Recensione con sorpresa: “LA VERITÀ È CHE NON SEI DISTANTE ABBASTANZA” di Chiara Parenti

Recensione con sorpresa a “LA VERITÀ È CHE NON SEI DISTANTE ABBASTANZA” di Chiara Parenti, che si merita ogni parola da parte delle ragazze di A libro aperto. A Federica Cabras e me, si aggiungono entusiaste Simona La Corte, Daniela Tess e Katy Policante. Buona lettura!

Sinossi

Un’ipocondriaca costretta in casa con l’ex fidanzato durante una pandemia globale. Riuscirà a sopravvivere al lockdown?

Marzo 2020.
Elena Tonelli è furiosa. L’Italia è in lockdown e lei è rimasta bloccata a Reggio Emilia in un appartamento che odia insieme a Lorenzo, l’ex fidanzato fedifrago che l’ha tradita e dal quale vorrebbe stare a molto più di un metro di distanza.
Pasti separati, letti separati, spesa separata. Le regole della prigionia sono chiare ma, anche così, le battaglie sono all’ordine del giorno. Ipocondriaca nel mezzo di una pandemia globale, Elena trascorre le giornate a disinfettare qualsiasi tipo di superficie, dalle 3564 fughe dei pavimenti di casa alle zampe del cane.
Lorenzo invece è molto più rilassato su questo punto: entra ed esce di casa ogni giorno con disinvoltura, senza mai dire dove vada, cosa che manda Elena fuori di testa. Per fortuna ci sono le amiche Rebecca, Asia e Giulia che, anche se lontane, le fanno sentire la propria vicinanza tra messaggi e videochiamate.
Ma a riempire di colore le giornate grigie di Elena è Alessandro, un affascinante giovane imprenditore che aveva conosciuto qualche mese prima e che sembra intenzionato a volere molto di più che chattare con lei.
Tutto cambia la sera del 18 marzo, quando alla tv passano le immagini dei mezzi dell’esercito che trasportano le bare via da Bergamo: per la prima volta, Elena e Lorenzo si rendono conto della gravità di quello che sta succedendo fuori dal loro appartamento, e allora anche la lite sulla tavoletta del wc rimasta alzata perde di significato.
Inaspettatamente ricominciano a parlare e in casa inizia il cessate il fuoco. Sarà solo una tregua provvisoria o, intrappolati insieme, riusciranno anche a riscoprire quello che li univa prima? E Alessandro cosa farà? Resterà a guardare?

INNAMORARSI ANCORA O IMPARARE AD AMARE: TU COSA SCEGLI?

Un romanzo vivace e pieno di brio per accarezzare i cuori con una ventata di leggerezza, dopo i pesanti mesi di lockdown. Una commedia romantica ironica e frizzante, perché alla fine è il sorriso la cura più efficace contro le avversità della vita.

Se, della stessa autrice, avete amato “Tutta colpa del mare”, ecco un nuovo romanzo fresco che si beve tutto d’un fiato!


Succede sempre più spesso che ci troviamo con la voglia di leggere e recensire un romanzo, per il titolo o soprattutto per la penna. Parlando con Federica – visto che siamo sue lettrici da sempre – abbiamo messo su questa idea. Più voci, più pensieri, per il capolavoro del momento: “LA VERITÀ È CHE NON SEI DISTANTE ABBASTANZA” di Chiara Parenti.

Ben due volte ho provato la stessa sensazione con Chiara Parenti: ritrovarmi con le mani e con i piedi nella storia. Non mi riferisco prettamente alla trama, ma alle sensazioni, ai pensieri, ai sogni e alle speranze condivisi con i suoi protagonisti. Con Maria Sole e Stella, di “Per lanciarsi dalle stelle”, ho ritrovato un’amicizia strappata dal destino. In La verità è che non sei distante abbastanza ho riscoperto le mie identiche riflessioni, di quando mi fermo un secondo a pensare… anche in quei giorni che vorresti mandare tutto all’aria. Una visione diversa del rapporto di coppia, che magari a vent’anni, quando non si ha nulla da perdere , un “chiodo scaccia chiodo” si ritiene la soluzione più efficace. Oggi, quarant’anni superati da un po’, penso che gli strappi vanno ricuciti, con un risultato intriso di nuove consapevolezze… con un amore che ne esce ancor più bello e fortificato.

