Recensione: “GET EVEN. SE PUOI, VENDICATI” di Gretchen McNeil

“Sicuramente una delle letture più interessanti del panorama odierno.” Parole importanti quelle della nostra Federica Cabras per “GET EVEN. SE PUOI, VENDICATI” di Gretchen McNeil, edito Dea Planeta. Vi consiglio di leggere tutta la recensione.

Sinossi

Quattro ragazze, quattro mondo diversi, un solo obiettivo comune: la vendetta. Ora una nuova serie su Netflix.

Menlo Park, California. Alla Bishop DuMaine, uno dei più prestigiosi licei privati della costa, l’apparenza è tutto. Prati curati, squadre sportive sempre in classifica, corsi d’eccellenza, studenti straordinari. Ma il liceo, in realtà, è molto diverso da ciò che sembra: le disuguaglianze sociali sono l’anima della scuola. I più posh spadroneggiano, sfruttando ogni occasione per umiliare gli altri, rendendo la scuola un inferno dorato. Arrabbiarsi però non serve a niente, Kitty l’ha imparato a sue spese. Ma se non puoi reagire, non significa che tu abbia perso… Per questo Kitty, sostenuta dalle tre ragazze più insospettabili della scuola, decide di trascorrere l’anno pareggiando i conti. Insieme, le quattro scelgono il bersaglio, ideano un piano, lo mettono in atto. Meticolosamente e perfettamente, fanno vedere ai carnefici cosa significa essere vittime. Obiettivo: l’umiliazione pubblica. Stare al liceo non è mai stato tanto appagante per Kitty, almeno fino al giorno in cui la vittima prescelta non viene trovata nella sua camera da letto, morta. Non c’è dubbio, questo è l’inizio di una nuova vendetta… solo che, stavolta, è la vendetta di qualcun altro.

Titolo: GET EVEN. SE PUOI, VENDICATI

Autore: Gretchen McNeil

Editore: Dea Planeta

Data di uscita: 21 luglio 2020

Pagine: 336 

Prezzo: 15,90 €

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

Siamo nella soleggiata California, in uno dei licei più esclusivi della zona: la Bishop DuMaine sforna studenti perfetti. Menti brillanti, corsi d’eccellenza, lezioni continue, attività extracurriculari. Be’, tutto va a gonfie vele nella scuola diretta dal buon (ma anche no) Padre Uberti.

Ma l’adolescenza è un periodo subdolo, si sa, e il liceo può essere il Paradiso di alcuni e l’Inferno di altri. I soprusi non si contano più e la vita da teenager è sempre e comunque e inesorabilmente (quasi avere quell’età possa diventare una maledizione) una sorta di lotta maligna alla sopravvivenza, quasi fosse una regola generale – e non solo nel mondo degli animali – che i più deboli debbano soccombere. E tanti saluti.

Questa pazza lotta al continuare a vivere nonostante tutto, nonostante le prese in giro e i maltrattamenti, nonostante le stranezze e le cattiverie, l’hanno metabolizzata – non benissimo di certo – a proprie spese molti studenti brillanti ma considerati (e l’aspetto fisico è sempre messo come primo elemento di considerazione) meno popolari, sì, insomma, quelli considerati gli sfigati di turno.

Quattro persone, però, stanche morte di quel che avviene nella scuola – alcune con un passato di bullismo e sofferenze altre con alcuni scheletri nel cassetto –, decidono di agire per il bene della collettività. È interessante scoprire le dinamiche di un gruppo che, insospettabile e costituito da sole ragazze, punisce i malvagi.

Olivia, Bree, Margot e Kitty – quest’ultima a capo della gang segreta – non sono amiche e non le si vede insieme durante la pausa pranzo. Non si parlano granché in pubblico. Fanno finta di conoscersi, sì, solo in modo sommario. E invece, con una cadenza più o meno regolare, si incontrano in posti chiusi, abbandonati o introvabili e decidono chi necessita di una raddrizzata.

Non sono fesserie, cose da nulla: la DMG – don’t get mad (get even) – trova modi sempre molto tecnologici per rendere esemplari le punizioni. Ognuna delle quattro è brava in qualcosa: tra geni del computer, leader perfette, scassinatrici provette e chi più ne ha, ne metta, riescono sempre a dare un alone di mistero alle loro azioni e a far spalancare la bocca dei compagni in un “wow” sorpreso. Di fatto, da un anno e mezzo agiscono indisturbate, nonostante sia stato costituito un gruppo di individui per beccarle – i ‘Maine Men.

Punire i bulli, farla pagare a chi gioca con i più deboli, con gli indifesi.

A chi prende in giro il prossimo e a chi lo picchia, lasciando segni sul corpo e sull’anima. A chi è maleducato con persone gentili. A chi non si cura dei sentimenti di chi ha davanti, spazzando via la felicità con una frase maligna o con un gesto cattivo.

Chi di noi non l’ha sognato? Chi di noi, durante l’adolescenza, non avrebbe tanto desiderato che si pagasse per le proprie azioni cattive azioni? Beh, quelli che stavano dall’altra parte, i bulli. Gli altri non potevano che pensare che sarebbe stato ottimo se la giustizia si fosse palesata, in un modo o nell’altro, schiacciando i colpevoli.

Le quattro, brave a scuola e generalmente benviste dai professori, come dicevo, sono insospettabili. Si tende sempre, quando avvengono piccoli fatti di criminalità – sebbene in questi casi giustificati –, a concentrarsi più sui maschi, a pensare che solo loro siano capaci di fare determinate cose, e invece ci si sbaglia: in questo caso la vendetta è tinta di rosa… Rosa scuro, per l’esattezza, e puntellato di nero per giunta.

Ma quando iniziano i problemi? Beh, quando il gruppo dirige la sua attenzione a un ragazzo, Ronny, colpevole di un gesto tremendo. Ma, il giorno esatto che il gruppo si sta per muovere, accade l’irreparabile: Ronny viene ucciso.

Le quattro della DGM sono sconvolte. Non sanno quale di queste due ovvietà provochi più turbamento: una di loro potrebbe essere coinvolta e comunque un assassino è a piede libero. Oltretutto, nella scena del crimine c’è un foglio con la loro firma.

Quindi, nessuno sa da chi è costituita la DGM ma i suoi membri risultano comunque essere tra i sospettati di nientepopodimeno che un omicidio. Insomma, si mette male per Kitty, Bree, Margot e Olivia.

Sulla scia di Riverdale e Elité – serie Netflix –, questo libro è uno young adult molto ben scritto e contestualizzato, dove la morte si insinua in mezzo a un gruppo di adolescenti sconvolgendo le loro dinamiche. Ci sono, appunto, le scuole superiori con la loro doppia faccia. Ci sono tradimenti e avvicinamenti tra amici – si sa, in questo periodo della vita le persone si amano e poi si odiano per poi amarsi di nuovo e in modo totale – e tra fidanzati. Ci sono segreti da custodire sul cuore, pena il litigio con le persone che si amano. Ci sono i gruppetti di amici mai aperti ad altri. Ci sono vecchie storie da dimenticare. Ci sono spettacoli di teatro, partite di pallavolo, corse e altre attività legate alla prestigiosità della Bishop DuMaine. Ci sono professori che non si comportano come dovrebbero. Ci sono ragazzi la cui identità sembra segreta.

E ci sono verità scomode da dire e ancor più scomode da sentire ma che vengono lo stesso portate alla luce. 

Sicuramente una delle letture più interessanti del panorama odierno.

E la vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo.

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