Recensione: “REMEMBER TIFFANY” di Francesca Baldacci

Remember Tiffany, la lettura giusta per evadere dalla noia, rievocando un passato bellissimo fatto anche di grandi personalità! Grazie alla meravigliosa penna di Francesca Baldacci e a Literary Romance.

Sinossi

Sta per tornare l’estate, Angy si trova con le zie, Camilla e Gisella, per una nuova stagione all’hotel Tiffany, di cui le due sono titolari. Angy è curiosa circa il loro passato di albergatrici e di quando erano ragazze, negli anni Sessanta, e i genitori erano proprietari di una pensioncina a San Benedetto del Tronto chiamata Sole & Mare. Oltre a lavorare, le sorelle, si divertivano: la spiaggia pullulava di bei ragazzi! I tempi, certo, erano diversi. Gisella rievoca quel periodo, e in particolare l’estate del 1962: ha diciotto anni, sua sorella Camilla sedici. Gisella è la più gettonata fra le due, però molto diffidente in amore per via di Lele, con cui l’anno prima aveva trascorso un’estate fantastica. Ma Gisella ha anche un carattere tosto ed è più in forma che mai e quando Lele ritorna, con l’aria di voler ricominciare, lei non ci sta. L’estate promette grandi cose: le due sorelle aiutano i genitori in hotel, poi escono, si divertono, vanno al cinema, alle feste danzanti, partecipano ai concerti di Peppino Di Capri, di Mina. Intanto anche Camilla fa le sue conquiste: ama Rodolfo che lavora in un bar molto in voga in quel periodo, il “Blue River”. Tornate ai giorni nostri, le zie raccontano ad Angy il resto della storia. Intanto, la stagione nuova dell’hotel Tiffany sta per cominciare…

Titolo: Remember Tiffany

Autore: Francesca Baldacci

Editore: Pub me

Collana Editoriale: Literary Romance

Data pubblicazione: 25 marzo

Pagine: 169

Prezzo: 2.99

Un doppio tuffo nel passato “Remember Tiffany”, un viaggio di qualche ora che mi ha condotto per mano verso l’amata “Riviera delle Palme”. Anche per chi non è Marchigiano come me e le protagoniste, non è impossibile immaginare quel tratto che identifica la costa adriatica, particolare perché a tratti assume sembianze tipicamente tropicali. Per anni, anche il mio vissuto mi ha condotto lì e anche io forse, come Gisella, sono stata condizionata da scelte amorose, in arrivo e di nuovo in partenza. Un Ambarabà Ciccì Coccò spesso si rivela la vita, e alla maggiore delle figlie del titolare del Sole & Mare – l’estate del ’62 – l’ha messa veramente alla prova. Torniamo a quegli anni…

Nell’aria aleggiano le note di Peppino Di Capri, Mina, dell’astro nascente Milva. In America spopola colui che ispira, anche nel modo di vestire e di atteggiarsi, i giovani italiani…

“«Co-come mai da queste parti?» Camilla batté le palpebre. Le faceva un certo effetto trovarselo di fronte. Aveva un gran ciuffo che ricadeva sulla fronte. E uno sguardo dannatamente sexy. Le ricordava Elvis Presley. (…) E chi se lo aspettava, che sarebbe ritornato a Rocca a Mare? (…) Camilla ricordava che l’anno prima, Lele aveva fatto innamorare pazzamente Gisella. Avevano trascorso un’estate d’amore ma anche densa di chiaro-scuri, perché lei aveva l’impressione che lui la tradisse anche se le giurava eterno amore.”

Rocca a Mare e San Benedetto – collegate da un lembo di terra di neanche due chilometri – cedono le spiagge ai giovani che imparano a conoscersi, guardando coppie che si formano nella calura estiva azzardandosi a saltare il fosso. Un passo compiuto insieme anche da Gisella e Lele l’anno precedente, che ha lasciato una ferita nel cuore della ragazza. L’estate del ’62 riparte con Duccio, il sapore di un nuovo amore, con il fantasma del milanese che continua a corteggiarla, senza badare troppo alla “correttezza” di certe azioni. Gli occhi azzurri e limpidi del bagnino dongiovanni si fermano dove inizia il ciuffo dell’ex. Ieri e oggi si mescolano nella confusione più totale nella mente e nel cuore di Gisella, che si arrabatta tra un’uscita clandestina – o accompagnata dalle sorelle – pur di accaparrarsi un bacio rubato… ma sul finire dell’estate le idee si fanno chiare. Ma siamo sicuri che però sia la scelta giusta?

