Recensione: “DIMMI COME SI FA” di Silvia Gaiart

Federica Cabras ha letto per A libro aperto “DIMMI COME SI FA” di Silvia Gaiart, edito Golem Edizioni.

Sarà bello? Sì, come il sole di una mattina di giugno quando tutto ti sembrava perduto e invece inizi a respirare di nuovo. E noi potremo viaggiare con i protagonisti, con questo loro pazzo amore che tutto dà e tutto toglie ma che poi concede sempre una seconda occasione – quella che ci meritiamo un po’ tutti, dai.

Sinossi

Devany è un genio della musica. Vive in simbiosi con il suo pianoforte ed è riuscita a realizzare tutti i suoi sogni. O almeno è questo quello che cerca di dirsi ogni giorno per convincere se stessa. Dentro di lei sente che c’è un vuoto da colmare. Un vuoto fatto di ricordi e momenti felici che si sono sfumati in un secondo. Jamie cerca di convivere con i suoi sensi di colpa e con i ricordi di quella ragazza che un tempo era tutto il suo mondo. La rivede nella sua chitarra e nei testi che scrive, pensando solo ed esclusivamente a lei. Un tempo si sono amati. La musica era tutta la loro vita, e vivevano di note potenti e tasti di pianoforte. Poi la vita ha deciso di dividere le loro strade, separandoli per ben cinque anni. E se dopo tutto quel tempo i loro occhi si incrociassero di nuovo? Tra note che riportano a galla bei ricordi e imprevedibile della vita, si ritroveranno più vicini di quanto avrebbero mai potuto credere, perché ci sono legami che non si spezzano mai e amori che restano nel cuore.

Genere: rosa
Collana: Anime

Pagg. 250

Prezzo: 15,00 euro – 2,99 ebook

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

Si pensa che basti un attimo a cambiare la vita per sempre; il casino è che le giornate che arrivano a stravolgere tutto, e succede sempre in un battito d’ali, non si possono riconoscere. Ti svegli, fai colazione, magari esci, magari no, ma a un certo punto boom! E da quel momento in poi nulla sarà lo stesso. Ah, si pensa anche che il passato sia un vecchio stronzo che si apposta dietro l’angolo, quello vicino al tuo cuore, e che colpisca quando meno te lo aspetti.

Dalle mie parti, si pensa persino che – sempre e comunque, quasi fosse una regola generale, e dobbiamo ricordarlo soprattutto quando l’erba del vicino sembra più verde – ognuno abbia la sua croce. Alcune, però, sono più gravose. Anche questo, si pensa.

“La vita è fatta di attimi. A volte ci passano accanto e non ci rendiamo conto di quanto possano fare la differenza nel grande disegno che è stato fatto per noi. A volte, invece, si imprimono nell’anima, insinuandosi in ogni angolo, in ogni spazio. E così arrivano i ricordi”.

Be’, la croce che porta Jamie è di ferro, spessa come una di quelle travi che tengono su i tetti evitando che si sfracellino a terra. Nel suo, di passato, un segreto e una colpa. Nel suo presente, invece, un rimpianto che si trasforma, di tanto in tanto, soprattutto quando la notte è più scura, in una tristezza così acuta da muovere le viscere stesse. Non solo, cinque anni prima gli accadde qualcosa di terribile – di cui, in più, si sente responsabile – ma perse anche la donna della sua vita, Devany. Da quel – maledetto – giorno, si trascina in una vita senza amore, senza soddisfazioni. Dopo aver girato in diversi posti dell’America, adesso si trova a Santa Monica e lavora nel locale di Charlie, un uomo che lo prende sotto la sua ala protettiva capendo i fantasmi interiori.

“Eravamo giovani e innamorati. Ci sembrava che niente e nessuno potesse scalfire i nostri sentimenti. Quello che eravamo era più forte di tutto”.

Devany, dal canto suo, non ha smesso un giorno di soffrire al ricordo di Jamie. Jamie dolce, Jamie buono, Jamie bellissimo… Jamie che la lasciò senza troppe spiegazioni privandola, in un colpo solo, dell’amore e della sicurezza. È a New York, ora; dopo aver frequentato la Juilliard, fa l’insegnante di piano e si esibisce in concerti cittadini. Non riesce a non pensare a quel suo amore perduto… Lui con la chitarra, lei con il piano. Sta con Ethan – un ballerino arrogante e figlio di papà – ma combatte ogni giorno contro il ricordo. Di quand’era felice? Sì. Di quando si sentiva amata? Anche. Di quando viveva un miracolo? Certo.

“Lui era fatto di note potenti e assoli di chitarra, io ero musica classica e tasti di pianoforte. Anche se eravamo apparentemente diversi, alla fine eravamo più in sintonia tra di noi che in mezzo agli altri. La musica ci aiutava a vedere oltre, a rifugiarci in un mondo tutto nostro”.

Nessuno dei due è più tornato a Rock Hill, città natale e culla del loro amore.

Lo faranno, insieme seppur senza saperlo, per il giorno del Ringraziamento.

“Non hanno alcuna importanza la distanza, le vite separate, le persone incontrate, le vicissitudini. Alcuni legami sono destinati a rimanere tali”.

Jamie e Devany, i protagonisti di “Dimmi come si fa” di Silvia Gaiart, sono come due metà di una sola mela. Come anime gemelle. Sono destinati a stare insieme perché ciò che li unisce è forte e bello e irrazionale insieme.

Ci si dimentica… Delle persone, delle cose, degli appuntamenti. Con il tempo, be’, è inevitabile. Penso sia una specie di meccanismo di sopravvivenza. Non posso averti? Che nessuno mi parli di te! Giammai! Prima o poi mi passerà. Sì, accade così quasi sempre. Quasi, appunto. Nel loro caso, la distanza acuisce la sofferenza. Rende più viva la mancanza. Non sentire nulla, non condividere più gli stessi luoghi né assaggiare l’uno le labbra dell’altro, ecco, li uccide. Lentamente. Come un tarlo che si immette dentro e scava e scava e scava fino a trovare il cuore.

Ed è il destino a unirli.

“Capita che ti innamori e quando succede è come se ti accadesse una rivoluzione dentro. Non c’è più niente di razionale. È piacevole persino quel nodo alla gola, quello sfarfallio insistente nel tuo stomaco e quel cocente ardore che sembra voler far esplodere il tuo cuore. Faresti qualsiasi cosa per avere anche solo un briciolo di tutto questo”.

Sarà facile? Nah. C’è tutto un pezzo di passato da rimettere al proprio posto. E da chiarire – checché se ne dica, bisogna chiudere una porta per poterne aprire un’altra.

Sarà bello? Sì, come il sole di una mattina di giugno quando tutto ti sembrava perduto e invece inizi a respirare di nuovo.

E noi potremo viaggiare con i protagonisti, con questo loro pazzo amore che tutto dà e tutto toglie ma che poi concede sempre una seconda occasione – quella che ci meritiamo un po’ tutti, dai.

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