Segnalazione: “IL TRAMONTO DI VENERE” e “IL PALAZZO” di Barbara Bottalico

IL TRAMONTO DI VENERE

Il tramonto di Venere di [Barbara Bottalico]

SINOSSI

Da anni infuria una guerra fratricida tra il pianeta Terra e Venere. Clara e Matteo, giovanissimi terrestri, si sono arruolati perché credevano in un sogno di giustizia e fratellanza. Sogno che presto diventerà un incubo: le gravi ferite riportate in battaglia costringeranno entrambi all’impianto di numerosi organi artificiali. In un mondo in cui il confine tra umano e macchina si fa sempre più labile, Clara e Matteo finiranno per mettere in discussione la loro stessa natura. Da Barbara Bottalico, già autrice de Il palazzo, una novelette che affronta in chiave young-adult quesiti morali e filosofici: identità, memoria, integrazione, accettazione di sé e dell’Altro.

Breve estratto


Della guerra su Venere, Clara Corsini avrebbe saputo ricostruire esattamente tutte le sensazioni provate. La guerra è un tripudio di sensi: il rumore, quello delle bombe, il cigolio dei bio-robot quando un arto meccanico non funziona bene. Puzza. Di sangue vero e sintetico. Di olio di motore. L’aria di Venere, quell’aria strana, per via dell’ozono artificiale che circondava il pianeta. Tatto. Ricordava esattamente la consistenza del fucile tra le mani, la divisa ruvida contro la pelle.
Dolore: quello dei proiettili che perforavano la divisa. Voci: gli ordini del generale Talieri. Avrebbe saputo ricostruire tutto semplicemente unendo i puntini, ma in quel momento non ne era capace, e immagini confuse si aggiravano nella sua testa.
Della vista ricordava ben poco. Solo gli infiniti tramonti del pianeta, la sua perenne primavera. In quel momento, attaccata a un respiratore, la sua mente elaborava, nonostante il suo corpo fosse ancora in stasi, costretto al riposo. Anima. Dio. Ma anima e Dio sono concetti. Un computer è come un corpo, è fisico. Lo puoi toccare. Ha una telecamera per occhi. Uno schermo per viso. Un microfono per orecchie, delle casse come voce. Una memoria immagazzinata nell’hard disk. Anima. Può l’anima rimanere incastrata in un corpo più meccanico che umano? Non potrebbe semplicemente volare via e lasciare il fantasma di ciò che era? Una serie di dati immagazzinati in una memoria interna. Se ricostruissi tutti i collegamenti neuronali in un computer, sarei sempre io? Posso farmi domande del genere? No. Io sono solo un soldato. Eseguo gli ordini.”

IL PALAZZO

Il palazzo (Futuro Presente) di [Barbara Bottalico]

SINOSSI

Un futuro lontano. Una Terra vuota e sottopopolata. Un palazzo fortezza. Un mondo chiuso, scandito da orologi inutili e finzioni virtuali. La giovane artista Irene sente che una vita diversa è possibile, e che fuori c’è qualcosa di vivo, un’esistenza possibile al di là dei pericoli sbandierati dal sistema repressivo nel quale lei e tutti sono cresciuti. E un evento traumatico e inaspettato la porterà a scoprirlo. 

Estratto


Irene sapeva che era un luogo comunque piccolo, ma lei era vissuta lì per tutta la vita, come le cinquecento famiglie che lo abitavano, e non aveva ben presenti altri termini di paragone. Poteva solo guardare, notare, percepire l’esistente.

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