondo fatto di ricatti, violenze, sopraffazioni,
omicidi e passione rivelerà la vera natura della ragazza che supererà per arguzia e crudeltà i suoi stessi Maestri!
Unicamente un’anima altrettanto folle potrà stregarne il cuore.

CITAZIONE DAL LIBRO

La sua voce le giunse inaspettatamente alle spalle mentre ella si inoltrava nel corridoio. Nascosto dallo stipite della finestra e dal tendaggio era celato allo sguardo di Cècile Juliette che, avanzando, gli era passata alle spalle.
-Siete curiosa: i vostri occhi lo rivelano.- disse, palesandosi ed avanzando con quella sua andatura lievemente malferma, verso la giovane.
-Le vostre amanti invece rivelano che siete pazzo… -rispose impertinente per celare l’imbarazzo ed ostentando un’aggressività da difesa.
La risata di Lord Byron risuonò fuori luogo, essendo egli causa della tragedia appena sfiorata nella stanza accanto.

INCIPIT

Il potersi muovere a malapena, nell’affollato salone, testimoniava quanto la popolarità di Lady Heathcote fosse in ascesa. Le Dame ostentavano la loro posizione sociale con ingombranti vestiti che impedivano loro di muoversi liberamente, se non nella pista da ballo lasciata libera per goder della vista delle coppie che mai mancavano di esibirsi.
Miss Cécile Juliette Lefebvure osservava il tutto restando sapientemente in disparte. Giovane, ma non certo sprovveduta e dalla brillante intelligenza, comprendeva perfettamente come il suo arrivo nell’alta società inglese fosse circondato da curiosità nei suoi riguardi.
“Di cosa mai potevano ciarlare quelle noiose donne se non di pettegolezzi?” Si chiese, portando il ventaglio a coprire una bocca che ostentava innata superbia. Con la mano libera carezzò il suo naso che avrebbe desiderato meno ingombrante; la sua era una bellezza a metà, valutò, rammaricandosene. Tutta la sua figura emanava semplicità e modestia, unicamente gli occhi tradivano quel sapiente travestimento, guizzando acuti. L’abito gradevole ma scialbo si confondeva con le tende che le grandi finestre ornavano e vicino le quali ella si era, non a caso, posizionata. Osservava gli habitué annoiata: nessuno dei personaggi lì presenti riusciva ad attirare la sua attenzione e curiosità si riteneva soddisfatta nel non attirarne a sua volta.

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