Review Party: “GUAI A ORE NOVE” di Federica Cabras

A libro aperto partecipa al Review Party di GUAI A ORE NOVE di Federica Cabras, edito Literary Romance. Perché A libro aperto… perché è una recensioni a più voci, a voi scoprirlo.

Sinossi

Profumo d’inchiostro, di scoop e di guai, nella vita della giornalista Virginia Carta. Vorrebbe essere una brava cronista, ma non riesce a combinarne una giusta. E in amore? Be’, va abbastanza male. Virginia ha quasi 33 anni, e lavora presso un giornale online come redattrice. Convive con il fidanzato – seppur tra alti e bassi – ha amiche che la amano e una rumorosa famiglia che l’ha sempre sostenuta. Ma le cose cambiano, si cresce, e bisogna affrontare gli ostacoli della vita, come quell’arrogante di Leonardo Ruinas, suo acerrimo e affascinante nemico nonché collega, sempre pronto a stuzzicarla, sempre sul pezzo per farle la guerra. A un tratto, però, tutto va a rotoli: l’amore, il lavoro, nuove coinquiline insopportabili… Quello che Virginia non sa è che, spesso, la determinazione e la sincerità sono la chiave del successo – anche se un po’ di fortuna non guasta mai.

Titolo: Guai a ore 9

Autore: Federica Cabras

Editore: Pub Me

Collana Editoriale: Literary Romance

Genere: romance ironico contemporaneo

eBook KINDLE – offerta lancio € 1,99 

Cartaceo pag. 295 € 14,90

Data di uscita: 13/07/20

Copia digitale gentilmente offerta dalla CE

Vi presento il Review Party di “Guai a ore Nove” di Federica Cabras: una versione particolare, non difficile da intuire già da questa premessa. Mi sono munita di marca da bollo😉 e ho fatto richiesta ufficialmente per questa recensione “corale”. Beh, devo ammettere che a influenzarmi e incalzarmi in questa “decisione” è stata Virginia Carta, un piccolo disastro con i piedi molto per terra (ma quanto mi assomiglia!), che si circonda di amiche vere… e io ho voluto far la stessa cosa, stringendomi alle mie Monelle, in un abbraccio virtuale da regalare alla nostra Federica Cabras, per questa nuova avventura.

VI presentiamo GUAI A ORE NOVE

“Virginia Carta, anni 32 – quasi 33 – professione giornalista combinaguai.”

Bastano poche e sintetiche parole per descrivere la protagonista di questo sorprendente ed esilarante romanzo di Federica Cabras.
Virginia è una ragazza che non ne combina una giusta e in quanto all’amore non è tanto fortunata. Lei e Giorgio chiudono la loro relazione dopo tre anni, anni in cui la giovane era sicura di aver trovato l’uomo perfetto… Ma la vita riserva sempre delle sorprese – a volte non proprio piacevoli! – e Virginia, che vede crollare i suoi sogni romantici come castelli di sabbia, crede di non essere destinata all’amore vero, a quel “Happy End” raccontato nei libri o nei film. Nonostante ciò, lei non smette di essere una sognatrice.

“Oh, che bello essere innamorati! La certezza di completarsi, sempre e comunque. La magia degli sguardi. Il dolce far pace senza vestiti. Le litigate che hanno il sapore agrodolce della serenità che arriverà presto ma non subito. I malumori che si trasformano in buonumori quando l’altro ci abbraccia. La voglia, sfrenata, di essere il centro dell’universo dell’altro.”

Virginia ha un animo gentile, è sincera, ama senza riserve e dona il suo affetto incondizionato agli amici, che ricambiano allo stesso modo.

“Il cuore fa meno male quando si hanno accanto persone che ti fanno ridere.”

Perché non si può non voler bene a una ragazza come lei! Persino io l’ho amata per tutto il romanzo, ridendo delle sue battute, delle sue gaffe, dei guai in cui si caccia… E ho apprezzato il suo spirito battagliero, così come non è passato inosservato al suo collega Leonardo Ruinas (Nardi per gli amici), altro personaggio chiave della storia.
Lui e Virginia sono in competizione per il posto di lavoro, ma tra scontri verbali e qualche drink di troppo, entrambi avvertono qualcosa smuoversi nel loro cuore e per la nostra protagonista potrebbe essere il momento di scrivere da sola il proprio “lieto fine”.