«So che è allettante pensare di innamorarsi ancora e vivere quella fase idilliaca all’inizio di ogni storia, ma è soltanto affrontando i problemi che si può dire di amare davvero una persona. Sono tutti bravi a stare insieme quando le cose vanno bene e il mare è tranquillo. Ma è quando comincia la tempesta che si testa la tenuta della barca, la forza di un rapporto.»

Gli errori, i passi falsi, i confronti e il tempo ci insegnano quanto questa frase sia vera; ma certe cose si assorbono con l’esperienza. Quella è la voce di una donna saggia, l’anima che aleggia in tutto il romanzo: Mapi, chi non vorrebbe una consigliera come lei! Ma Elena la penserà allo stesso modo?

Ferita all’inverosimile dal tradimento di Lorenzo, nella convivenza forzata dal Covid, si trova a sperimentare una miriade di sentimenti intermedi tra amore e odio: la paura di perdere e di perdersi, la voglia di ricominciare, il rimorso, la delusione… Dopo essersi fatti di tutto i due ex, guardando al di fuori – pur rimanendo dentro quattro mura – si rendono conto che le ripicche sono solamente idiozie a confronto di chi non vedrà il proprio caro per l’ultimo saluto. La pandemia sta togliendo tutto a troppe persone, entrambi tuttavia possono vantare di avere ancora una parte preziosa nella loro vita: nonostante tutto sono ancora lì, insieme; allora si inizia a rivalutare ogni cosa, anche la vita professionale. Tra pezzi andati in frantumi, qualcosa si rianima, probabilmente il cuore si era momentaneamente addormentato, e il battito incessante ne è la prova… Ma anche per Alessandro, Elena prova qualcosa, e lui è capace di cancellare ogni fotogramma di Lorenzo avvinghiato a un’altra. Quale sarà la scelta di Elena? La ragione la condurrà a seguire i consigli di Giulia, Rebecca – piuttosto, anche a queste ultime il lockdown ha cambiato la vita! – o farà frutto dei consigli di Mapi?

«Te l’ho detto allora e te lo dico adesso. Qualunque cosa accada, ti prego, non smettere mai di ballare con me, Elena. Anche se la musica a un certo punto finirà di nuovo, promettimi che noi continueremo a ballare.»

Se forse all’inizio avrete come l’impressione di trovarvi di fronte a un chick-lit, vi dico che non siete fuori strada: donna in carriera, forte, che vuol ricominciare a tutti i costi. La penna di Chiara Parenti si presta a ogni genere e si fa amare da ogni lettore. Snella, veloce e scattante, con la sua ironia arriva nella profondità dell’animo, lasciando una traccia sul cuore, per rendersi indimenticabile. Buttate un occhio alla sua bibliografia, vi raccomando – oltre a tutti gli altri – Un intero attimo di beatitudine, e capirete di cosa vi sto parlando. Ma ora andate a intrufolarvi nella vita di Elena e Lorenzo, ma anche di Alessandro, Asia, Rebecca… non ve ne pentirete!

Complimenti all’autrice, che non ci racconta (solo) di principi azzurri, ma si cala sempre nella vita di tutti i giorni, tra le persone qualunque, tra i problemi di ognuno. Un altro capolavoro!

Il 2020 ci ha visti spettatori e attori di un evento che a tratti è sembrato quasi surreale. Costretti in casa, a rispettare delle norme igienico-sanitarie indispensabili per la salvaguardia della propria salute e di quella altrui, privati di quella quotidianità che scandisce il tempo di ognuno di noi… tutti ci siamo ritrovati a fare i conti con una realtà che ha ridimensionato anche i rapporti umani.

