Recensione: “SEI SOSPETTI PER UN DELITTO” di Raffaele Malavasi

Un’altra impeccabile recensione per Katy Policante, grazie anche alla levatura dei romanzi Newton Compton. “SEI SOSPETTI PER UN DELITTO” è ambientato a Genova, la città dell’autore Raffaele Malavasi. Motivo in più per ritrovarvi tra i vicoli della città ligure, se ci siete stati da turisti o giocate in casa. Cosa aggiungere? Buona lettura!

Sinossi

Un grande thriller
Dal geniale autore di Tre cadaveri e Due brutali delitti

Mentre la folla defluisce dal salone nautico di Genova, un fuoristrada invade il sottopassaggio pedonale di accesso al polo fieristico e investe decine di persone. Quando cessa la sua corsa, due uomini escono dall’abitacolo e, armati di coltelli, lasciano dietro di sé una scia di morte. A fine giornata si contano sette vittime e ventotto feriti. Tra questi un poliziotto, casualmente presente durante l’azione terroristica, colpito mentre tentava di salvare due bambini. Si tratta di Riccardo Giustini, il collaboratore più alto in grado nella squadra coordinata dall’ispettore Gabriele Manzi. Sono passati due mesi dalla tragedia, quando alla squadra di Manzi viene segnalata la sparizione di Nino Barbieri, un giovane convertito all’Islam che in passato è stato indagato per il suo coinvolgimento nella causa fondamentalista. L’ispettore Manzi avrà ancora bisogno dell’aiuto dell’ex poliziotto Goffredo-Red Spada e della giornalista Orietta Costa per ritrovare Nino, prima che una nuova ondata di terrore si abbatta su Genova.

Titolo: Sei sospetti per un delitto

Autore: Raffaele Malavasi

Editore: Newton Compton

Data pubblicazione: 9 luglio

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

È il primo romanzo di quest’autore che leggo e devo annoverarlo tra le scoperte più interessanti di questo periodo. Il genere mi attrae da sempre e l’ambientazione italiana è, ai miei occhi, un elemento arricchente del romanzo stesso. La città di Genova appare qui in tutta la sua fierezza, con i suoi vicoli, i suoi profumi e la sua lingua meravigliosa. Ho apprezzato la contaminazione che spesso appare nei dialoghi tra la lingua italiana e le espressioni dialettali. I dialetti italiani rimangono espressione altissima della cultura di una regione (o di una città) e, come tali, vanno conservati. L’anima della città, sempre un po’ caotica e ramificata in un dedalo di vie e vite, rispecchia l’inizio del romanzo.

L’autore, infatti, sceglie di presentare i vari protagonisti dedicando a ciascuno di loro un capitolo, lasciando il lettore un po’ spaesato almeno finché non si riesce a creare dei collegamenti fra uno e l’altro dei personaggi. Ho colto e ammirato anche la grande abilità di Malavasi di riprendere una delle ultime parole di un capitolo nell’inizio di quello successivo creando una continuità visiva o di assonanza.

Dopo aver descritto un attentato terroristico, che sta alla base delle vicende raccontate nel romanzo, l’autore presenta poi le indagini inerenti alla presunta cellula jihadista che lo avrebbe ideato. Gli eventi sembrano prendere fin da subito una certa direzione: ogni particolare sembra combaciare con la versione della DIGOS in modo fin troppo semplice e scontato, nonostante qualche sussulto causato da scene ad alta tensione. Tuttavia, si ha la percezione che qualcosa non torni, che la verità con la V maiuscola sia ben altra rispetto a quella propinata, che l’apparenza nasconda una realtà diversa, magari scomoda. Mano a mano che i veli cadono sotto i colpi delle intuizioni dei diversi protagonisti che riescono a agire con sinergia, aumenta l’incredulità, l’ipocrisia del pensiero che spesso si adagia sulla versione più semplice della realtà. Il finale presenta un vero e proprio colpo di scena magistralmente orchestrato.

I protagonisti principali, l’ispettore Manzi, l’ex poliziotto Spada e la giornalista Costa, sono così ben delineati che conglobano nel loro raggio d’azione tutti gli altri personaggi minori fino a far combaciare ogni dettaglio delle indagini. Lo stile è incalzante, in un crescendo di tensione e sospetto che mozza il fiato e fa scorrere una pagina dopo l’altra. Si ha la sensazione di correre tra le strade e i vicoli della città, con l’istinto di guardarsi alle spalle e sospettare di ogni zona d’ombra, come se vi si potesse nascondere qualcuno o qualcosa, di sentire l’aria salmastra imperlarsi in minuscole goccioline sulla fronte per poi scoprire che spesso il male è banale e ha modi rassicuranti e amichevoli.

Una lettura consigliata, magari da fare sotto l’ombrellone in pieno relax.

Katy

A proposito dell’autore…

Raffaele Malavasi

Raffaele Malavasi

È nato a Genova ed esercita la libera professione. Da sempre accanito lettore, ha una passione per i gialli. La Newton Compton ha pubblicato con successo Tre cadaveri Due brutali delitti, con protagonista l’ex poliziotto Goffredo Spada.

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