Review Party: “BROOKLYN IN LOVE” di Sarina Bowen

Il mio primo RP per Always Publishing prende il via con “BROOKLYN IN LOVE” di Sarina Bowen. Una lettura a dir poco entusiasmante, e aggiungo…

Tra palindromi, occhiate, frecciatine e battute, vi fermerete a sorridere con le barzellette di Bringley. Vi perderete nei calcoli mentali del nuovo Bill Gates; vi incanterete davanti alla genuina bellezza di Bec; riuscirete ad arrossire in certi momenti, ma avrete l’assoluta certezza che è solo l’amore a ristabilire gli equilibri, portando a galla anche le inconfessabili verità.

Sinossi

Bestseller di USA Today
12 mila copie vendute solo nella prima settimana.
Proprietario della squadra di hockey dei Brooklyn Bruisers, genio dell’industria tecnologica, multimilionario dalla mente brillante e con un corpo da copertina, Nate Kattenberger sembra possedere tutto ciò che una donna desidera e che gli uomini invidiano. Eppure, non è soddisfatto della propria vita.
Certo, Rebecca Rowley, la sua assistente, da ben sette anni illumina il suo ufficio con i suoi sorrisi, ma la rassicurante presenza della donna seda appena il desiderio inconfessabile di Nate: il suo bisogno di stabilire un rapporto che valichi i limiti imposti dai loro ruoli.
Proteggerla e adorarla a distanza, celare la passione che gli infiamma il sangue al semplice suono della sua risata, infatti, diventa sempre più difficile. Fino a quando Rebecca resta coinvolta in un incidente sulla pista di ghiaccio e Nate coglie l’occasione che aspettava: offrirle il suo aiuto, come amico, ma anche il suo cuore.
Rebecca è stata accanto a Nate sin dall’inizio della sua avventura imprenditoriale, aiutandolo a costruire il suo impero dal nulla. Non saprebbe dire quando l’ammirazione nei suoi confronti si sia trasformata in amore, ma di una cosa è certa: sette anni di fantasie irrealizzabili sono troppi perché possa affidarsi senza timori all’uomo dei suoi sogni, rischiando così di rovinare la loro amicizia.

Riuscirà Becca a preservare il proprio cuore? O cederà alla spietata corte del suo bel capo, più che mai determinato a conquistare la donna che ama?

“Ha inventato alcune cose di cui il mondo aveva bisogno ed è successo. In nostro ufficio ha smesso di essere un rifugio con macchie di pizza e tavolo da ping-ping ed è diventato una destinazione globale”

Vi invito a digitare NERD su google, e vi annuncio già che a far da apripista troverete questa definizione: Giovane di modesta prestanza fisica e dall’aspetto insignificante, che compensa la scarsa avvenenza e le frustrazioni che ne derivano con una passione ossessiva e una notevole inclinazione per le nuove tecnologie. Potete anche semplicemente tradurlo in Nate Kattenberger, con qualche variante tipo irresistibile, fisico prestante (con annessi addominali scolpiti), un portafogli troppo piccolo per contenere un patrimonio inquantificabile, e un cuore generoso, nonostante quella grossa cicatrice che con tanta pazienza il tempo ha deciso di cancellare.

Illimitate qualità, e nessuna sfugge alla neo assunta Rebecca Rowley, anche quando sette anni prima le American Express erano solo un appannaggio per la nascente KTech. Un giovane tutto cervello e occhi a cuoricino per due sole donne, e una di queste non era proprio lei, lontana da ogni pensiero. Ma il tempo passa, e i fatti evolvono in compagnia di sentimenti nuovi. Moltitudini di innovazioni e investimenti prendono forma insieme a un sogno che soddisfa entrambi: l’acquisizione della squadra di hockey dei Brooklyn Bruisers. Un nuovo ruolo per Bec che la allontana dal suo titolare/amico nella quotidianità, ma che l’avvicina con la passione per lo sport, nelle lunghe trasferte.

… E in un giorno qualsiasi è proprio quella pista che ama tanto a minare l’equilibrio di Rebecca. Una terapia adeguata e tanto riposo mirano a ristabilire le priorità e a far luce in fondo al cuore. Entrambi provano una smodata attrazione, che devono tenere a bada quasi per lo stesso motivo: non è conveniente una relazione tra titolare e dipendente. Non è consigliato bruciare una grande amicizia per silenziare i sensi. Perché solo di questo si tratta, no?

Ma allora perché entrambi adottano la stessa strategia? Sopire il desiderio. Fuggire. Dimenticare. Ignorare uno sciocco battito di cuore.

Una trama accattivante, che prende per il bavero il lettore e lo immerge tra le pagine fino a vederne la fine. Un piacere che nasce immediatamente grazie all’innegabile perfezione della penna di Sarina Bowen. Delicata, romantica, briosa, frizzante e molto passionale, sa adattarsi agli umori dei personaggi che trascorrono sette lunghi anni in una sorta complicità lavorativa e latente passione. Il fuoco viene innescato da una serie di accadimenti che li portano ormai in una via senza ritorno, anche quando un cartello luminoso preannuncia il pericolo di rimanervi… scottati. Perdere la miglior amica e collaboratrice, ma anche non sentirsi all’altezza della “situazione”. Un percorso irto, che mostrerà ai protagonisti ciò che il mondo intorno a loro vedeva già: un grande amore.

Due personaggi in antitesi eppure così affini. Brooklyn a far da sfondo, tra sfarzi e limitazioni economiche. L’autrice mette a fuoco le due facce dell’America, quella che lavora per accrescere il potere e quella che si arrabatta per coprire le spese scongiurando gli imprevisti, come ad esempio l’assicurazione sanitaria. Particolari che creano la forbice che agli occhi di Rebecca diventa una vera minaccia per un rapporto duraturo. Non esistono più le etichette a stabilire le unioni, ma i limiti ideologici spesso creano ancor più disagi. Scogli da superare con dialogo, comprensione, connessione mentale e fisica.

Tra palindromi, occhiate, frecciatine e battute, vi fermerete a sorridere con le barzellette di Bringley. Vi perderete nei calcoli mentali del nuovo Bill Gates; vi incanterete davanti alla genuina bellezza di Bec; riuscirete ad arrossire in certi momenti, ma avrete l’assoluta certezza che è solo l’amore a ristabilire gli equilibri, portando a galla anche le inconfessabili verità.

È questo l’effetto che mi fai. La mia vita è un chiasso costante. Riunioni e obblighi e duemila impiegati. È grandioso, ma fa rumore. Quando mi baci, tutto diventa silenzioso. È l’unico momento in cui mi dimentico di chiunque altro.

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