Lo sa bene la protagonista del romanzo, Elena Tonelli, obbligata a convivere con l’ex fidanzato Lorenzo (Lostronzo, come lo ha ribattezzato lei!) nell’appartamento che condividono a Reggio Emilia.

Poi parte “Io rinascerò cervo a primavera” e mi viene da piangere. È marzo e io ho appena scoperto di essere cornuta: stanno praticamente cantando di me, maledetti.

Tradita dall’uomo che ama e disoccupata di punto in bianco, Elena vive con angoscia questo momento delicato della sua vita e se da una parte trova conforto nelle amiche attraverso le videochat (spassose!) o con nonna Mapi (la nonna che tutti vorremmo!), dall’altra la presenza di Lorenzo acuisce il suo bisogno di evadere da quella prigione di ricordi. E proprio per questo motivo ripone in Alessandro (un uomo conosciuto in ambito lavorativo) le sue aspettative future. Con lui potrebbe ricominciare una nuova relazione, avrebbe un nuovo appartamento, un nuovo lavoro… Ma è davvero pronta a compiere questo passo?

Tra recriminazioni, accuse, “agguati” in casa, Elena e Lorenzo sfogheranno l’uno contro l’altro la delusione e il rammarico per aver fallito sia come coppia che come professionisti.

Alla fine penso che i problemi siano sempre con noi stessi, quelli che poi ripotiamo dentro la relazione.

Passata la rabbia, però, rimane il vuoto, colmato solo dai sensi di colpa che riaffiorano nel momento in cui vedono scorrere in TV le immagini delle camionette dei militari che portano via le bare delle vittime di Bergamo. Quelle immagini mettono Elena e Lorenzo difronte a un fatto ineluttabile: la vita è il risultato di un insieme di attimi fugaci, imprevedibili come il destino. Sarà questa consapevolezza a smuovere la coscienza di entrambi e il risultato della loro riflessione spetta a voi scoprirla.

Ho fame d’aria. Anche se i miei polmoni funzionano e la saturazione dell’ossigeno nel mio sangue è perfettamente nei parametri. Non è il virus, è la mia vita andata a rotoli che mi opprime il petto e mi toglie il fiato.

Il mio consiglio è di leggere questo romanzo che con la sua ironia e la sua leggerezza vi regalerà più di un sorriso, ma vi offrirà anche molti spunti di riflessione, oltre a mettere in discussione (in positivo) la vita di coppia, le certezze e le priorità che ognuno di noi si pone.

“La verità è che non sei distante abbastanza” è un romanzo che mi è piaciuto tantissimo: apparentemente leggero, divertente, in molti punti esilarante, nasconde un’anima molto più profonda. Mai come in questo caso l’autrice ci ha offerto la possibilità di identificarci non tanto e non solo con i personaggi, ma con la situazione. Chiara ci riporta indietro, al tempo del lockdown, un periodo difficile per tutti. Ma lo fa con una tale sensibilità, ironia e profondità, da avermi provocato spesso risate miste a occhi lucidi e grande commozione. La ringrazio per avermi permesso di rivivere un’esperienza forte e che ha cambiato la vita di tutti noi, con delicatezza ed eleganza. I protagonisti sono due ex fidanzati costretti a convivere dopo lo scoppio della pandemia. Lei ha scoperto il tradimento di lui e non vuole più averci a che fare. La narrazione quindi corre su due binari: da una parte l’intimità e la relazione tra loro due, i loro tira e molla, la crescita e maturazione di un rapporto destinato a cambiare, come il mondo circostante. Dall’altra, la pandemia, la paura, il terrore e l’angoscia di molti di noi. La vita che cambia, la libertà che sembra perduta, i carrarmati che trasportano le salme, le vittime che muoiono da sole. Su tutto, la speranza che dopo un cataclisma di tale portata l’essere umano possa essere diverso, migliore e riscopra, come i protagonisti, la forza dei veri sentimenti, l’amore, il perdono, la bellezza di una vita che si riafferma anche quando sembra sfuggirci, quando sembra perduta. Il messaggio di Chiara è molto forte: anche da un dolore e da una sofferenza incommensurabili possiamo rinascere, come la Fenice dalle ceneri, cambiando la nostra vita in meglio e trovando inaspettatamente la felicità. Straconsigliato, per divertirvi, riflettere, emozionarvi e commuovervi.

