Recensione: “FENOMENOLOGIA DEL CORRIDOIO” di Massimo Tallone

Un interessante saggio umoristico, le bellissime parole di Katy Policante. Per la Golem Edizioni, A libro aperto presenta Massimo Tallone con Fenomenologia del corridoio.

Sinossi

La tradizione letteraria italiana è sempre stata poco incline alla pratica del saggio umoristico, specialità tutta inglese, come è noto. Perciò Massimo Tallone si è preso la briga di colmare il vuoto e rispondere a modo suo.
“Fenomenologia del corridoio” inizia dal più ordinario degli scenari, quello di due persone in un corridoio, davanti a una porta. Ma poche righe dopo, Tallone parte subito all’attacco per aggredire le nostre più solide convinzioni, in una sequenza crescente di dialoghi tra il surreale e l’iperrealistico. A tutti, forse, è accaduto, di essere intimoriti da una porta o dal suo significato (quella del dentista?). Ma nessuno si è mai spinto a dire che le porte sono vessatorie, cariche di minaccia, trappole che catturano, che ci ingabbaiano. I personaggi di Tallone, invece, lo dicono e cercano di difendersi come possono. Restando nel corridoio, per esempio. Per proteggersi, per cercare conforto fra mura prive di definizione, trovando svago dentro sé e grazie alla conversazione sconclusionata (ma lo sarà davvero?) con pochi amici molto poco ordinari. Così, il corridoio diventa luogo sospeso di un tempo sospeso (qualche allusione alla primavera 2020?). Diventa golfo e approdo, luogo di vita e di attesa, spazio morbido e accogliente nel quale sostare più che si può. Poi, ognuno può leggere in questo spassosissimo ‘conte philosophique’ a rovescio tutto ciò che vuole, dalla grande metafora della vita interiore al gioco dell’assurdo e degli scambi di senso, dall’esplorazione delle mille anime nascoste negli oggetti quotidiani al gustoso gioco delle logiche rovesciate e dei luoghi comuni smontati. In ogni caso, si ride, e ciò non guasta mai.

Genere: Saggio umoristico
Collana: Anno

Pagg. 100

Prezzo ebook:  3,99 euro

Disponibile solo in ebook dal 23 aprile 2020

Incluso con KU

Confesso fin da subito che il genere era completamente nuovo per me, per cui mi sono approcciata al romanzo da profana. Il titolo mi aveva fatto pensare alle noiose lezioni di filosofia del liceo (chiedo perdono ai filosofi) anche se la seconda parte mi suonava quasi come un ossimoro: quanti modi di manifestarsi potrebbe avere un corridoio? Ho iniziato a leggere scuotendo la testa a ogni paragrafo perché il livello prima di cose bizzarre, poi di pura follia mi stava facendo divertire, nonostante l’assurdità assoluta. Lo scopo del protagonista e del suo gruppo di eletti è quello di trasformarsi in un corridoio: le stanze sono viste come delle nemiche, le porte come l’accesso all’inferno, solo il corridoio è libertà, movimento, possibilità di scelta. Massimo arriva, tra un migliaio di pastis e di starnuti (le cose che in assoluto accomunano la sgangherata combriccola di cui si circonda), a cambiare se stesso e tutto ciò che lo circonda con l’obiettivo di entrare prima nelle grazie di Silvana, poi di sentirsi membro emerito del club esclusivo di coloro che avevano visto la luce…in fondo al corridoi! La lettura è un crescendo di simpatica follia raccontata con un’ironia dal taglio inglese, un humor dai toni cangianti, ora più brillanti ora più scuri. A Massimo e Silvana si uniscono poi Ippolito e Elga, infine la gemella di questa Olga. Ognuno dei personaggi ha caratteristiche particolari e formano un’accozzaglia stranissima, adepti della sacerdotessa del corridoio che alla fine, dopo il millesimo aperitivo, darà il meglio di sé su una gamba solo (perché non si sa mai che il governo ce lo imponga). Il tutto dà una visione ironica e sottile dei difetti umani, delle nostre debolezze, dell’insicurezza che a volte ci attanaglia, anche se devo dire che personalmente mi sento più sicuro all’interno di una stanza che nel corridoio (e qui ci sarebbe da aprire un altro tipo di dibattito). Alla fine, si ha un romanzo esilarante, fuori dagli schemi, che innalza in importanza qualcosa che per la maggior parte delle persone è un particolare trascurabile. È una sorta di sfida al senso comune, alle priorità convenzionali, alle rigidità mentali inevitabili. Un romanzo divertente… tra un pastis e l’altro. Prosit!

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