Recensione: “INIZIÒ TUTTO D’ESTATE” di Emma Davies

Ce lo racconta Daniela Tess di come “INIZIÒ TUTTO D’ESTATE” di Emma Davies, edito Newton Compton

Consiglio questo romanzo per una lettura apparentemente leggera, delicata nello stile ma profonda nei contenuti; bello il messaggio che manda l’autrice: non bisogna mai perdere la speranza di inseguire i propri sogni ma, soprattutto, non bisogna mai avere la paura di mostrare chi si è davvero.

Sinossi

Dall’autrice del bestseller La piccola villa sulla collina
Il soprannome di Isobel è “regina dei ghiacci” perché ha un carattere solitario e difficilmente dà confidenza agli estranei. Questa estate ha deciso di isolarsi completamente dal mondo, rintanandosi in un cottage di campagna, lontano da tutti. Ha solo sei settimane per portare avanti il suo progetto segreto ed è importante che nessuno sappia dove si trova. Così sbarra la porta e chiude tutte le tende, decisa a rimanersene da sola con il suo violino. Ma Tom, il proprietario della casa che Isobel ha affittato, si sente istintivamente attratto dalla musica che proviene da lì dentro. Chi è la misteriosa nuova inquilina e perché si nasconde? La ragazza, infatti, sembra completamente indifferente alla bellezza delle colline circostanti e non pare intenzionata a uscire dal suo guscio. Ma non ha fatto i conti con la testardaggine di un affascinante giovanotto dagli occhi blu, che ha appena deciso che la sua missione personale è stanarla. Isobel riuscirà a trovare il coraggio di fidarsi?
La commedia perfetta per l’estate
Un cuore di ghiaccio è difficile da scalfire, ma quello di Isobel sembra quasi impossibile

«Un libro rinfrescante, in grado di tirare su il morale!»
«Una storia per cui vale la pena stare alzati fino a notte fonda.»
«Adoro i romanzi che sanno trasmettere l’amore di uno scrittore per un luogo.»

Titolo: Iniziò tutto d’estate

Autore: Emma Davis

Editore: Newton Compton

Data pubblicazione: 25 giugno

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

Isobel e Tom sono i protagonisti di questo bellissimo e, a tratti poetico, libro della Newton.

Appena ho letto la trama devo dire che sono rimasta subito colpita, intuendo complessità e sfumature caratteriali non immediatamente percepibili. Sono sempre molto intrigata da quei personaggi che bisogna scoprire pian piano nel corso delle storia, quelli che sembrano in un modo ma poi ci stupiscono in positivo, quelli che compiono un percorso di crescita significativo. Isobel è così. La conosciamo dapprincipio come una giovane donna bellissima, arrivata a Joy’s Acre dopo un periodo difficile per ricominciare, dedita solo alla musica e al suo violino. Affitta un cottage e pensa di starsene per conto proprio, occupandosi esclusivamente dei suoi progetti.

Ma il violino era un amante crudele, che da una parte offriva doni e dall’altra glieli strappava via. Aveva rinunciato a tutto per dedicarsi completamente alla musica, ma a quale prezzo?

Isobel si dedica completamente alla sua musica, suona e compone per ore ed ore, ricercando sempre la perfezione esecutiva.

«Quando suono, la mia esibizione è impeccabile, anzi di più… è perfetta, sempre, ma suono come un automa. Non c’è anima nella mia musica».

Il desiderio di tranquillità di Isobel si scontra presto con gli altri abitanti dei cottage di Joy’ Acre: Maggie e Seth, Trixie, ma soprattutto Tom. Questi amici appena conoscono Isobel la bollano come una “donna di ghiaccio”, a tratti scostante e poco comunicativa, eppure provano a stanarla e a farla integrare nella piccola, gioiosa e solidale comunità; anche Isobel all’inizio ha dei pregiudizi su Tom, biondo e aitante impagliatore di tetti, che lei vede, anche a causa di chiacchiere altrui, come bello, superficiale, un uomo che lavora quando può e che predilige cambiare spesso compagnia femminile al suo fianco. Ma Isobel e Tom, apparentemente diversi, sono in realtà molto simili: sono due musicisti, seppure in contesti molto diversi, ma soprattutto sono due anime ferite che cercando quello spirito affine che le accolga, le capisca, le comprenda. Tom è subito attratto dalla bella musicista; non solo dalla sua avvenenza ma dalla sua sensibilità e fragilità che emergono da quelle note suonate ossessivamente e sempre impeccabilmente su quel violino.