“Si dice che l’odio consumi, un po’ come l’acqua che scava la roccia: goccia dopo goccia, corroda la pietra”.

Elena è chiusa in una casa con il fidanzato che l’ha tradita in piena quarantena. Sì, perché non è semplice prendersi le proprie responsabilità ma Lorenzo – Lostronzo, come lo chiama lei – l’ha detto forte e chiaro, qualche giorno prima del disastroso annuncio del Premier. Sono stato a letto con un’altra.

E poi, puff!, il Covid-19 si è abbattuto sulle loro vite e li ha barricati insieme, proprio ora che insieme non ci sarebbero mai voluti stare. Quattro anni cancellati in un soffio. Quattro anni dimenticati – ma si può? Quattro anni che tornano a galla e vanno via per poi tornare di nuovo. Così, all’infinito.

Beh, lei, che è docile come un pittbull, gli rende questa convivenza forzata assai difficile da digerire. Lostronzo non ha nemmeno più una maglietta, né un paio di jeans: l’ex fidanzata tradita ha eliminato ogni capo del suo vestiario a colpi di forbici. Eh, alla fine lei ha il cuore spezzato, lui solo le T-shirt. E lo odia, Elena, lei lo odia follemente di un odio irrazionale, cieco, truce. Lo odia perché nella sua testa Lorenzo ha rovinato tutto. Perché erano innamorati e l’amore non si tratta così. L’amore necessita di cuore. L’amore ha bisogno di carezze e di premure.

L’amore va accudito.

Eh, appunto, cara Elena. C’è qualcosa che devi dirci anche tu?

“Ma c’è la quarantena e mi ha costretto per la prima volta a fermarmi, a pensare, a osservare, fuori e soprattutto dentro di me”.

Comunque, questo folle periodo di isolamento forzato ha dato l’avvio, nostro malgrado e per nostra fortuna, a un profondo e inarrestabile meccanismo di ragionamento. Cioè, io ho potuto ragionare su colpe risalenti al Neolitico, analizzarle, scandagliarle, spiegarle, trovare loro un motivo, metabolizzarle. Così come per quanto riguardava i rapporti interpersonali: direi che c’è stato molto tempo per capire quali fossero quelli giusti, veri, possibili e quali quelli assurdi, sbagliati, mediocri. E i pensieri vertevano più che altro sul passato, okay, ma è da lì che si parte per avere uno splendido cammino… E non credete alla cazzata che dicono, quella per cui sei felice solo se pensi al presente e al futuro. Devi comunque chiudere con quello che è stato per poter godere della serenità necessaria per iniziare al meglio ogni nuova pagina della vita.

Chiara Parenti è stata fenomenale. Io la adoro dai tempi di “Tutta colpa di un mojito” e ne ho seguito l’evoluzione, la crescita stilistica. Oggi ha fatto un salto, ha parlato di un periodo particolare con una grande cura, con dolcezza, con ironia – e Dio salvi le risate, soprattutto ora – e con profondità.

Posso dire di aver adorato questo libro, posso dirlo perché alla fine ho pianto come una bambina. Ho pianto perché ha ragione su ogni punto. Perché ha toccato le mie corde. Perché il Covid-19 ha acuito tutte le emozioni negative e ci ha rovinato la vita, è vero, ma ci ha dato anche una grande possibilità: cambiare ciò che non andava bene, rinnovarci, trasformarci. Vivere di nuovo. Nella fretta della vita quotidiana, sempre da affrontare di corsa pena licenziamenti vari, ci dimentichiamo di amare profondamente: il Covid-19 ci ha insegnato a farlo. A non dimenticare di dire “ti voglio bene” ai nostri cari. A darlo, quel bacio, cavolo. A chiarirci, perché la vita è breve e non va sprecata.

E la Parenti ci ha regalato tutto questo. 

All’unanimità…

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