Recensione: “IL DIARIO DELLE COSE IMPROBABILI” di Federica Auriemma

Federica Cabras ha letto, per A libro aperto, “IL DIARIO DELLE COSE IMPROBABILI” di Federica Auriemma, edito More Stories.

Sinossi

Inghilterra, 1851.

Lylian ha diciassette anni, ama leggere ed è totalmente impreparata alla vita di società. Alla morte di suo zio, il Signor Morris, Lylian si imbatte in suo cugino, Ian Hunter, un giovane avvenente, che erediterà le proprietà della famiglia Morris e un giorno anche la sua, a causa di particolari vincoli parentali. Spronata dalla madre, Lylian deve cercare un buon partito da sposare; la madre preferirebbe il Signor Hunter, nonostante ci siano dei dissapori tra i due ragazzi, ma Lylian decide di presentarsi attraente solo per il suo amico d’infanzia Charles Wright, arrivato da poco a Watford, dopo un breve soggiorno a Londra, con un enorme segreto da proteggere e un regalo per lei: un diario dove lei raccoglie i suoi racconti.
Durante il ballo organizzato da alcuni vicini, Lylian debutta in società e la sua reputazione viene compromessa a causa di un incidente che determinerà una conseguenza inspiegabile: il suo diario è magico.

Intenzionata a scoprire la verità, Lylian affronterà i propri timori, le ingiurie della società, e tra dichiarazioni e segreti da proteggere, riuscirà a trovare infine il vero amore.

Titolo: Il diario delle cose improbabili

Autrice: Federica Auriemma

Editore: More Stories

Data pubblicazione: 24 luglio 2020

Pagine: 257

Prezzo: 2,99

“È cosa piuttosto nota e condivisa che la donna per sua natura non debba aspettarsi nulla di particolare dal futuro tranne la salute, un buon matrimonio e una casa di cui occuparsi, adatta ai propri fini e alla propria classe sociale; se queste aspettative non si configurano nel suo presente, ella può sperare, da nubile, che la benevolenza dimostrata verso genitori, fratelli, parenti e amici sia presa in considerazione e un giorno ricompensata.”

Siamo nell’Inghilterra della metà dell’Ottocento e Lylian ha diciassette anni. Tutto quello che viene richiesto alle fanciulle di quell’età è di trovare un buon partito e sistemarsi, benedicendo le unioni matrimoniali con un discreto numero di pargoli, ma la giovane non ne vuole sapere: appassionata di scrittura e innamorata dell’idea dell’amore, ha una bella lingua biforcuta e un carattere vivace e attento. La sua fantasia, perennemente al galoppo, è una delle sue doti più particolari: grazie ad essa, Lylian – che diffida della troppa razionalità e della modernità così sterile di sentimenti – può viaggiare, essere in più posti contemporaneamente, volare.

A raccontare la sua storia, e questa è una peculiarità di questo racconto che si legge tutto d’un fiato, è il grande albero sito nel giardino della sua dimora. È lui che, con un grande affetto verso la giovane – amante della cultura e sempre molto empatica –, narra le vicende.

“Era difficile percepire la distanza di due cuori, qualcosa di così misurabile e immisurabile allo stesso tempo, e il sentimento ad essa legato. Ma quale sentimento?”

Il punto di svolta nell’esistenza della ragazza si ha quando lo zio, il signor Morris, muore e nella vita di tutta la famiglia entra un bel giovane, dal portamento dritto e i begli occhi razionali sempre aperti a scrutare il mondo. Ian Hunter erediterà la tenuta dei Morris e anche la sua, tutto questo a causa di alcuni vincoli parentali presenti nell’Inghilterra di allora – che mettevano, sempre e inesorabilmente, le donne in secondo piano in quelle che erano faccende di eredità.

Lylian sente sin da subito una sorta di attrazione nei suoi confronti ma l’amore è diverso, l’amore – si dice – è quello che prova per Charles, suo amico d’infanzia, e che le fa sognare un percorso ricco di gioia e serenità… Lui che conosce, lui che è un libro aperto per lei, lui che non ha segret… O forse sì?

Lylian scopre presto che tutti hanno degli scheletri nell’armadio e che niente è come sembra.

Affiderà a un diario i suoi pensieri, le sue angosce e il suo amore per l’amore, appunto, e per un’idea di matrimonio troppo romantica considerati i tempi. E se questo libriccino bianco, donatole proprio dall’amico d’infanzia Charles, fosse magico? Se donando le sue parole ad esso alla fine, poi, ci trovasse anche quelle di un’altra persona?

“Dopo ogni inverno innevato, comparirà il sole di primavera a riscaldare i prati fioriti, così come alla luna succederà sempre il sole. E dopo eventi brutti non dobbiamo temere, perché come i protagonisti delle fiabe, dopo alcune, o a volte parecchie, peripezie, ci sarà sempre un lieto fine e una nuova speranza”.

In questo libro, molto sentimento, molto amore, molti sospiri.

Sulla scia della Austen, Federica Auriemma ci dona una bella storia d’amore che – come prevede una sorta di regola non scritta – deve passare da mille tribolazioni prima di godere di un po’ di serenità.

C’è la giovane che non si adatta alle regole dell’epoca, che vorrebbe una vita diversa e un futuro roseo. Lylian ha un carattere forte, è sveglia e piena di voglia di imparare, di vedere il mondo, di leggere di esso e di scriverne, persino. Nutre la voglia di diventare una brava scrittrice, sebbene sappia che le donne non si possono mantenere da sole, non in un mondo che non accorda loro fiducia. È una vincente, Lylian, ma il suo carattere sensibile le provoca tante ansie e incredibili patimenti.

C’è l’uomo bello e facoltoso che arriva a destabilizzare gli equilibri di un nucleo familiare.

Ian Hunter è il classico bello e tenebroso, sempre pronto ad agire in modo impeccabile ma con qualcosa di non detto che brilla nei suoi occhi. È sempre controllato e sembra mal sopportare le uscite della bella cugina che preferisce l’immaginazione alla realtà. In verità, il giusto sta nel mezzo e l’unione dei due mondi può creare un vortice di meraviglia.

C’è il ragazzo abbiente che non ha valori e c’è la ragazza che cade nella sua trappola. C’è giovanotto che fa una scoperta su se stesso e decide – con grande forza – di seguirla nonostante tutto, nonostante sia considerata da tutti sbagliata, nonostante possa incorrere in conseguenze dure. L’amore è amore, ed è sempre una benedizione (se sboccia tra adulti consenzienti, ovviamente). Ci sono diversi segreti di famiglia, che devono essere difesi a tutti i costi – pena la morte per crepacuore o la perdita di ogni tranquillità. Ci sono gli equivoci… Quelli che mantengono la fiamma dell’interesse sempre viva.

C’è, ed è un elemento molto importante e sempre vivo nelle pagine, lo scontro tra tradizione e modernità in un’epoca dove tutto – tutto! – sta cambiando e alle persone non rimane altro da fare se non adeguarsi, guardare davanti e non dietro e sperare di non rallentare troppo.

Nel complesso, mi è piaciuto. Le atmosfere rimandano alla tipica calma – apparente in alcuni casi – dell’Inghilterra di quei tempi. L’adesione alla realtà è garantita anche grazie ai frequenti rimandi a mode, usi, costumi ed eventi dell’epoca, spiegati dall’autrice in note esplicative dettagliate. La scrittura è fluida ed elegante. Mi è piaciuto molto che Auriemma abbia inserito alcuni versi di Keats.

L’espediente dell’albero, poi, è una piccola perla.

Promosso!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close