Recensione: “UN AMORE IN SALDO” di Bernardo Sandri

Katy Policante, al solito, ci delizia con le sue bellissime recensioni. Bernardo Sandri sarà felice delle belle parole sperse per “UN AMORE IN SALDO”.

“L’indagine introspettiva di Bernardo è sempre presente: lui mescola sensi di colpa e accampa sacrosanti diritti alla felicità, si infiamma di passione e ammanta di dolcezza ogni senso, si innalza in piena ebbrezza e ricade pesantemente, rimproverandosi talvolta in modo spietato.”

Sinossi

E’ il seguito del romanzo autobiografico: IL BRIVIDO DI UN BACIO ma in realtà è una storia completamente nuova che inizia proprio dove termina il precedente, ma come questa è ricca di spunti di riflessione in cui gli errori dell’autore possono diventare soccorso per chi legge. La vicenda si svolge in un paesino della provincia di Pisa dove il personaggio principale è andato a vivere per incominciare una vita nuova e dove si innamorerà di una ragazza meravigliosa che però combatte con una dipendenza e il ricordo di un amore finito. Nel libro si può percepire la forza di volontà e la voglie di vivere che contraddistinguono il personaggio principale. Lettura molto interessante e istruttiva sia a livello empatico che emotivo.

Copia digitale gentilmente offerta dall’autore

Un amore in saldo è tecnicamente il seguito de Il brivido di un bacio perché racconta l’evoluzione delle vicende dal carattere autobiografico presentate nel primo romanzo. Quello che cambia è l’atteggiamento del protagonista, diverso, più maturo, anche se in costante lotta coi propri demoni. Troviamo in questo secondo romanzo un Bernardo che vuole chiudere con un certo passato, voltando pagina e cambiando vita: vive in una città diversa con un nuovo lavoro, abita da solo e frequenta una nuova cerchia di amici. Sulla sua strada dopo un po’ incontra Cristiana e tra loro l’attrazione, il magnetismo istintivo, scatta quasi subito, ponendo le basi per un nuovo rapporto nato sotto una stella del tutto diversa. L’aspetto fisico di Cristiana la distingue dalle altre ragazze per la folta chioma rossa, il piercing al naso e i tatuaggi vistosi sulle braccia, ma è proprio quel comune sentirsi fuori dal coro che fa avvicinare i due ragazzi. Il loro essersi sentiti giudicati per l’apparenza, anche se diversa, svela una sensibilità spiccata che li unisce. Tuttavia, entrambi hanno un passato che pesa sulle loro spalle e che sembra destinato a riscuotere ciclicamente il dovuto lasciando loro soltanto uno scampolo di felicità, giusto quella sorta di amore in saldo che decidono comunque di vivere.

Ho amato il modo di mettersi in gioco di Bernardo, la sua impulsività, che tanto gli era costata in passato, ma anche la sua totale dedizione. Non è facile darsi tutto, buttarsi in una storia anima e corpo senza fare errori, soprattutto di valutazione. Tutti siamo passati da grandi amori che ci hanno fatto mettere su un piedistallo una persona; dopo, quando la razionalità riprende il terreno perso per la sbornia dell’innamoramento, si vedono i problemi affiorare in modo distinto, le falle, le note stonate in quella che si pensava un’armonia perfetta.

L’indagine introspettiva di Bernardo è sempre presente: lui mescola sensi di colpa e accampa sacrosanti diritti alla felicità, si infiamma di passione e ammanta di dolcezza ogni senso, si innalza in piena ebbrezza e ricade pesantemente, rimproverandosi talvolta in modo spietato. Bernardo non vuole ricadere negli errori del passato e non vuole soprattutto ripetere i comportamenti sbagliati tenuti con le sue ex. In primis, come tutti, vuole essere amato e Cristiana lo fa, a modo suo, senza ammetterlo mai, senza dire quelle parole che lui brama così tanto. Il passato di entrambi, sotto diverse spoglie, la famiglia e il cerchio degli amici stretti riescono a intaccare quel bozzolo di apparente perfezione che i due si sono costruiti fino a insinuare il tarlo del dubbio, fino a far vedere loro le cose sotto una prospettiva diversa, crudele, ma forse più veritiera. La stessa che tutti noi vorremmo evitare, in fondo: chi ammette volentieri un fallimento o un errore “di valutazione” così grande? Nessuno, credo.

Le pecche per quanto riguarda l’editing e la struttura stessa dei dialoghi sono le stesse del primo romanzo, anche se maggiormente attenuate, ma il messaggio che si vuole trasmettere è altrettanto importante.

Bisogna portare rispetto per le sofferenze altrui di cui non possiamo sapere tutto, per il percorso che una persona può aver fatto prima di incrociarci senza giudicare. Soprattutto:

Se ci fermassimo a ragionare sul fatto che quella persona che abbiamo davanti è la stessa a cui in precedenza dicevamo “Ti amo”, il rispetto per questa dovrebbe suggerirci il comportamento neutrale da tenere, proprio per non ferire…”

Ecco, magari tutti gli uomini (e le donne) la pensassero così. Ho amato questo romanzo e sono stata travolta dalle pagine nell’ansia di vedere cosa sarebbe successo, anche se si percepiva fin dall’inizio che sarebbe stato un amore difficile: lei è molto ermetica e misteriosa, lui ha ceduto alla vecchia versione di se stesso un paio di volte in più, ecco. Leggendolo, rimane sempre la sensazione di essere entrata in punta di piedi nella vita di altre persone, di aver partecipato alle loro gioie come alle loro paure e ai loro tormenti. Un gusto dolce amaro che solo la vita vera può lasciare.

Un’ultima cosa: “Corri e fottitene dell’orgoglio, ne ha rovinati più lui che il petrolio” è una delle mie frasi preferite tra quelle contenute nelle canzoni di Vasco. Credo sia ancora scritta su un bel po’ dei testi universitari che usavo in quel lontano 1992.

Katy

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