Review Party (Doppia Recensione): “LA VERTIGINE CHE HO DI TE” di Gina Laddaga

Leda e Davide = ossessione e violenza. Leda e Sebastiano = amore e lieto fine. Tutto il resto non è solo contorno, piuttosto una meraviglia! Da non perdere LA VERTIGINE CHE HO DI TE di Gina Laddaga, edito Literary Romance.

Doppia Recensione per questo meraviglioso romanzo, andate a scoprire chi ve ne parlerà 😉

Sinossi

Davide Marchesi era perfetto. All’apparenza. Era il ragazzo giusto. Per gli altri. Davide Marchesi era il demonio, ma Leda lo capì troppo tardi.

Leda è una tranquilla ragazza di Firenze. Era solare, allegra e spensierata prima di incontrare Davide. Ora è introversa, diffidente verso gli altri e sempre tesa per paura che lui possa tornare, perché è solo grazie all’intervento del fratello che, accorso in suo aiuto dopo l’ennesima aggressione di Davide, si è scampata la tragedia. Per Leda tornerà mai la normalità? Potrà fidarsi nuovamente di un uomo? L’incontro con Sebastiano sembra aprire un varco di speranza nel suo cuore ferito. Perché i segni dell’anima sono più difficili da rimarginare di quelli fisici.

Titolo: La vertigine che ho di te

Autore: Gina Laddaga

Editore: Pub me

Collana Editoriale: Literary Romance

Genere: Romance Contemporaneo

Data pubblicazione: 1 giugno 2020

Pagine: 174

Prezzo: 1.99

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

“Andiamo a vivere insieme. Ti voglio tutte le notti nel mio letto.”

Un momento di intimità, un abbraccio sotto le lenzuola dopo essersi amati, una proposta che scaturisce da un amore profondo, con il bisogno viscerale di condividere, vivendosi appieno soprattutto nelle piccole cose. Una frase capace di trasformare in principessa una ragazza qualunque, o semplicemente far sentire una donna più che desiderata. Invece per Leda nulla è come descritto, né tantomeno riflette un sogno; piuttosto ognuna di quelle parole la condurrà verso l’incubo.

“La prima volta fu una sberla. La seconda fu un pugno alla schiena. La terza volta furono entrambi.”

Annichilita, senza speranze e privata di ogni forza, Leda depone le armi di fronte al proprio aguzzino, e trascina nel baratro anche Dema, suo fratello. Arrendevolezza che le fa perdere gli affetti, tra l’incredulità e il bisogno di non accettare una verità scomoda. I capisaldi della giovane restano il babbo e Marta, l’amica di sempre. Sarà proprio quest’ultima ad aprirle la via della “speranza”… un passo dopo l’altro la conducono in un caldo abbraccio, quello di Sebastiano.

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Forse già conoscete il seguito e il meraviglioso epilogo. La vertigine che ho di te vede la luce poco più di un anno fa in versione self, romanzo che ho amato immediatamente per la profondità dei temi e per come sono stati trattati da Gina Laddaga. Immagino l’immediata reazione di chi sta leggendo e il dubbio che possa sorgere vista l’amicizia che mi lega all’autrice. La verità? A una conoscente si può temere di dare un dispiacere, ad un’amica si dice tutto nel bene e nel male. Leda e Sebastiano, come tutti gli esseri umani, avevano delle piccole imperfezioni, bisognosi di un rammendo e un pezzo di stoffa qua e là. Ma la sostanza è quella iniziale e rasenta davvero la perfezione.

Literary Romance interviene con sapienza, in maniera accurata, dando spazio a chi, con la sua cattiveria, non meriterebbe minima attenzione in un mondo reale. Ma Davide è necessario, fondamentale per cogliere ogni più piccola sofferenza e paura di Leda. La giovane vivrà di incubi, non solo per il male fisico; dovrà fare i conti con l’eco – a rimbombarle nella testa – delle persecuzioni psicologiche che la dipingevano come un’inetta agli occhi dell’ex.

Ci si nasconde dietro un dito, per giustificare colui che si ama o per nascondere la propria cecità… o perché qualcuno ci ha convinti che non siamo all’altezza. Insicurezze che hanno accartocciato l’animo di Leda, gettato come carta straccia. Di lei resta solo un bellissimo involucro, capace di rompersi ad un semplice tocco. A ciò si collega l’importanza delle relazioni: l’amicizia e la famiglia, che include anche rapporti ritrovati. Marta pedina fondamentale, da tener d’occhio per ciò che in futuro avrà da raccontare…

È arrivato il momento di Sebastiano: ma ditemi, quanto siete curiosi di conoscerlo? Yin e Yang, il diavolo e l’acqua Santa, nero e bianco, notte e giorno, potremmo continuare all’infinito a dipingere l’abisso che lo separa da Davide. Il giovane istruttore è altruista, protettivo, premuroso, concreto, bisognoso d’amore ma in primis di donarne alla SUA Leda. Un angelo? Questo dovrete scoprirlo voi, tra le bellezze di Firenze e le prelibatezze pugliesi, dove non potrete far altro che riscoprirvi viaggiatori e sognatori, ma soprattutto speranzosi, perché dopo il temporale c’è sempre il sereno. E anche sul viso di Leda tornerà finalmente il sorriso.

