Recensione in anteprima: “QUATTRO ZAMPE DUE ALI UN CUORE” di Alessia Francone, Arcadia Jones, Elisa Mura, Laura Pacchioni, Monia Scott

La bellissima recensione di Simona La Corte e le mie piccole testimonianze, con i consigli giusti. Primo tra tutti, la lettura di “QUATTRO ZAMPE DUE ALI UN CUORE” di Alessia Francone, Arcadia Jones, Elisa Mura, Laura Pacchioni, Monia Scott.

Sinossi

Un libro che parla d’amore e di amicizia, l’amicizia che a volte si crea tra un essere umano e un animale; quel legame magico, capace di trasformare il nostro animo e renderci migliori.

Cinque autrici italiane, cinque racconti pieni di sentimento e d’avventura, le cui ambientazioni si estendono dalla Grecia classica fino a un futuro prossimo in Nord America passando attraverso un fantastico mondo medievale cavalleresco, la Francia dell’età napoleonica e l’Italia odierna.
Il filo conduttore che lega questi racconti è l’amicizia con gli animali, e infatti le scrittrici hanno voluto compiere un gesto tangibile di aiuto verso gli amici a quattro zampe donando i proventi del libro all’associazione “Rubens – La relazione che cura”, che fornisce terapie con l’ausilio di animali, soprattutto cavalli.

Quattro zampe, due ali, un cuore: perché l’amore non si divide, si moltiplica.

Mettetevi comodi e tenete accanto il vostro amico a quattro zampe, poi iniziate a sfogliare questa raccolta e provate a immedesimarvi in ognuna di queste cinque storie scritte da altrettante autrici che, malgrado siano nate dalla loro fantasia, si incentrano sulla forza e sui benefici che gli animali infondono nell’uomo.

Un animale non è soltanto un essere di cui prendersi cura, ma è anche una compagnia per sconfiggere la solitudine. Lo sanno bene Samuel e Clarice, i due giovani protagonisti del racconto a quattro mani di Elisa Mura e Laura Pacchioni, che scoprono il valore dell’amicizia grazie alle cure che offrono al cavallo Aaron. E restando ancora nell’ambito dell’ippica, in quello di Monia Scott i cavalli sono il mezzo da cui Lilyth trae conforto per superare la morte dei genitori.

Un animale può essere anche un compagno di lotta, come ci racconta Alessia Francone nel suo fantasy; oppure un messaggero, come Mariadus, la civetta protagonista della novella di Elisa Mura, una sorprendente storia che si tinge di sfumature gotiche. Infine, Arcadia Jones affronta un altro tema molto importante: quello della libertà.

“Lei a occhi chiusi sognava una vita avventurosa al di fuori di quella piccola cittadina affacciata sul mare, una vita di libertà come quella di un uccello.”

La sua protagonista, Eirene, cieca dalla nascita, è una reietta, rifiutata persino dalla madre. Ma lei possiede una vista speciale, quella del cuore, che le permette di sperimentare esperienze sensoriali nuove… e di scoprire l’amore. Un amore puro e completo.

“Erano stati come quelle cose che si rompono e vengono rimesse insieme a caso.”

Si tratta di racconti brevi che non richiedono più di un’ora di lettura, eppure trasmettono tante emozioni: dalla speranza al coraggio, dal desiderio di libertà alla voglia di non arrendersi mai. Emozioni che tutti noi sperimentiamo quotidianamente.

Lo scopo delle autrici è sensibilizzare le persone che li leggeranno sull’importanza di adottare un animale e prendersene cura, di donargli lo stesso amore incondizionato che loro offrono a noi e di permettere agli amici pelosetti di conquistare un posto nelle nostre case… e nei nostri cuori.


Eccomi qui, a metter becco, espressione che calza a pennello. Non aspettatevi una recensione, Simona è stata al solito bravissima, esaustiva, precisa. Io vi parlerò con il cuore in mano di loro, dei nostri amici che ci viene sempre da dire a 4 zampe, ma non è così, ognuno saprà darvi qualcosa. La mia esperienza inizia con Camel – non come le sigarette, la storia è lunga e diventerebbe un romanzo – un canarino che si era accostato a babbo mentre lavorava su di un tetto. Non lo ha mai abbandonato per tutto il tempo, e mio padre non ha lasciato lui. Non so se sia stata la scelta giusta chiuderlo in una gabbia, ma io ero felice… e lo è stato anche Camel quando gli ho portato compagnia. Dopo un po’ di tempo è nato un batuffolo bianco…

Poi ho avuto Rocky, non era mio, ma lui sentiva me come padrona. Mi ha difesa, ha tirato fuori i denti quando tre sconosciuti hanno fermato un furgone per importunarmi. La vita ci ha divisi, mi sono dovuta allontanarmi da lui, che ha capito ma non ha accettato; ha abbassato gli occhi e si è girato, offeso. Anni dopo se ne è andato, quando eravamo troppo lontani, ma sarà sempre con me. Ci siamo amati e la voragine che ha lasciato – nonostante il suo animo ribelle e randagio – mi ha spinto a cercare Prince. Lui ha lavorato per tanto tempo con me, e ora che non può più venire in negozio – per problemi logistici e organizzativi – le persone che entrano solo per fare una carezza al cane o per portargli un biscotto, escono delusi sapendo che sta al fresco sul divano di casa… con il gatto. Li vedo e capisco che le differenze le facciamo solo noi umani, loro no. Ci insegnano ad amare quando li osservi giocare e il gatto ritira le unghie e lui (50 kg) muove con leggiadria le zampe come un chiwawa. Sapete, la mia amica Monica ha un negozio vicino al mio, e con lei oltre a Oddo ogni mattina apriva la serranda Oscar. Chi era? (si purtroppo non c’è più!) Un barbagianni. Un adorabile barbagianni. Entravi nel suo negozio a fare la fototessera, a scegliere il servizio giusto e lui guardava dal piedistallo. Tu lo osservavi: “ma è finto?”. Di una bellezza strabiliante, disposto a fare “testa testa” con la sua padroncina per dimostrarle che le voleva bene…

Vi potrei fare mille esempi, ultimo quando mio padre è stato dimesso dopo il brutto intervento al cuore. “Signor Medici, lei ha un animale domestico vero?” “Si si mia figlia ce l’ha”. “Non è la stessa cosa, deve stare sempre con lei, si deve rilassare”.

Cosa aggiungere, ognuno può trasmettere le proprie esperienze, ma quando poi come terapia ti viene consigliato un esserino peloso, un pennuto… capisci che gli animali sono andati oltre la scienza, la medicina. Hanno vinto loro, anche su quel bastardo che per andare in ferie lo abbandona.

Lasciatevi cullare da questa lettura, e fermatevi ad Aaron. Lì ho perso l’ultima lacrima pensando alla mia amicizia con il babbo di Varenne (non sono matta, proprio lui!) Gli occhi più belli e la smusata più dolce prima di andare a lavoro, per diverso tempo, troppi anni fa…

Ci sono tanti modi per rendere felice il prossimo, iniziando con una buona azione. Acquistando questa raccolta per esempio, per poi passare al canile o al gattile del vostro comune. Iniziate dalle cose semplici, vi assicuro che imparerete ad amare in un modo diverso, speciale e completo. Complimenti alle autrici, tutte veramente brave… con i loro amici indimenticabili! Correte da loro – QUATTRO ZAMPE DUE ALI UN CUORE – vi lascio il link!

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