“Ci sono treni che puoi perdere tranquillamente. Prima o poi, ripassano uguali. O ripassano diversi e migliori […] E poi ci sono treni che, se li perdi, rimani per sempre con il sapore dolce e amaro al tempo stesso del rimorso.“

Riuscirà la nostra Virginia a realizzare i suoi sogni? Ma soprattutto, saprà gestire i propri sentimenti, se di mezzo c’è anche la sua carriera di giornalista?
Non voglio dilungarmi troppo, però non posso negare che continuerei ancora a discutere di questo romanzo. C’è molto da scoprire, tanti personaggi da conoscere e, una volta giunti all’ultima pagina, vorrete averne di più, fidatevi.
Vi esorto dunque a leggerlo e a farvi gli addominali a furia di ridere, ma anche a mettere la mano sul petto per trattenere i battiti del cuore nei momenti più romantici.

Io sono cuore prima che testa.

Quanto è complicata la vita! Bella e imprevedibile, sì, ma spesso nell’impervio cammino è difficile capire che cosa passi per la testa di chi ci circonda, anche nella nostra, soprattutto in amore, l’emozione più incoerente che esista.

Un sentimento sta davvero finendo oppure è solo un allontanamento recuperabile? Nel momento in cui Virginia e Giorgio si lasciano, è convinta che ormai la sua storia con lui sia ormai oltre il capolinea; ecco perché torna a vivere a casa dell’amica Susanna,  insieme a Palla – il suo inseparabile cagnolino che scambia per toilette anche i più pregiati foulard – sebbene costretta a convivere pure con una terza coinquilina che pare incarnare l’antipatia in ogni sua forma. 

Virginia, ragazza disordinata e dalla personalità  dolcissima, deve lottare non solo nel suo nido, ma anche sul posto di lavoro. È una vivace giornalista sempre a caccia di notizie succulente in una cittadina piuttosto tranquilla – un incidente, una baruffa, uno scandalo sono sempre ben accetti – da proporre al suo capo, la soldatessa d’acciaio Virginia (omonima ma di carattere opposto), lottando a colpi di tastiera col rivale Leonardo, un tipo sveglio con cui spesso intraprende dialoghi ricchi di frecciatine e di disprezzo. La loro rivalità rischia di ingigantirsi, quando il grande capo della redazione annuncia di voler tenere solo il migliore dei due. Che la guerra scoppi, dunque. Nel frattempo però Lla nostra Virgi inizia a dubitare delle sue scelte, tormentata probabilmente dalla nostalgia per un amore che forse non era del tutto svanito.

Ho imparato una cosa importante da me stessa: posso fare qualunque cosa, posso essere chi voglio. Io sono la prova lampante che il vecchio detto “le persone non cambiano” è una cazzata. Sì che lo fanno, e anche egregiamente.

Il bel romanzo di Federica contiene valori forti e li mostra usando ironia e freschezza, tra i quali la rincorsa dei propri sogni e non quelli inculcati dai genitori, percorrendo la via più semplice; una spiccata solidarietà femminile, sia sul posto di lavoro che al di fuori, – un valore che manca spesso ed è un peccato ribadire sempre che non esista – e infine la ricerca di un amore completo.

Vi trovate situazioni che fanno piegare dal ridere, altre che richiedono almeno una lacrimuccia. Virginia mi è piaciuta moltissimo, è caratterizzata nel migliore dei modi ed è semplice immedesimarsi nelle sue sensazioni: è simpatica, dolce, soprattutto  mai superficiale nelle sue idee e nel rapporto con gli altri, non si preoccupa molto di come appare ma di quanto può dare a chi le sta intorno, nonostante sia una combina guai cronica e sbagli persino i numeri civici. 

Leonardo, altra faccia della medaglia, è anche lui un personaggio determinato, avvenente, che si mostra apposta irritante ma poi non lo è veramente, anzi è da ammirare per come si è impuntato nelle proprie decisioni e ha fatto bene. 

Che aspettate ancora, correte a leggerlo, non ve ne pentirete. Io comunque lo ammetto: voglio anch’io un Palla!

