Recensione in anteprima: “SOSPIRI E ALCHIMIE” di Mirta Drake

Un grazie infinito a Mirta Drake e a Mondadori per la lettura in anteprima di SOSPIRI E ALCHIMIE. Ogni romanzo di quest’autrice è un’assoluta rivelazione. Vi invito a leggere la recensione e a pensarci davvero su!

Sinossi

Londra, 1849. Delusa dall’amore, Opal Winters ha deciso di mettere a tacere la sua indole passionale e di restare zitella, dedicandosi a cercare un buon partito per la sorella minore. Ma quando il padre, alchimista in procinto di giungere a una grande scoperta, scompare nel nulla, le Winters si ritrovano in grosse difficoltà. Opal accetta di lavorare presso la signora Crows, conosciuta come l’“intermediaria dell’aldilà”, che si occupa di sedute spiritiche e, poco alla volta, diventa depositaria dei suoi sinistri segreti. Ma qualcosa di ben più inatteso sta per bussare alla sua porta. Un giorno, infatti, le si presenta davanti l’irresistibile e misterioso Nicandro Giordano, che già una volta le aveva spezzato il cuore. In una Londra dalle atmosfere gotiche, i due scopriranno ben presto che, seppure diversi, sono uniti da un’attrazione indomabile e mai sopita…

Note: SOSPIRI E ALCHIMIE è l’ultimo, avvincente romanzo di Mirta Drake, una delle più apprezzate autrici italiane di romance. Si tratta del primo romanzo della serie ‘The Winters’. Tra le altre opere dell’autrice già pubblicate da Mondadori, ricordiamo LA SEDUZIONE DEL GHIACCIO, IL FASCINO DEL FUOCO, LA TENTAZIONE DELL’ARIA, LE PROMESSE DELLA TERRA e PIUMA NERA nella collana I Romanzi Extra Passion; PER AMORE DI UN CORSARO, nella collana I Romanzi Classic.

Titolo: SOSPIRI E ALCHIMIE

Autore: Mirta Drake

Editore: Mondadori 

Data Pubblicazione: 5 settembre

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

Mirta Drake torna a stupirci con un altro cambio di scena… Nella foschia londinese, tra misteri, bugie, sorrisi e passione, si tesse la trama di Sospiri e Alchimie.

Londra 1849, l’anno degli equilibri ristabiliti, anche se il cuore è ancora in tumulto per l’ennesima perdita, avvolta nel totale mistero. Opal Winters, negli ultimi due anni, ha dovuto letteralmente rimboccarsi le maniche per garantire un adeguato futuro alla sorella minore, dopo la scomparsa del padre. In lei ha riversato tutto l’amore che ha, togliendolo anche a se stessa e alla sfera privata, decisione maturata anche dopo “la perdita” del primo amore.

“Una strada verso il futuro” quella intrapresa da Cornelius Winters, alchimista, e vero “scenziato”. Se solo poteste immaginare in cosa si era impelagato in quel periodo… Starà pagando per le ricerche troppo scomode?

Opal, intelligente, pratica, concreta e con i piedi ben piantati a terra, pur di garantire un piatto caldo e un tetto dove stare ad Ambergold, butta dietro alle spalle i buoni principi (non farti beffe del prossimo, per esempio) per far da assistente ad una medianista.

“C’era molto interesse per l’occulto e il soprannaturale e le persone erano disposte a pagare somme da capogiro per avere l’occasione di assistere a qualche evento dal sapore mistico, fuori dall’ordinario, pur di vantarsene con i conoscenti”

Tanti soldi in un tempo breve avrebbero ridotto il divario da famiglia benestante a potenziali orfane spiantate. In Marybel Crows le ragazze trovano una sorta di mamma, una nuova casa e un lavoro che occuperà Opal a tempo pieno, diventando – successivamente – “la Medium”, la Signorina, colei capace di riavvicinare i clienti ai cari estinti, dando loro una flebile speranza e un inganno a fin di bene.

Ma un giorno, in quella nuova vita, torna a bussare un pezzo di passato, lo stesso che le ha ridotto il cuore a un muscolo informe e inutile: Nicandro Giordano. Costui rappresenta l’amore incompiuto, disatteso, illusorio… bastardo! Cosa cerca da lei l’italiano? All’apparenza sembra un uomo distrutto dalla perdita, ma all’occhio attento di Opal non sarà impossibile scovare l’ennesimo inganno.

Ma se a tradirla davvero fosse il cuore, tornato a battere dopo averlo riconosciuto? Si può amare il proprio carnefice? Tante domande che attendono una risposta. Eppure questa è facilissima e ve la posso suggerire: inganno doppio, triplo, perpetrato, in cui si è caduti e nel quale si vuol far precipitare. Vendette e compiti da assolvere, ripicche che si trasformano in abbracci e baci appassioni per colpa di quella calamita… Oh, per Paracelso!

Sapete perché mi sono fermata? Perché ora tocca a voi portare a termine l’indagine. Mettete insieme gli elementi che vi ho dato, tirate le conclusioni e andate a trovare riscontro tra le pagine. Dovete inoltre scovare Cornelius (magari è passato a miglior vita…), conoscere l’affascinante spasimante di Ambergold (un vero sacrificio!) e assistere alle sedute spiritiche di Opal e Nico.

Da quest’ultima allusione voglio iniziare. Ho sempre apprezzato le note calde di Mirta Drake, che si divorano tutte d’ un fiato, arrossendo ma senza doversi tappare gli occhi. Sospiri e Alchimie l’ho trovato ancor più raffinato anche sotto questo aspetto. Grazie ad uno scenario inedito, ove l’occulto si accosta a una sorta di piccolo giallo, la lettura prende velocità e si arricchisce di un personaggio indimenticabile, sopra le righe e semplicemente unico, capace da solo di tenere alto il ritmo anche con le sue stucchevoli battute. Storpiare i nomi è la sua specialità, come lo è prendersi gioco e far perdere la pazienza a chi bussa a casa della Medium: questo è Devlin.

La scrittura avvolgente, tagliente e romantica, si plasma all’atmosfera gotica creando uno scenario perfetto ove i personaggi riescono a dare il meglio tra inganni e rivelazioni.

Ma chi sono Opal e Nico? Si conoscono da tanto e si amano da sempre, nonostante un allontanamento discutibile. Op è un personaggio assolutamente positivo, e se vi viene da definirla frivola o priva di scrupoli vi sbagliate, perché ha sempre agito seguendo il cuore. Di Nicandro traspare meno, tratteggiato a grandi linee anche se ciò di cui è stato privato – la verità – ha cambiato completamente il suo percorso di vita. I protagonisti hanno un elemento fondamentale in comune: il dolore per la perdita, l’uno dell’altra. Ma tutto è bene quel che finisce bene; la giustizia si è manifestata proprio tra le dita unite su di un tavolo, in una seduta, con un’uscita e poi un’altra…

Mirta ci convince che esistono le seconde possibilità, che non si deve lasciare niente di incompiuto perché questo si ripresenterà; che la famiglia viene prima di tutto, e che l’amore filiale si può provare anche senza un vero legame di sangue. Per ultimo, e non perché meno importante, che “fidarsi è bene e non fidarsi è meglio”: verificate prima di scagliarvi contro qualcuno, non esiste solo una verità assoluta.

Aggiungo, oltre ai complimenti, grazie di cuore Mirta 💖.

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