Recensione: “IL GIALLO DI VIA POMA” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco

7 agosto 1990 – 7 agosto 2020. 30 anni dalla morte di Simonetta Cesaroni, e la nostra Katy Policante ha scelto questo giorno per farvi conoscere IL GIALLO DI VIA POMA di Antonio del Greco e Massimo Lugli, edito Newton Compton.

Sinossi

Sono passati trent’anni da quando, durante un torrido agosto romano, in un ufficio dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù venne ritrovato il corpo senza vita della giovanissima Simonetta Cesaroni, assassinata con ventinove pugnalate. Un giallo irrisolto e che, dopo tanto tempo, suscita ancora interesse, polemiche e dubbi. Massimo Lugli, ex inviato speciale di Repubblica che seguì le indagini e Antonio Del Greco, allora funzionario della squadra mobile che le diresse, ricostruiscono, in forma di romanzo e con nomi di fantasia, tutte le svolte di un’inchiesta difficile e piena di trabocchetti. Un mix di realtà e di immaginazione, come altri libri scritti in coppia dai due autori, che rivela particolari inediti, aspetti mai chiariti e mai resi noti e svolte impreviste dai due punti di vista: quello della stampa e quello della polizia. Il finale, di fantasia, è un colpo di scena che capovolge tutto e che, forse, avrebbe potuto essere possibile.

Titolo: Il giallo di via Poma

Autore: Massimo Lugli e Antonio Del Greco

Editore: Newton Compton

Data Pubblicazione: 23 luglio

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

Dieci anni fa, alla vigilia della mia partenza per un viaggio in Russia, mi persi in un dossier televisivo, magistralmente confezionato, sul delitto di via Poma. Ricordai immediatamente l’efferato fatto di cronaca dell’estate del lontano 1990: la morte di Simonetta Cesaroni colpì l’opinione pubblica come un pugno nello stomaco. Su di me lasciò brividi indelebili, come altri fatti di cronaca non correlati dal nome di un colpevole.

Il dossier ricostruì ogni particolare, ripercorrendo tutte le tappe dell’inchiesta che ne seguì, con tanti sospetti, tre gradi di giudizio, ma, purtroppo, nessun reo, confesso meno.

Come quel servizio, questo romanzo ripercorre la vicenda fin dai suoi albori e dalle sue premesse. È una sorta di ricostruzione degli eventi da un duplice punto di vista, quello della stampa e quello degli stessi inquirenti mettendo in luce nuovi elementi e mescolando talvolta fantasia e realtà. Una miriade di personaggi entra in gioco e l’omicidio di Simonetta (che nel romanzo viene chiamata Carla) viene costellato da molti altri episodi che hanno fatto la loro comparsa negli articoli di cronaca nera di quel periodo. Le indagini si aprono a ragnatela, filando pazientemente gli eventi e le figure, ma non riuscendo a costruire un disegno ben definito. Ogni sospetto sembra cadere nel vuoto, ogni percorso si chiude in un vicolo cieco con nulla di fatto. Nel finale c’è un colpo di scena che chiude il romanzo e che un po’ mi ha illuso, alimentando il mio desiderio di trovare comunque un capro espiatorio.

La struttura del romanzo è fluida e non ben definita, a voler sottolineare la velocità con cui gli elementi si sovrappongono. Si cambia spesso prospettiva, da quella del giornalista a quella del poliziotto e viceversa. Non vengono risparmiati gli errori, sottolineati con dei flashback ben assestati, per non far cadere il lettore nell’errore di leggere un’indagine di trent’anni fa usando le categorie attuali: le condizioni e gli strumenti erano ben diversi.

Il linguaggio è molto informale, talvolta colorito, a evidenziare la non ufficialità della chiave interpretativa che si vuol suggerire. Il ritmo è molto veloce e le varie ipotesi vengono fatte nascere nella mente del lettore come razzi o stelle cadenti con una parabola ben precisa. Il tutto con un ordine discreto e una certa coerenza che fanno del romanzo qualcosa di avvincente, di cui si è curiosi di conoscere subito il contenuto.

Un delitto terribile, un assassino ancora senza volto. Rimane lo sguardo malinconico di Simonetta che traspare da una delle foto ufficiali che sono state messe in circolazione e che sono entrate a far parte della memoria collettiva.

4 libricini meritatissimi

Katy

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