Review Party: “UN DIAVOLO ARROGANTE” di R. S. Grey

Per A libro aperto, Federica Cabras partecipa al Review Party di R.S Grey. Un diavolo arrogante è edito da Always Publishing

Nel complesso, promosso a pieni voti. Bello, bello, bello. Certo è che, che se mi offrissero un lavoro in un ranch in questo preciso istante, io accetterei. Chissà perché.

Un diavolo arrogante di [R.S. Grey, Tiziana Pennato]

Sinossi

R.S. Grey è la vera regina della commedia romantica. Usa Today

A ventotto anni Meredith Avery, stella del jet set di Beverly Hills è sposata a un celebre produttore cinematografico, vive una vita da sogno, fatta di glamour e feste. Ma la realtà quotidiana del matrimonio di Meredith è molto lontana da una favola e così lei, da donna caparbia e determinata qual è, una notte decide che ne ha abbastanza del marito insensibile e offensivo e scappa via con solo gli abiti che ha addosso.
La sua destinazione? Cedar Creek, Texas, dove ad accoglierla ci sarà sua sorella maggiore. Nella sua impulsività, però Meredith non ha fatto bene i conti e ben presto scopre che Helen è in viaggio e la sua casa inagibile.
Jack McNight è la sua ultima speranza: il capo di sua sorella può offrirle un lavoro temporaneo al Ranch Blue Stone, e un tetto sulla testa. Peccato che si tratti di un cowboy burbero che si è già fatto una pessima opinione di lei ancor prima di conoscerla. Jack pensa che Meredith sia una principessa viziata di città in cerca di attenzione, giunta in Texas per fare un dispetto al marito e portare problemi nel suo ranch. Ebbene, ha sottovalutato la forza della disperazione di Meredith, che non si lascia scoraggiare dal dover pulire bagni per tutto il giorno, dormire in una catapecchia, o dar da mangiare a un golden retriever troppo espansivo.
Il problema di Meredith, in effetti, potrebbe essere un altro… Si sa, i diavoli sono maestri di tentazione, e per quanto lei vada d’accordo con Jack quanto l’olio con l’acqua, non può negare il suo fascino diabolico, la voglia di zittire le sue proteste con un bacio per farlo arrabbiare ancora di più. Con il passare delle settimane, quella che era cominciata come una battaglia si trasforma in una alleanza.

Una regina del jet Set catapultata nella dura vita di un ranch.
Un cowboy diabolico e arrogante determinato a liberarsi di lei.
Tutto il fascino e la magia del sud degli Stati Uniti in una commedia irresistibile.

Genere: Chick-Lit
Pagine: 320
Data di uscita: 2 luglio 2020
Prezzo cartaceo: € 13.90
Prezzo ebook: € 4.99
Traduzione: Tiziana Pennato

Meredith ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua vita sposata con un uomo ricco e potente. All’inizio era amore, il loro. Quando lei, fresca di college, ha incontrato Andrew, il mondo sembrava averle sorriso mostrando tutti i denti. Fidanzamento e matrimonio quasi lampo, bella casa, carte di credito, abiti costosi, yoga, golf, club e chi più ne ha, ne metta. La sua esistenza, sbattuta sui social a cadenza quotidiana, non poteva sembrare più perfetta. È questo che crede ancora oggi Helen, sua sorella per parte di padre, ed è questo che credono i suoi genitori. Sembrava non solo ricca da morire ma anche, be’, sì, innamorata. Felice. Appagata. Fortunata. Fortunata? La realtà è quella che appare su Facebook? I suoi sorrisi, quelli che si vedono nelle belle foto scattate in una Los Angeles da sogno, in mezzo a persona facoltose e con tra le mani sempre un cocktail, sono veri?

Che non tutto è come sembra lo si impara da soli forse prima dei quindici anni. Siamo così impegnati a mostrare il lato migliore di noi, sui social del bravo Mark, da dimenticarci che la vita reale non è racchiusa in un fotogramma, in una storia, in un like, in un commento. Meredith aveva una vita bellissima ma solo agli occhi degli altri. Incapace di chiedere aiuto per via del suo carattere forte e determinato, non si è mai resa conto di quanto la sua vita, attimo dopo attimo, stesse colando a picco.

Mai… Fino ad ora.

La vista si rischiara. Le nuvole – presenti solo nel suo cuore e non nello sterminato cielo che sovrasta LA – si spostano. E il sole della comprensione brilla.

“Non giudicare gli uomini dalla loro pura apparenza; perché la risata leggera che spumeggia sulle labbra spesso ammanta le profondità della tristezza, e lo sguardo serio può essere il sobrio velo che copre una pace divina e la gioia”: mai parole – del grandissimo Harry Chapin – furono più azzeccate per questo tema spinoso… quello del “sembro ma non sono” e del “leggimi dentro, le cose non sono come le vedi tu”.