Non ricordava l’ultima volta che si era avvicinato tanto a una donna, senza ritrovarsela nel letto la mattina seguente. Isobel era diversa, o forse era cambiato lui, ma la consapevolezza di non desiderare altro che farla stare meglio segnava uno dei momenti più cruciali della sua vita, almeno fino ad allora.

La storia d’amore che nasce lentamente è bellissima e delicata. Tom, grazie ad Isobel, mostrerà un lato sensibile e profondo, la aiuterà ad uscire dal guscio, a farsi conoscere ed amare, ad esprimere finalmente se stessa, a superare antiche paure.

«Penso che tu, Isobel Hardcastle, abbia solo bisogno di vivere un po’ e vedrai che, quando ci riuscirai, quello che hai dentro, e che ha un bisogno disperato di essere raccontato, sgorgherà fuori così all’improvviso che non sarai capace di fermarlo».

Anche Isobel ascolterà le fragilità di Tom, lo comprenderà come nessun altro ha mai fatto, lo farà sentire più sicuro e maturo.

Tom aveva le braccia e il petto solidi, cosa che stranamente la colse di sorpresa, ma la sua mano, che le risalì la nuca per attirarla verso la sua spalla, era delicata e le sue dita le accarezzavano i capelli lucidi al rallentatore. Era una sensazione meravigliosa. E per la prima volta da quando aveva memoria, Isobel si concesse di rilassarsi, di arrendersi alla pressione di quelle braccia…

Insieme sbocceranno e affronteranno un percorso di crescita personale.

Tom sospirò piano. «E che male ci sarebbe? Ti hanno trattata in modo orribile in passato, Isobel, proprio le persone che avrebbero dovuto sostenerti, amarti e prendersi cura di te, ma non devi permettere a quell’esperienza di decidere che colore avrà la tua vita oggi. Puoi ancora essere chiunque tu voglia».

Ma proprio quando questo amore sta per decollare, i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta sia di Isobel che di Tom.

Fortunatamente, non saranno soli ma potranno contare sugli altri abitanti, ormai amici, del Joy’s Acre.

«Qualche tempo fa ho deciso che, siccome nessuno veniva a cercarmi, era giunto il momento di trovarmi da sola». Si morse il labbro. «E, a dire il vero, è un po’ come pulire i vetri delle finestre: se sono sporchi, non vedrai mai il bello che c’è oltre».

Mi è piaciuto molto questo romanzo dedicato alla coppia Tom/Isobel ma soprattutto al “Joy’s Acre” e ai suoi abitanti. I personaggi sono descritti magnificamente, vividi e affascinanti, l’autrice ci fa venire voglia di scoprire molto di più di ognuno di loro e si intuisce che ci saranno dei libri successivi. Lo stile è impeccabile; bello anche il finale dove ogni tassello va al proprio posto.

Non posso svelare altro per non guastarvi la sorpresa di leggerlo e di scoprire se Isobel e Tom troveranno il modo non solo di stare insieme ma anche di risolvere i nodi del passato, un passato che li ha profondamente segnati. Saranno davvero capaci di lasciarselo alle spalle?

Consiglio questo romanzo per una lettura apparentemente leggera, delicata nello stile ma profonda nei contenuti; bello il messaggio che manda l’autrice: non bisogna mai perdere la speranza di inseguire i propri sogni ma, soprattutto, non bisogna mai avere la paura di mostrare chi si è davvero. Solo rivelando la nostra vera essenza potremo instaurare rapporti altrettanto solidi ed autentici, veri, rischiando anche di trovare anime affini e di raggiungere l’ amore e la felicità.

«Preferisco che il tentativo fallisca, piuttosto che rinunciare per mancanza di coraggio».

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