Recensione in anteprima: “GIOCO D’AMORE” di Mathilda Blake

Quando si ha a che fare con un romanzo di Mathilda Blake, si ha la certezza di avere tra le mani un capolavoro, e per quanto impegno ci puoi mettere, qualsiasi parola non sarà mai all’altezza per descriverlo. Ci provo…

Ve lo consiglio perché la Blake ha la ricetta per ogni tipo di emozione: sa farvi sorridere e adirare, commuovere per le sofferenze altrui e capace di farvi innamorare. Ogni suo lavoro è indimenticabile, perché semplicemente unico! Complimenti di cuore per Un gioco d’amore 💖

Sinossi

Figlia di un imprenditore statunitense, Clarissa Claremont ama dipingere, sogna di allevare cani di razza ed è convinta che una donna non debba realizzarsi solo nel matrimonio. Ma anche per una ragazza come lei è inconcepibile che il padre stia cercando di ottenere l’esclusiva per la distribuzione negli Stati Uniti dell’ultima invenzione per signora, il vibratore a batteria progettato in Inghilterra dal dottor Granville. Tutta colpa di quel farabutto di Donovan Preston, un affascinante seduttore che dietro l’apparente sfrontatezza cela però qualcosa di diverso. E la loro reciproca attrazione è destinata a diventare irresistibile, complice il viaggio che i due sono costretti a compiere insieme oltreoceano…

Titolo: Gioco d’amore

Autore: Mathilda Blake

Editore: Mondadori

Data pubblicazione: 6 giugno 2020

Prezzo: 2.99

Se è vero che la notte porta consiglio, a Clarissa Claremont ha arrecato solo scompiglio. Un risveglio che mostra una realtà inaspettata, e che le aprirà il varco a una vita a cui non ha mai auspicato. Lei è una ragazza emancipata, risoluta, anche il suo linguaggio non si confà appieno con le aspettative del suo rango. È pur vero che in un 1889 in pieno sviluppo, si punta sull’emancipazione della donna, tantoché proprio a questa creatura è rivolto l’ultimo ingegno di Granville, opera su cui il genitore della giovane vorrebbe mettere – in via esclusiva – le mani.

Sono l’uomo che vostro padre, il timorato di Dio, ha invitato a Princeton per acquistare l’ultimo ritrovato del piacere femminile”

Un ciarliere, questo ciò che pensa dell’affascinante genere maschile di fronte a lei, dallo sguardo azzurro come un cielo limpido, e un sorriso sfrontato come un fulmine in una giornata di sole! Sì, solo bugiardo si può definire colui che infama Archibald Theodore Claremont, che negli anni ha vestito il genere femminile con ben altri indumenti; ma a pensarci bene…

Eppure la diavoleria del capostipite si manifesta agli occhi della ragazza con una proposta, che si rivelerà essere un vile ricatto. Immaginate tipo: se tu accetti potrai realizzare il tuo sogno…

Ma cosa avrà in mente Clarissa? Poi, perché coinvolgere un illetterato come Donovan Preston? Sfrontato, donnaiolo, bugiardo, che odia le bionde e che persevera a ingannarla con strani sotterfugi, e una perpetua e asfissiante seduzione, impossibile da ignorare.

Bisogna fare di necessità virtù, quando la vicinanza viene imposta. Ma il gioco si fa duro – ops, non voleva essere un doppiosenso – e i due giovani iniziano veramente a scherzare con l’amore!

Quando si entra in contatto con una novità riguardante Mathilda Blake, il primo pensiero è: devo leggerla. Ogni suo romanzo crea aspettativa e curiosità, perché certi che si andrà incontro ad argomenti e luoghi inesplorati. Avete letto la sinossi o la prima parte della recensione? Se questo non vi ha soddisfatti vi invito a collegarvi domani, giorno di pubblicazione, nel gruppo di A libro aperto, dove l’autrice racconterà – tra le tante cose – come è nato questo romanzo. Aggiungo che delucidazioni le troverete, in maniera esaustiva e molto accurata, i fondo al romanzo, dove per la seconda volta, vi troverete incollati.

Emancipazione femminile, a questo si pensa volgendo uno sguardo a Clarissa, che ostenta l’immagine della ragazza ribelle, immersa nelle proprie passioni e reticente a una presenza maschile al proprio fianco. Infatti fino ad allora il gentil sesso era concepito solo per procurare piacere all’uomo; tuttavia, rinunciando al proprio momento di estasi, la donna inizia a mostrare segni di “isteria” e la necessità a ricorrere a nuovi espedienti.

L’isteria femminile era davvero definita “Il male femminile del secolo” e sembrava racchiudere un’infinità di problematiche legate alla donna: dalla depressione all’insoddisfazione in camera da letto, dalle palpitazioni ai malumori tipici dei gentil sesso e chissà cos’altro.

il vibratore era sintomo di piacere, gioia e spensieratezza

I personaggi della Blake, qualsiasi ruolo rivestano, non risultano mai scontati e banali. Clarissa e Donovan sono palesemente in contrapposizione, sia a livello sociale che culturale; limiti che creano pregiudizi nei confronti del giovane pretendente. D’altra parte, il mandriano si preoccupa più del colore scialbo dei capelli che della “sostanza”, ben celata dalla cortina indisponente e sapientina della Claremont. A fungere da intermediario tra i due è un’incontrollata attrazione.

Il tratto sicuro della Blake dimostra di saper gestire fatti e sentimenti, con arguzia e ironia, nel rispetto delle etichette e del linguaggio tipici del periodo storico. Un’analisi curiosa e realistica, romanzata in maniera esemplare e che intesse nella trama avanguardie come la corrente elettrica e il telefono.

Dagli Stati Uniti alla vibrante Inghilterra in epoca vittoriana, Clarissa e Donovan vi riserveranno sorprese, bugie, sorrisi e tensioni, accompagnandovi in velocità verso il finale tanto sperato.

Mathilda vi spinge ad andare oltre alle apparenze, superando i limiti, riscoprendo anche quella parte che nascondiamo con così tanta cura. L’amore può tutto, soprattutto abbattere ogni tipo di convinzione.

Ve lo consiglio perché la Blake ha la ricetta per ogni tipo di emozione: sa farvi sorridere e adirare, commuovere per le sofferenze altrui e capace di farvi innamorare. Ogni suo lavoro è indimenticabile, perché semplicemente unico! Complimenti di cuore per Un gioco d’amore 💖

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