Comunque, meglio tardi che mai. La ventottenne Meredith è in un negozio, in piena notte, e sta contando gli spicci per comprare qualche sciocchezza mentre solo poche ore prima avrebbe potuto staccare un assegno a chissà quanti zeri. Ha lasciato Andrew e l’ha fatto di punto in bianco, senza avere il tempo di ripensarci – le gabbie mentali spesso sono più difficili da abbattere di quelle fisiche – e portandosi dietro solo ciò che indossa. Null’altro.

Vestita con abiti firmati ma con in viso l’espressione triste e sconsolata di chi ha preso una decisione in fretta e furia, vuole solo riuscire ad arrivare indenne in Texas, da Helen. Poco importa che non si conoscano granché: Meredith sa che è una questione di vita o di morte. La sorella non potrà lavarsene le mani, no?

Ma c’è un problema: Helen non c’è. In vacanza. Addio. Bye bye. Per mesi, oltretutto. In una chiamata, le dice comunque di rivolgersi al suo capo, Jack, nel ranch Blue Stone. Forse, le dice, ha bisogno di aiuto. “Lo chiamo e gliene parlo”, le assicura. “Ti darà una mano”, altra promessa.

E allora, be’, alla ventottenne passata dalle stelle alle stalle – ma solo economicamente parlando, eh – non rimane che raggiungere quel ranch.

Nel frattempo, dalla città dell’amore, Helen chiama Jack. Nella storia, fa il suo ingresso questo fusto che non vediamo con i nostri occhi ma che possiamo immaginare – con la bava alla bocca, s’intende. Bello come il sole e altrettanto accecante, il trentacinquenne è capace di stimolare le nostre fantasie pur non essendo reale. Io l’ho immaginato, sin dalla prima scena, con un po’ di sudore in fronte che asciuga con la manica mentre si lecca un labbro, ma be’, io adoro gli uomini rudi. Quelli che si sporcano le mani e che indossano camicie a quadri da lavoro, che hanno le gambe grosse e i bicipiti belli pien… Va bene, adesso la smetto. Comunque, se non si fosse capito, Jack è un gran figo.

E no, non sa nemmeno cosa siano, le buone maniere.

Ma quanto sono sexy quando sono maleducati e a tratti un po’ rozzi?

Helen – parenti serpenti, io l’ho sempre detto – non dipinge un quadro di Meredith molto, ehm, carino. Convintissima che la sorella stia solo giocando a fare la mogliettina trascurata e viziata, dice a Jack che la bella ventottenne non durerà una settimana, lì, che il marito la ama e follemente pure e sarà immensamente preoccupato. Tornerà presto da lui, quando l’avrà fatto tribolare: questa l’amara sentenza.

E Jack – che mai e poi mai avrebbe potuto fare lo psicologo – le crede. Simpatizza, pur non conoscendolo, per il pover Andrew dal cuore spezzato e odia sin da subito, prima ancora di conoscerla, Meredith.

Le cattive impressioni a pelle – o, peggio, per sentito dire – sono come le erbacce: se non le estirpi subito, proliferano e nel tuo giardino non ci sarà più nessun fiore bello, nessuna pianta rigogliosa e verde. Solo erba. Cattiva, per giunta, come ho già detto.

Eccolo, questo è l’incipit di una storia che a me è piaciuta tantissimo. L’autrice, particolarmente brava a creare atmosfera, dota i due personaggi principali di caratteristiche molto nette e definite. Infarcisce la storia di dettagli che non sono mai banali o di troppo: ci fanno credere, ‘sti dettagli, insomma, di capire tutto di loro. Veniamo trasportati in un turbine di emozioni e nulla – nulla! – è come sembra. Tutto nasconde qualcos’altro. Tutto è complesso, come solo le vite degli esseri umani sanno essere.

Meredith lavora sodo, è una bella persona, fa amicizia con tutti, ma Jack è accecato da quella che è una falsa idea. Ci vorrà del tempo perché i nodi vengano al pettine e sarà magico e doloroso insieme, proprio come i percorsi di vita reali.

Menzione d’onore alla nonna di Jack, Edith. L’ho amata follemente. Lei che tira fuori il fucile quando qualcuno le dà noia, lei che parla per metafore, lei che è dura e morbida al tempo stesso, lei che fa yoga, lei che si affeziona a Meredith sin da subito perché legge nel suo animo… ecco, lei è un personaggio che, secondo me, sta a pennello nella storia.

Con una grande ironia – i battibecchi tra i due protagonisti sono vivaci e arguti e fanno piegare dalle risate –, l’autrice rende bene l’idea di due persone che si odiano ma che si attraggono.

Della serie… Ma che persona tremenda e irritante sei? Smettila di guardarmi in cagnesco e di maltrattarmi e di farmi vedere il tuo corpo, il tuo bellissimo corpo, il tuo corpo da sballo, ommmmioddddio sento il tuo profumo, ho le palpitazioni, qualcuno mi dia un ansiolitico. O qualcosa del genere.

Nel complesso, promosso a pieni voti. Bello, bello, bello. Certo è che, che se mi offrissero un lavoro in un ranch in questo preciso istante, io accetterei. Chissà perché.

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