Siamo al Tiffany, e la giovane Angy continua a seguire le orme della famiglia, e fare l’albergatrice sembra quasi una vocazione. Me l’immagino solare e instancabile dopo una giornata di lavoro, seduta attorno a un tavolo o “stravaccata” su un divanetto della hall in compagnia delle zie. Ed è proprio lì che iniziano le chiacchiere e il racconto attraverso ricordi e vecchie fotografie.

Solo alla fine della lettura mi rendo conto che c’è dell’altro da scoprire all’interno del Tiffany e della stessa Angy, che a Literary Romance regala i segreti più reconditi di due ragazze, diciamo pure “emancipate”. Inizio a leggere di Gisella, “ribelle” e vogliosa di acchiappare tutte le bellezze al di fuori del quotidiano che le riserva il Sole & Mare. Vedo poi Camilla, così diversa dalla sorella maggiore, più accondiscendente e sognatrice, a differenza dell’altra che si mostra impettita grazie anche all’aspetto da diva che madre natura le ha donato. Roberta è la piccola di casa, la macchietta, la voce dell’innocenza, così arguta e intelligente per i suoi quattro anni di età… E i loro visi si trasformano in quelli di mia mia madre e delle sue sorelle, quasi con le stesse differenze, anagrafiche e caratteriali. Nella mente faccio un confronto dei racconti, e mi risuona “quando babbo ci portava a ballare, ci guardava da lontano ma non stavamo mai da sole…” Roberta era quella sorta di chaperon in quel di San Benedetto, ma nulla ha vietato a Gisella di fare esperienze. Mi ha colpito, sono sincera, il suo essere così “easy” (da non interpretare in maniera negativa) e nello stesso concreta. Colei che mette in guardia Camilla nei confronti dell’amore – impaurita nel donare il cuore – fondamentalmente è più romantica della sorella minore, ed è in virtù della confusione nel petto che… farà una scelta lasciandosi trascinare dalla maledetta apparenza! Non aggiungo altro, tranne che – forse grazie al fatto che mi trovo al di fuori delle pagine, e da questa posizione è facile – pagherei tutto l’oro del mondo per andare indietro a quel ’62 e affogare nel mare azzurro di quel paio di occhi…

Lo consiglio perché è la lettura adatta da fare sotto l’ombrellone – come rievoca la storia – con un paio di auricolari e una playlist consigliata dai nostri genitori; se invece, come me, siete cresciuti vedendo “una rotonda sul mare”, non avrete bisogno di aiuto, ma canticchierete durante la lettura. Consigliata perché c’è tanto bisogno di riscoprire quell’ingenuità perduta, del sapersi accontentare per quel poco che si aveva, del saper aspettare, usando carta e penna al posto di una tastiera; quando dei social non si aveva ancora la più pallida idea ed era più facile pensare a un ET cinematografico nel ventennio successivo.

Prenotiamo insieme un soggiorno al Tiffany, vi va? Sono convinta che ci aspettino a braccia aperte ; -)

Vorrei aggiungere una cosa. Cerchiamo sempre mete lontane, e in un periodo così difficile, è il momento giusto per scoprire luoghi come la Riviera delle Palme, che è un qualcosa di unico; Senigallia è un altro posto meraviglioso, e vi avrei visto benissimo Lella, Lilla e Robertina, a ballare il rock’n roll nello sfarzo del summer Jumboree, negato quest’anno dal Corona virus. Venite nelle Marche, ma soprattutto quest’anno rimaniamo nel nostro Bel Paese, a sostegno della nostra economia, per far tornare l’Italia nello splendore che merita!

Grazie a Franca Baldacci per aver dato splendore alla mia amata terra con la sua meravigliosa penna. Grazie per la sapienza con cui si è avvalsa dell’intercalare marchigiano senza appesantire il testo. Grazie anche solo per babbo, che riesce a farmi sentire a casa anche tra le ali della fantasia. ❤

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