Virginia è la nostrana versione di Bridget Jones: una ragazza in gamba, carina, ma assolutamente disastrosa da ogni punto di vista. Ogni cosa che tocca cade o si rompe, non azzecca un abbinamento di colori e ha poco stile nello scegliersi i vestiti (il pigiamone a giraffa era adorabile anche solo da immaginare!), fa una gaffe dopo l’altra con le amiche e con i famigliari. In una parola è davvero unica. Impossibile non amarla e non volerla felice. La vita non sembra volerle mostrare molta gentilezza: la sua storia d’amore naufraga e anche in modo non bello, la competizione al lavoro di fa altissima e il rapporto con la nuova coinquilina è sul filo della guerra aperta (provate a non ridere quando leggerete la scena della polenta!). Tuttavia, lei si rialza, ogni volta raccogliendo i cocci del proprio cuore o del proprio orgoglio e reinventandosi, trovando nuovi stimoli o semplicemente guardando tutto sotto un diverso punto di vista.

Dopo Virginia, ho amato sia Giorgio che Leonardo: il primo si trova in una situazione complicata, a perdere tutto dal punto di vista emotivo, dilaniato da uno sbaglio che comunque gli cambierà la vita suo malgrado; il secondo è la sorpresa continua che si svela nelle pagine del romanzo, che cambia pelle o semplicemente fa vedere quella parte di sé che tiene per pochi. Lui e Virginia battibeccano, si odiano cordialmente, arrivano a scherzare e a farsi compagni di bevute, ma mai avrebbero pensato di condividere ben altro. L’amore, però, non avvisa mai, non chiede il permesso, non si presenta atteso, ma sconvolge la vita, ti strappa dalla cara e confortante routine mandando all’aria i piani. Così succederà ai protagonisti di questo romanzo.

Lo stile dell’autrice è frizzante e il ritmo è veloce. I personaggi, dai protagonisti a quelli secondari, sono ben caratterizzati e la trama è lineare, pur creando scene davvero divertenti. È un romanzo che va letto quando si vuole staccare la spina dallo stress, quando ci si vuole alleggerire l’anima e pensare a altro. Fatelo, non ve ne pentirete.

A devastarlo, è il passato. Il ricordo di una maglietta prestata. Lo smalto che lei ha lasciato sul tavolino dell’ingresso, il suo preferito. Rosso fuoco. Il reggiseno posato sul bracciolo del divano, dimenticato lì e mai ripreso. «Virgi, cazzo, devi essere più ordinata». Giorgio ricorda la sua stessa voce che la rimbrotta. Lo faceva di continuo. Ora, invece, vorrebbe inciampare nelle sue scarpe. Nel suo disordine. Nella sua valigetta posata per terra. Nella sua borsa del portatile, abbandonata costantemente sul pavimento del soggiorno.
«Non doveva finire così».”

Virginia è un disastro su tutta la linea e non in senso metaforico, ma proprio in senso letterale. Fin dall’infanzia riesce a combinare guai epici e gli sforzi poi per rimediare danno sempre scarsi risultati. Alla soglia dei suoi trentatré anni il bilancio della sua vita è disastroso. Convive da due anni con Giorgio, ma dopo una pausa di riflessione di cinque mesi, decidono di mettere fine alla loro storia vedendo che non c’è più l’amore di un tempo. Il suo lavoro in una testata giornalistica, sogno di tutta la sua vita, non la soddisfa perché un attimo prima che riesca a concludere un bellissimo reportage ecco che arriva sempre Leonardo Ruinas. Leonardo, Nardi per la famiglia e gli amici, è bello, sicuro di sé, l’uomo che sembra sempre essere nel posto giusto al momento giusto. Peccato che l’apparenza inganni. I genitori non condividono la sua scelta di fare il giornalista e lo vorrebbero invece impegnato nell’azienda vinicola di famiglia. Il giorno che Enrico Fermi, capo della testata giornalistica, mette Virginia e Leonardo in competizione per tenersi il posto di lavoro, inizia una vera guerra. Entrambi non vogliono lasciare all’altro il lavoro che amano tanto e per cui hanno fatto sacrifici. La notte di Capodanno, però, tutto viene rimesso in discussione e i due si ritrovano a dividere una bevuta in un tristissimo bar. Sarà lì che capiranno finalmente di non essere poi così diversi. Riusciranno Leonardo e Virginia a trovare un modo per andare d’accordo o sarà guerra aperta? Lo scoprirete solo leggendo!

Ci sono treni che puoi perdere tranquillamente. Prima o poi, ripassano uguali. O ripassano diversi e migliori. Spesso l’attesa è ben ripagata e l’occasione che si ripresenterà ai tuoi piedi sarà meglio di quella che hai salutato. E poi ci sono treni che, se li perdi, rimani per sempre con il sapore dolce e amaro al tempo stesso del rimorso. Come un dialogo interrotto. Come un bacio non rubato. Come una spiegazione non data. Come un sorriso non regalato. E non puoi fare nulla, quando accade, se non riprendere la tua valigia pesante, colma di ricordi, di sensi di colpa e di rimorsi, e tornartene a casa. E sperare, anche. E pregare, persino.”