Grazie a Gina Laddaga per questo bellissimo momento di riflessione, per aver saputo cogliere tante sfumature, anche di chi sta vicino a chi ha subito. Una piccola curiosità: la nostra Lolly – che seguirà con la sua recensione – un giorno mi messaggia e mi chiede preoccupata se l’autrice avesse vissuto tutto ciò, vista l’intensità e la veridicità dello scritto. Credibile è il termine giusto, e non forzato un altro. Una storia, quella di Leda, come di tante, troppe donne, ogni giorno nel mondo. Guardiamoci intorno, soppesiamo gesti e sguardi. Spesso chi ci è vicino è una vittima e necessita di noi… Non ignoriamo, piuttosto denunciamo!

Ho avuto il piacere di addentrarmi nel mondo ancora inesplorato di Gina Laddaga e ne sono rimasta davvero colpita, tanto da buttarmi a capofitto nella lettura. Man mano, però, ho iniziato a rendermi conto che alcuni dettagli cominciavano a turbarmi, perciò ho capito che Leda, la protagonista del romanzo, non mi avrebbe mai permesso di entrare facilmente nel suo di mondo, fatto di dolore e sofferenza.

Così, mi sono spinta nella sua anima in punta di piedi, ma qualcosa ha iniziato a starmi stretto, ho sentito venir meno anche la mia libertà e il respiro si è fatto sempre più pesante.

Le emozioni, quelle di cui l’autrice ha voluto raccontare, sembravano reali, così palpabili da voler prendere le distanze e uscirne di corsa, al contrario del modo in cui sono entrata.

Ma Leda non ha voluto, non mi ha permesso di andare via. Ha avuto il bisogno di raccontare la sua storia affinché nessun’altra potesse rimanerne vittima e io… io sono rimasta lì, attonita ad ascoltare il suo grido d’ aiuto, a diventare testimone di quel dolore che l’ha completamente spezzata. L’ho fatto incautamente e a cuore aperto, infliggendomi sofferenza e provando rabbia per la sua storia così tormentata.

Davide, un uomo meschino, arrogante e supponente ha segnato per sempre la vita della ragazza che ha provato a fidarsi di lui, concedendogli se stessa e svariate possibilità in nome dell’amore. Un vigliacco possessivo, con il gelo sia negli occhi che nel cuore, che ha annientato i sogni di Leda. Le ha rovinato un’esistenza rosea, portandola a chiudersi a riccio e non permettendo a nessuno di starle accanto, di toccarla. Ma lei è stata comunque fortunata ad aver avuto al suo fianco Marta, un’amica leale e sincera che si è presa cura di lei, standole vicino e incoraggiandola ad andare avanti. È grazie alla sua amicizia che si apre uno spiraglio di luce nel suo cuore, è grazie alla sua insistenza che il sole riesce a fare ritorno nella sua buia esistenza.

Perché per superare un forte trauma c’è bisogno di una persona altrettanto caparbia che abbia la volontà di salvare l’irrecuperabile. Ed è qui che entra in gioco Sebastiano: un uomo degno di essere chiamato tale, dolce e premuroso e anche bello da mozzare il fiato che sarà capace di scaldare l’anima di Leda, mettendo pian piano a tacere l’urlo di dolore che fino a quel momento le ha squarciato il cuore.

Ho apprezzato tutto di questo romanzo, dallo stile semplice e pulito dell’autrice alla profondità e all’importanza data a un argomento che, ahimè, affligge la nostra società. La delicatezza con cui è stato affrontato e i suggerimenti che si possono cogliere tra le righe donano speranza a chi ha smesso di credere nell’amore.

L’ incursione nella mia terra d’origine, il Salento, mi ha fatto tornare indietro nel tempo riportando alla mente ricordi piacevoli, a sentire la brezza del mare, il calore e l’affetto della famiglia e a rivivere le tradizioni e i sapori: vogliamo citare la pennichella dopo pranzo che è d’obbligo? Oppure discutere sulla bontà degli gnumareddi?

Preparatevi a incappare anche voi nella trappola che Gina Laddaga ci tende, perché, dopo aver letto questo splendido romanzo, non ne uscirete illesi e Leda e Sebastiano occuperanno per sempre un posto nel vostro cuore.

L’amore e l’amicizia saranno in grado di rimettere al loro posto i pezzi? Rimane a voi scoprirlo.

Vale per entrambe le recensioni

L’intervista sul gruppo di A libro aperto

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