Recensione: “IL BASTARDO DEI MOGHUL” di Pamela Boiocchi & Michela Piazza

Sapete di cosa ho voglia ora? Di rileggerlo… e sono convinta che non basterà neanche la seconda volta per “IL BASTARDO DEI MOGHUL” di Pamela Boiocchi & Michela Piazza. Edito Mondadori per la collana I Romanzi.

Sinossi

Zahir Khan è cresciuto nel lusso dell’opulenta corte di suo padre, potente nawab dell’India. Nonostante sia un personaggio influente e un pericoloso guerriero, su di lui grava l’ombra di una nascita illegittima. Proprio a palazzo Zahir incontra la giovane Lucinda Baxter, appena giunta dall’Inghilterra. Ma Lucinda per lui è un frutto proibito: la figlia di un ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali, infatti, non può legarsi a un bastardo che appartiene a una cultura così distante. Per di più, è già promessa a un altro! Eppure l’attrazione fra loro si fa irresistibile, anche se il mondo intero li vorrebbe divisi. La passione annienta ogni prudenza, in un vortice peccaminoso e incalzante…

Titolo: Il bastardo dei Moghul

Autore: Pamela Boiocchi & Michela Piazza

Editore: Mondadori

Data pubblicazione: 1 agosto

Pagine: 270

Prezzo: 2,99

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

“Non c’è molto da dire sul mio conto: sono figlia di un militare che ha girato il mondo per servire la patria. Ho trascorso un’infanzia piuttosto noiosa e da poco mi è stato concesso di raggiungere qui i miei genitori”

Madras, India, 1768

Lucinda Baxter ha raggiunto i genitori per conoscerli finalmente davvero. Lei che nella sua giovane età ha cercato nella zia la figura materna, lascia mezzo cuore in Inghilterra per diventare figlia devota: d’altronde da Lady Aurelia Pembroke per questo è stata “formata”.

Una vita egualmente agiata le riserva quella terra d’oriente, ma lontana dagli sfarzi dei balli, di certe etichette tipicamente inglesi; una diversa realtà ad attenderla: “selvaggia”, intrigante, misteriosa, eccitante.

…E una sera – dopo aver riposto la penna sullo scrittoio per l’ultima lettera – Sally incontra la giovane Noor e inizia a riscrivere, ma stavolta il proprio futuro.

In un altro posto, non troppo lontano, un’altra penna viene impugnata…

“Vi porgo i miei rispetti: se metà delle delizie che mi sono state raccontate sul vostro conto corrisponde a verità, il paradiso si stende ai vostri piedi e beato è l’uomo su cui si allunga la vostra ombra. Z.”

Z come l’ultima lettera dell’alfabeto; ancora ultimo perché un figlio illegittimo non può aspirare al trono. Z come Zahir Ali Khan, l’uomo più fascinoso e pieno di virtù che tutta l’India abbia mai avuto.

Lucy e Zahir: le loro origini non troveranno mai un punto di incontro se escludiamo una metà sangue inglese, mescolato a quello indiano. Religioni differenti, questioni politiche in equilibrio precario, usi e costumi che li dividono più di un abisso. Eppure il loro amore da qualche parte è stato scritto perché le loro anime si riconoscerebbero anche tra mille.

Se solo non avesse fatto la scelta di diventare figlia devota, avrebbe potuto rinunciare a un matrimonio che ha tutti i connotati della convenienza, anche se Thomas Pinkerton dimostra amore sincero… ma dov’è quello sciame di farfalle? Perché Lucy non le sente svolazzare quando l’ufficiale le si avvicina…

Una guerra tra ragione e sentimento, tra quello che sarebbe giusto fare e quello che è sconveniente. Qualsiasi scelta verrà fatta, riserverà più di un cuore infranto. Ora la decisione spetta alla giovane Baxter… E a voi scoprirla!

Non è sicuramente il primo romanzo che leggo del duo Boiocchi/Piazza; non è la prima volta che mi capita di emozionarmi con le loro penne, ma è la prima volta che ho quell’insensata voglia di ricominciare daccapo, per riassaporare ogni dialogo e rivedere di nuovo – con gli occhi estasiati di un bambino – alcune scene che mi sono rimaste nel cuore. Il tocco di una mano e un ghepardo – uno dei tanti esempi – è un momento così intenso che è solo il preludio di un’intera meraviglia.

Due mondi opposti che si fondono in nome dell’amore. Due protagonisti che hanno saputo raccontarsi fin dalle origini, le quali hanno scandito e spiegato gli atteggiamenti e le scelte dei due giovani nel percorso di conoscenza reciproca. Lucinda tutto sommato ha avuto una vita felice, e in India ha finalmente coronato il sogno di ricongiungersi con i genitori. Per entrambi darebbe la vita e fa di tutto per non deluderli, assecondando anche scelte che potrebbero privarla di un futuro felice. Zahir – seppur vivi nell’agio e circondato da donne come il suo status permette – soffre la condizione di mezzosangue, soprattutto per la lontananza di Elisabeth. Non ha mai avuto una parvenza di famiglia, anche se convinto che nonostante la vita dissoluta del nawab, in fondo al cuore l’inglese non sia mai stata spodestata. A quanto pare, sangue non mente e la storia si ripete… ma il giovane Khan ha scelto un finale diverso da quello paterno.

Conoscenza, lotta interiore, un sentimento che straripa e che deve essere arginato. Stop. Ma ecco che, a quello che sembrerebbe un lieto fine, si aggiunge altro dolore, la fuga, i dubbi… e tante sorprese.

Tutto grazie alla moltitudine di personaggi, ognuno con un messaggio per il lettore. L’amore incondizionato di una serva e di una cognata, il rapporto genitori/figli… Ma soprattutto per merito delle autrici, che hanno saputo stupirci con tantissimi particolari – anche i più piccoli – e hanno colmato la nostra sete di sapere. Impazzirete a cercare una piccola scritta in un “tatuaggio all’henné”; rimarrete colpiti anche su certi cavilli religiosi… Tutto ciò denota un’immensa ricerca e conferma la bravura di Pamela Boiocchi e Michela Piazza, che sanno distinguersi anche grazie ad ambientazioni meno gettonate (a me molto gradite!)

Non lasciatevi sfuggire questa meraviglia, che conferma la vena piccante delle autrici. Un altro plauso per le sfumature più “raffinate” e intonse d’amore che hanno assunto le scene di sesso.

“«Eppure ero convinto di avere molto di offrirti in cambio… Una vita principesca, l’affetto delle donne della zenana e di Noor in particolare, una posizione sociale all’interno della corte in quanto mia moglie»”

“«Mi hai offerto il tuo amore. È tutto ciò di cui ho bisogno»”

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