Ho amato profondamente il personaggio di Virginia. È autentica, non la solita protagonista modella che ha tutto a portata di mano e gli uomini cadono ai suoi piedi. Virginia inciampa, cade, ma si rialza sempre, solo che quando lo fa “frigna” un pochino. Ma chi di noi non si è mai lamentato per la vita amorosa oppure per il lavoro stressante o la coinquilina rompipalle? Virginia è una di noi, con i suoi pregi e i suoi difetti, che però la rendono ancora più cara ai nostri occhi. Nardi, Leonardo, invece è proprio quello che si dice il “bello che non balla”. Lui è la dimostrazione che l’apparenza spesso inganna. Visto da fuori sembra il bel ragazzo, senza pensieri, che ha tutto il mondo nelle sue mani e nessun pensiero per la testa: sbagliatissimo!

Questo romanzo ci insegna ad andare oltre. Nella vita non dobbiamo mai fermarci alle apparenze, dobbiamo lottare per quello in cui crediamo e metterci l’anima per conquistarlo. Non dobbiamo aspettare che qualcuno ci soffi l’occasione della nostra vita da sotto il naso e poi piangere sul latte versato.

La storia di Virginia è una sorta di “manuale di sopravvivenza” alle sventure della vita. Chiunque, almeno una volta è inciampato. Virginia e Nardi ci insegnano il modo migliore per rialzarci e fare della nostra vita qualcosa per cui vale la pena lottare.

Complimenti all’autrice che ha saputo, con uno stile davvero fresco e divertente, rendere le peripezie della protagonista, una lettura leggera e coinvolgente.

Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo a chi vuole evadere per un po’ dalle giornate stressanti della vita quotidiana e sentirsi meno solo immergendosi nel disastroso mondo di Virginia, pieno di tutti i suoi guai…a ore 9, 12 e anche 22.

Inutile fare altri riassunti, proverò a parlarvi con il cuore, come so meglio fare. Poche persone sanno giocare con le parole e con la penna come Federica Cabras, usando l’ironia anche di fronte a temi importanti. Frizzante, brillante (e ci fosse stato Leonardo sarei stata bacchettata per l’uso di due sinonimi!), come una maga tramuta i chiché in diamanti, e scrive capolavori. Mi riferisco alla “misera” fine di una storia… e capirete che davvero si chiude una porta e si apre un mondo pieno di amore ma soprattutto di nuove consapevolezze. Spesso ci si crogiola nell’abitudine, la stessa che era diventata stretta per Giorgio e Virginia, ma che venendo a mancare, ha devastato per poi ri-illuminare le loro vite. Non vi svelo oltre, perché quando vi troverete al bivio, il vostro cuore farà una scelta, e tanto vale scoprire se corrisponde a quella della protagonista.

“L’amore è compromesso, a volte, è sbattere le fronti. L’amore è rabbia, incertezza, malcontento. L’amore è frustrazione, rassegnazione. L’amore però è anche voglia, acuta da far male. L’amore è rinunciare a un lavoro perché sai che lo ami e basta, non ci puoi fare nulla.”

Aggiungo, l’amore è amore quando sacrificare te stesso per l’altro non è sacrificio. Non è neanche altruismo, è piuttosto rendersi felici. Donarsi e ricevere in maniera incondizionata. Vedrete di cosa è capace Virginia e…

Fermate le mie mani impertinenti, che vorrebbero raccontarvi tantissimo altro; lasciate correre le vostre, per voltare le pagine, per sorridere e innamorarvi. Cercate la parte di voi, tante voci avranno qualcosa da raccontare, e in cui ritrovarvi. Io sono proprio Virginia, con la mia sbadataggine (più precisa però, e in pignoleria potrei essere Giorgio), ma con la tenacia di arrivare ad acciuffare un sogno, soprattutto quello di amare.

Grazie Federica, grazie per quel primo messaggio quando ancora non ci conoscevamo. Grazie per aver creduto in questa piccola famiglia e di farne parte. Grazie per i consigli, l’appoggio. Grazie perché per me è un onore immenso averti, e GUAI A ORE NOVE è l’ennesima conferma.

Maika.

Voto unanime 😍💙💖

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