Segnalazione: “IL COLPO DI FULMINE NON ESISTE” di Carlo Lanna

L'immagine può contenere: il seguente testo "WORDS EDIZIONI"

Presenta

Il colpo di fulmine non esiste

Carlo Lanna

TITOLO: Il colpo di fulmine non esiste

AUTORE: Carlo Lanna

EDITORE: Words Edizioni

GENERE: Romance M/M

FORMATO: Ebook (2,99 – in offerta a 0,99 nel giorno d’uscita)

Cartaceo (13,90)

RELEASE DATE: 29.07.2020

SINOSSI

Due ragazzi. Due anime spezzate.

Un unico cuore che batte.

Tyler è un giornalista deluso dalla vita, con un passato tormentato da dimenticare e in cerca del suo posto nel mondo. Glen è in fuga da se stesso e sogna di diventare uno scrittore. In una fredda sera di gennaio, quasi per caso il destino lega indissolubilmente le loro anime. A volte, però, l’amore non basta e serve coraggio per affrontare le insidie della vita. In una New York magica e caotica, Tyler e Glen si amano, si odiano, si perdono e si ritrovano in un dedalo di grandi emozioni. Il colpo di fulmine non esiste è una toccante storia sull’amore queer, i sogni e le seconde possibilità della vita.

L’AUTORE

Carlo è nato a Caserta trentacinque anni fa. Di professione è giornalista di spettacolo e collabora per IlGiornale.it e per un magazine a tematica LGBT. È laureato in Legge e in Scienze della Comunicazione. Divora film e serie tv di tutti i tipi fin dall’adolescenza e ama follemente le saghe urban-fantasy e i dark romance. La scrittura è nel suo DNA, ma solamente quattro anni fa è tornato a picchiettare le dita sulla tastiera e navigare con la fantasia, dopo un lunghissimo periodo di silenzio. Ha pubblicato svariati racconti brevi su diverse antologie. Scegli il nostro destino (Gilgamesh Edizioni) è il suo romanzo d’esordio pubblicato nel luglio del 2019.

ESTRATTI

1.

«Forse ti sentiresti più a tuo agio se parlassimo fuori da questo cazzo di posto?» Si alzò anche lui, in un gesto istintivo. Era più alto di me, il fisico era forte e possente. Il petto muscoloso, le gambe magre e tornite tanto che mi sarebbe piaciuto sfiorarne la consistenza. E poi il suo sguardo. Da quella distanza era ancora più lucente, ancora più invitante. Quel desiderio mi fece traballare il cuore.

«Cambierebbe qualcosa per te?» chiesi.

«E per te?» domandò Tyler a sua volta.

«Non voglio una domanda da parte tua, ma una risposta. Perché…»

quella sensazione di cui parli l’ho provata anche io, appena ho incrociato il tuo sguardo.

E ciò che ricevetti un istante dopo fu una risposta chiara, precisa ed eloquente, forse anche troppo. Diradò i miei dubbi, tutti. Nessuno escluso.

Tyler mi baciò.

Mi baciò con passione e delicatezza. Un bacio vero, di quelli che ti sciolgono il cuore, che ti fanno morire e poi tornare alla vita. Nell’attimo stesso in cui la sua bocca si posò sulla mia, fui pervaso da una scossa di energia, un calore diffuso che mandò in tilt il mio sistema. Le sue labbra volevano di più e io cercai di soddisfarlo. Schiusi di più la bocca e lasciai che la sua lingua danzasse con la mia. E poi mi sporsi, sollevandomi sulle punte, e ricambiai iniziando a esplorarlo, vivendo di quei respiri e quei gemiti che mi stava riservando. Gli accarezzai i capelli e dal mugolio che gli uscì dalla gola capii che aveva apprezzato l’iniziativa. Non mi sentivo impacciato, anzi. Spensi i dubbi e mi lasciai accendere dalla passione. Era tutto vero. Tyler. Quel bacio. Ogni cosa. Ero tra le braccia di un uomo bellissimo che, in pochissimo tempo, mi aveva rapito con la sua carica magnetica e la sua schiettezza.

2.

Era passata una settimana da quella notte che io e lui avevamo condiviso al Carlton. Una notte di passione, sì, ma anche di scoperte, rivelazioni, di grandi passi avanti. In un sussurro gli avevo detto che era il mio ragazzo, che non stavamo scherzando ed era arrivato il momento di fare sul serio. Era cambiato tutto in poco tempo e non c’era modo di farci rimanere distanti l’uno dall’altro.

3.

Quando lei scomparve, sentii un brivido lungo la schiena, un disturbo alla bocca dello stomaco che mi era familiare. Lo avevo già provato, la prima volta che avevo visto Glen. Cercai di razionalizzare e di calmare il senso di nausea che mi stava scombussolando. Alzai lo sguardo, per capire l’origine del mio malessere, ed eccolo lì: Glen, in tutta la sua scintillante bellezza, in quel cazzo di diner e con addosso una divisa simile a quella di Cecil. Mi passò accanto senza degnarmi di uno sguardo, con due piatti tra le mani che depositò su un tavolo in fondo alla sala. Lo seguii attentamente, cercando di capire perché fosse lì e perché stesse servendo ai tavoli nello stesso posto in cui lavorava Cecil. Quella sensazione di fastidio si accentuò sensibilmente. Lasciai Oliver a giocherellare con il suo cellulare, mi alzai dalla sedia e mi diressi al bancone, seguendo l’ombra di Glen.

«Non credevo di trovarti qui.»

La mia non era una domanda. Era un’affermazione che esigeva una spiegazione chiara e precisa. Che cazzo ci faceva Glen in quel diner da quattro soldi?

Vedi? Non ti puoi fidare di nessuno. Neanche di Glen.

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